Le grandi imprese tecnologiche cinesi non rinunciano facilmente all’accesso ai modelli di IA più avanzati sviluppati negli Stati Uniti.
Anthropic ha deciso di alzare ulteriormente il livello di guardia per chiudere le numerose falle che permettono a società della Repubblica Popolare di utilizzare i suoi tool, in particolare Claude, aggirando restrizioni che si vorrebbero severe.
Come sottolinea il Financial Times, che al tema dedica un corposo articolo, questo sforzo riflette una tensione più ampia nel panorama globale dell’IA: da una parte la volontà delle aziende Usa di proteggere la propria tecnologia da utilizzi non autorizzati, dall’altra l’interesse strategico delle realtà cinesi, che continuano a considerare i modelli americani un riferimento prezioso per lo sviluppo dei propri modelli di IA.
Come si aggirano i blocchi
Le modalità con cui le aziende cinesi ottengono l’accesso ai modelli americani sono varie e spesso sofisticate.
Fonti vicine alla vicenda raccontano al FT che Ant Financial ha distribuito ai propri dipendenti account corporate di Claude, accessibili direttamente attraverso l’intranet aziendale. Questo sistema si collega all’entità del gruppo con sede a Singapore, permettendo così agli ingegneri basati nella Cina continentale di lavorare come se operassero dall’estero.
ByteDance ha scelto invece un approccio più indiretto: non fornisce accessi diretti, ma ha introdotto un sistema di rimborso spese che consente ai propri ingegneri di caricare sui budget aziendali gli abbonamenti personali a Claude. Una volta ottenuto il servizio, i dipendenti lo raggiungono tramite VPN.
Queste pratiche, pur non violando leggi americane o cinesi, contravvengono chiaramente ai termini di servizio di Anthropic, che proibiscono esplicitamente l’utilizzo da parte di società cinesi o di entità controllate da esse.
Le politiche rigide di Anthropic
Rispetto ad altri player americani, Anthropic ha adottato una delle linee più severe sul mercato. I suoi termini di servizio vietano l’accesso non solo alle aziende cinesi continentali, ma anche alle loro controllate estere. Per usare Claude è richiesta una verifica approfondita dell’identità dell’utente e non sono accettati pagamenti provenienti da banche cinesi.
Questo approccio contrasta con quanto avviene per OpenAI, i cui strumenti risultano più semplici da raggiungere per gli utenti singoli in Cina attraverso le VPN, ormai diffusissime nel Paese.
Proprio per questa maggiore accessibilità, molti ingegneri cinesi continuano a preferire soluzioni americane quando hanno bisogno di prestazioni elevate, soprattutto nel campo della programmazione.
Perché Claude attrae gli ingegneri cinesi
Nonostante il rapido sviluppo dei modelli locali, i tool di Anthropic mantengono un valore strategico elevato. I suoi strumenti di coding sono particolarmente apprezzati sia nelle grandi aziende sia nelle startup IA cinesi.
Uno dei motivi principali è la possibilità di impiegare gli output per operazioni di “distillazione”: si addestrano modelli più piccoli e leggeri affinché imitino le capacità di quelli più potenti, trasferendo in modo efficiente conoscenza e performance.
Questo meccanismo spiega perché, anche in un periodo di crescente enfasi sulla sovranità tecnologica, gli ingegneri cinesi continuano a cercare accesso ai modelli di frontiera occidentali. Rappresentano uno strumento prezioso per accelerare la ricerca e lo sviluppo interno.
Gli sforzi di Anthropic per chiudere le falle
Di fronte a queste pratiche, Anthropic ha intensificato le attività di monitoraggio e contrasto.
Una delle vie più sfruttate passava attraverso i servizi cloud di Microsoft Azure: aziende con entità all’estero potevano accedere alle API di Claude e farle utilizzare dagli ingegneri in Cina continentale tramite reti aziendali interne. Microsoft ha confermato di collaborare con Anthropic nel monitoraggio e nell’applicazione delle policy.
L’azienda sta inoltre puntando i riflettori sulle cosiddette “transfer station”, servizi intermediari che ricevono richieste dalla Cina e le inoltrano attraverso account registrati all’estero.
Anthropic aggiorna costantemente i propri sistemi di rilevamento, analizzando segnali come il fuso orario del dispositivo o altri comportamenti sospetti per identificare accessi provenienti dalla Cina continentale.
La posizione ufficiale di Anthropic
In una dichiarazione citata dal quotidiano della City, Anthropic ha ribadito la propria linea: “Proibiamo esplicitamente l’accesso o la facilitazione dell’accesso a Claude in regioni non supportate, inclusa la Cina”.
L’azienda si presenta come l’unica tra i principali sviluppatori di frontiera a imporre restrizioni così ampie, estese anche alle sussidiarie estere di società controllate dalla Repubblica Popolare, e afferma di applicare queste regole attraverso sistemi di rilevamento continui ed evoluti, in stretta collaborazione con i partner.
Dal canto suo, Pechino ha vietato l’uso di modelli stranieri ospitati all’estero per lo sviluppo di applicazioni consumer, principalmente per ragioni legate al controllo dei flussi di dati transfrontalieri.
Tuttavia, la norma non impedisce ai laboratori e alle aziende cinesi di utilizzare tali modelli per scopi di ricerca e sviluppo interni, lasciando uno spazio che molte realtà stanno sfruttando.






