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Mercedes sterza sulle difese anti drone in Germania

Il fuoristrada Classe G, opportunamente modificato, potrebbe fungere da piattaforma per un sistema di difesa e intervento anti-drone mentre il furgone Sprinter adattato servirebbe come base per un trasportatore di droni mobile. Alleanza bellica in vista per Mercedes?

Come altre Case automobilistiche europee, pure Mercedes sembra essersi lasciata tentare dalle opportunità offerte dal settore della Difesa per rafforzare i propri bilanci che, lo ricordiamo, patiscono la crisi che attanaglia l’intero comparto. Nel primo trimestre il fatturato consolidato è sceso del 5% a 31,6 miliardi di euro, l’utile operativo del 17% a 1,9 miliardi e i profitti del 17,2% a 1,43 miliardi, mentre i flussi di cassa delle attività industriali sono peggiorati del 21,2% a 1,86 miliardi di euro.

Anche per questo proprio come anticipato dalle indiscrezioni di stampa e confermato nelle ultime ore da Cnbc la Stella a tre punte ha siglato un accordo di collaborazione strategica con la giovane realtà connazionale Tytan Technologies (attiva nell’aeronautica e nel comparto aerospaziale con sede a Monaco di Baviera) per la produzione in serie di sistemi avanzati per l’intercettazione di droni.

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Non si tratta di una vera e propria novità per il costruttore di Stoccarda, storico fornitore delle forze armate tedesche, ma è invece la prima volta che sigla un memorandum d’intesa con la startup bavarese per lo sviluppo congiunto di un sistema mobile volto a intercettare droni che rappresentano una minaccia per gli aeroporti, infrastrutture critiche e aree sensibili. Uno dei punti più deboli nella difesa del Vecchio continente nonché dunque uno dei settori su cui Bruxelles ha chiesto ai 27 di correre ai ripari.

Secondo quanto anticipato, Mercedes potrebbe fornire una versione militare della Classe G da trasformare in un sistema di difesa anti – drone mobile, da spostare secondo la necessità e furgoni Sprinter che invece dovrebbero fungere da piattaforma di volo per i dispositivi progettati da Tytan, a partire da un “Interceptor B” stampato in 3D, guidato dalla intelligenza artificiale e capace di raggiungere una velocità massima di 250 chilometri orari.

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La guerra in Ucraina, le continue minacce degli Stati Uniti di uscire dalla Nato e le sovvenzioni europee a favore delle industrie della Difesa stanno tentando un sempre maggior numero di aziende dell’automotive che, data la crisi del comparto, si ritrovano con impianti sotto-utilizzati o persino a rischio chiusura.

Da tempo si attendono ad esempio mosse in tal senso da Volkswagen, gigante europeo acciaccato dalla situazione contingente. Finora da quanto è dato sapere ha firmato una lettera d’intenti con l’azienda israeliana di difesa Rafael ma starebbe vagliando pure altri partner nell’intento di assicurare la sopravvivenza ad alcuni degli impianti maggiormente in crisi in Germania. Oltralpe ha invece ufficializzato il suo ingresso nella produzione dei droni da guerra, senza risultare per la verità troppo convinta e tirata per la giacca dall’Eliseo e dal governo francese, Renault.

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