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La chiusura di Hormuz fa volare i risultati di Trafigura

La chiusura dello stretto di Hormuz ha fatto crescere i profitti di Trafigura, vero e proprio colosso del commercio di materie prime, sopra i 4 miliardi di dollari. La società ha anche distribuito dividendi da 3 miliardi agli azionisti, un record

Trafigura, una delle società di commercio di materie prime più grandi al mondo, ha registrato profitti di 4 miliardi di dollari nel primo semestre dell’ultimo anno finanziario, conclusosi a marzo: si tratta del terzo miglior risultato semestrale della sua storia, superato solo dal periodo successivo all’invasione russa dell’Ucraina. Stavolta, invece, il boom dei profitti è legato al rialzo dei prezzi delle commodities legato alla guerra nel golfo Persico e alla chiusura dello stretto di Hormuz.

COSA FA TRAFIGURA

Trafigura è una compagnia svizzero-singaporiana di commodity trading, ossia di scambio di materie prime: petrolio greggio e condensati, benzina, olio combustibile, biodiesel, minerali, metalli raffinati, carbone e ferro.

È il più grande trader privato (cioè non quotato in borsa) di metalli al mondo e il secondo di petrolio. Possiede quote di proprietà in siti estrattivi, stabilimenti di produzione, impianti di trasporto e terminali di stoccaggio sparsi tra centocinquanta nazioni diverse. In Italia aveva una quota di Saras, la società di raffinazione proprietaria della grande raffineria di Sarroch, prima che la famiglia  di Massimo Moratti la vendesse a Vitol, un’altra delle principali compagnie di commodity trading al mondo.

FONDAZIONE, PRESENZA INTERNAZIONALE E AZIONISTI

Trafigura è stata fondata nel 1993, e inizialmente si è focalizzata su tre soli mercati: l’Africa (per il petrolio), l’Europa orientale (per i metalli) e il Sudamerica (per entrambi). Da allora si è ramificata in tutto il mondo, operando attraverso una fitta rete di sussidiarie. I suoi quartieri generali sono a Singapore, ma è presente in quasi cinquanta paesi.

Trafigura non è quotata in borsa e pertanto non è obbligata a rivelare l’identità dei suoi azionisti: nel rapporto annuale del 2025 si legge che è posseduta da circa 1400 dipendenti senior.

DIVIDENDI DA RECORD

Nel semestre terminato lo scorso marzo Trafigura ha distribuito oltre 3 miliardi di dollari in dividendi: è la cifra semestrale più alta mai registrata, nonché superiore a quella dell’intero anno precedente. I dividendi vengono utilizzati per il buyback, cioè il riacquisto di azioni.

L’ATTIVO NEL BILANCIO CRESCE DEL 40 PER CENTO

Il totale dell’attivo nel bilancio di Trafigura è aumentato del 40 per cento, raggiungendo i 111 miliardi di dollari, perché l’aumento dei prezzi delle materie prime e l’allungamento delle rotte per il trasporto di petrolio e gas (causato dalla chiusura dello stretto di Hormuz) hanno fatto salire il valore dei carichi detenuti dalla società. Il patrimonio netto è cresciuto invece dell’8 per cento, a 17,5 miliardi.

TASSE BASSISSIME

La profittabilità di Trafigura è favorita dalle tasse bassissime che è obbligata a pagare, una condizione che riguarda praticamente tutte le commodity traders. Trafigura opera infatti in giurisdizioni molto favorevoli dal punto di vista fiscale: i suoi dirigenti di alto livello si trovano in Svizzera, mentre la società ha sede a Singapore. È una struttura tipica tra le aziende del settore, i cui quartieri generali si trovano spesso in posti come le Bahamas, il Lussemburgo o le Isole Vergini britanniche.

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