Sedimentata la polvere sollevata dal piano industriale di Stellantis, fatto da roboanti annunci (globalmente gli investitori si aggirano sui 60 miliardi) che sembrano focalizzarsi soprattutto sugli Usa, il Vecchio continente prova a capire cosa ha riservato il costruttore europeo per i suoi hub al di qua dell’oceano. Si muove in particolare la Francia, che da tempo mugugna che con la nuova dirigenza non ha più la centralità che le era stata riservata da Carlos Tavares.
MACRON SORPASSA STELLANTIS
Mancando ancora i comunicati ufficiali, si muove a sorpresa il presidente francese Emmanuel Macron, che anticipa il gruppo dicendo che il costruttore sarebbe pronto a investire un miliardo di euro in Francia per auto di nuova generazione che saranno prodotte in particolare a Mulhouse.
POSIZIONE STRATEGICA
Si tratta di un hub nella regione Grand Est, in linea d’aria vicino tanto alla Svizzera quanto alla Germania e non troppo lontano dal Belgio. Una posizione che lo rende strategico. Pure per questo in passato alcune indiscrezioni giornalistiche avevano ipotizzato potesse essere adocchiato da costruttori cinesi in cerca di un punto d’appoggio per le loro operazioni nel Vecchio continente. La fabbrica, risalente agli anni ’60, era stata rinnovata poco prima della pandemia con 300 milioni di investimenti e negli ultimi anni ha prodotto soprattutto Peugeot con qualche parentesi rappresentata dalla DS 7 e dalla Citroen C4.
LA FRANCIA CREDE ANCORA NELL’AUTO ELETTRICA, MA STELLANTIS?
Secondo Le Monde, l’inquilino dell’Eliseo ha detto che in Mulhouse Stellantis darà vita a veicoli elettrici, perché altrimenti la Francia rischia di mancare gli obiettivi di decarbonizzazione che s’è data al 2050. L’aspetto curioso, riportato sempre dalla testata d’Oltralpe, è che Stellantis non ha confermato in modo puntuale le parole del presidente, limitandosi a dire di essere al lavoro per garantire un futuro ai propri impianti storici.
MACRON METTE ALL’ANGOLO L’AZIENDA TEMENDO NUOVE POISSY?
“Stiamo lavorando con i nostri stakeholder sul futuro dei nostri impianti, incluso quello di Mulhouse e non appena ci saranno annunci ufficiali ve li comunicheremo immediatamente”, ha fatto sapere la casa automobilistica guidata dall’Ad Antonio Filosa.
La decisione di Macron di anticipare il costruttore potrebbe dunque rispondere a una strategia per inchiodare il Gruppo alle proprie responsabilità locali, anche perché la Francia deve ancora digerire la decisione della dirigenza di interrompere la produzione a Poissy – impianto in prossimità della capitale, da tempo senza un apparente futuro industriale – per convertirlo in un impianto di ricondizionamento. Le Monde in quell’occasione aveva scritto che l’hub parigino non chiudeva soltanto perché l’azienda voleva “salvare la faccia”.
ROMA E PARIGI SEGUONO CON ATTENZIONE LE MOSSE DI STELLANTIS
Tanto a Parigi quanto a Roma, del resto, non deve essere sfuggito che nell’ultimo periodo, a fronte dell’inchiodata nella produzione negli impianti storici del Gruppo afferenti un tempo a Fca e Psa, Stellantis ha invece accelerato i lavori nelle sue fabbriche nel Nord Africa (in Marocco e Algeria) che potrebbero nel prossimo futuro sottrarre modelli persino a quelle dell’Europa dell’Est.
Da qui, probabilmente, un certo nervosismo del mondo della politica e la conseguente necessità di ricordare alla dirigenza le proprie origini francesi. Resta ora da capire quali modelli verrebbero prodotti a Mulhouse: la scorsa settimana nel nuovo piano industriale il gruppo ha riferito di una nuova piattaforma battezzata “STLA” che verrà utilizzata per auto compatte e medie. Si è già parlato in merito della nuova Alfa Romeo Hatchback prevista nel 2030-2031. Possibile che la variante elettrica verrà realizzata in Francia?







