De Nora corre in Borsa dopo l’acquisizione di BW Water e apre una nuova fase nella strategia del gruppo italiano sull’acqua. Dopo l’annuncio dell’operazione, il titolo della multinazionale milanese è arrivato a guadagnare quasi il 9% a Piazza Affari, spinto dall’apprezzamento del mercato per un’operazione che amplia la presenza internazionale della società e la porta dentro mercati ad alta crescita come semiconduttori, dissalazione e mining.
DE NORA COMPRA BW WATER E ACCELERA SULL’ACQUA
Industrie De Nora ha annunciato l’acquisizione del 100% di BW Water, società con sede a Singapore specializzata nelle soluzioni integrate per il trattamento delle acque. Il valore complessivo dell’operazione è compreso tra 61,5 e 66,5 milioni di dollari, pari a circa 53-57 milioni di euro, mentre il closing è previsto il 1° luglio 2026, subordinato alle consuete autorizzazioni, inclusa quella dell’autorità antitrust tedesca.
Per finanziare l’operazione il gruppo ricorrerà principalmente a una linea di credito quinquennale da 60 milioni di euro concessa da un pool di banche composto, tra gli altri, da Unicredit, Intesa Sanpaolo, Mediobanca, Bnl e Crédit Agricole.
La reazione del mercato è stata immediata. A metà mattinata il titolo De Nora saliva dell’8,7% a 7,84 euro per azione, in controtendenza rispetto a una Piazza Affari debole. Secondo gli analisti, il mercato ha premiato soprattutto il potenziale industriale dell’operazione e l’accesso a nuovi segmenti di business.
PERCHÉ DE NORA PUNTA SU BW WATER
L’operazione segna un passo importante nella strategia di crescita di De Nora nel trattamento delle acque. L’obiettivo del gruppo guidato dall’amministratore delegato Paolo Dellachà (nella foto) è passare progressivamente da un modello incentrato sulla vendita di prodotti e tecnologie a uno orientato a soluzioni complete “chiavi in mano”, seguendo il cliente lungo tutta la catena del valore.
BW Water progetta e realizza impianti per il trattamento delle acque destinati all’industria. Lavora in comparti dove servono sistemi molto avanzati e standard elevati, dai semiconduttori al mining, fino al farmaceutico e all’alimentare. La società ha inoltre oltre trent’anni di esperienza nella dissalazione, un settore destinato a crescere con l’aumento della pressione sulle risorse idriche in molte aree del pianeta.
Per De Nora significa quindi aggiungere capacità ingegneristiche e di integrazione di sistemi che finora non rappresentavano il cuore del business del gruppo.
Dellachà ha spiegato che “le sfide globali legate all’acqua, trainate dalla crescente scarsità e dalla necessità di garantire la sicurezza dell’approvvigionamento idrico, richiedono soluzioni integrate e su scala globale”. E ha aggiunto che l’acquisizione di BW Water è “pienamente coerente” con la strategia di lungo periodo del gruppo.
Per BW Renewables, l’operazione apre una nuova fase di crescita. Erik Strømsø, amministratore delegato di BW Renewables e ceo di BW ESS, ha spiegato che BW Water “ha riscosso un forte interesse da parte del mercato grazie a una crescita accelerata” e che De Nora sarà “un eccellente azionista di lungo termine”.
I NUMERI DI BW WATER
Fondata a Singapore, BW Water è una società in forte crescita. Nel 2025 ha registrato ricavi per 91,5 milioni di dollari, in aumento del 7% rispetto all’anno precedente e più che raddoppiati rispetto ai circa 40 milioni del 2023.
Ancora più rilevante è il backlog, cioè il portafoglio ordini già acquisiti ma non ancora eseguiti, che ad aprile 2026 era pari a circa 190 milioni di dollari. Una mole di commesse che dovrebbe tradursi in ricavi attorno ai 130 milioni già nel 2026.
L’azienda dispone di un hub ingegneristico nelle Filippine, di uno stabilimento produttivo in Malesia e di ulteriori attività produttive in Germania, Italia e Stati Uniti. Una presenza che rafforza in particolare il presidio di De Nora nel Sudest asiatico, area considerata strategica per la crescita futura del business legato all’acqua e ai semiconduttori.
Quanto ai conti, BW Water ha chiuso il 2025 con un Ebitda normalizzato di circa 3 milioni di dollari, mentre quello reported è stato negativo per 2,4 milioni. È proprio qui che De Nora vede uno dei maggiori margini di miglioramento.
Il gruppo italiano stima infatti sinergie di costo annuali per circa 7 milioni di dollari, da sviluppare progressivamente nell’arco di tre anni. Secondo le indicazioni della società, circa il 30% delle sinergie dovrebbe emergere già dal 2027.
Secondo gli analisti di Banca Akros, il prezzo pagato da De Nora può sembrare elevato se confrontato con gli utili attuali di BW Water. Ma il quadro cambia considerando le sinergie attese nei prossimi anni. Per gli esperti, il punto centrale dell’operazione è soprattutto strategico: De Nora entra in mercati in forte crescita come semiconduttori, dissalazione e mining e rafforza la sua presenza nel Sudest asiatico.
LA SCOMMESSA SULL’ACQUA
Con l’acquisizione di BW Water, De Nora rafforza uno dei business su cui sta puntando di più negli ultimi anni: il trattamento delle acque. La crescita della domanda industriale, la scarsità idrica e la necessità di infrastrutture più efficienti stanno infatti spingendo il settore a livello globale.
Marwan Nesicolaci, amministratore delegato di De Nora Water Technologies, ha parlato di “un cambio di passo” per il gruppo, che punta ad ampliare l’offerta di soluzioni integrate per l’acqua. Il backlog combinato del business supera già i 350 milioni di euro e l’obiettivo, a regime, è avvicinarsi a ricavi per un miliardo di euro.
Non è la prima operazione di crescita per linee esterne del gruppo. Dellachà ha ricordato anche l’acquisizione della piattaforma Severn Trent Water Purification, realizzata circa dieci anni fa, come esempio della capacità di De Nora di integrare nuove attività e svilupparne il business nel tempo.
CHI È DE NORA
Fondata nel 1923 e quotata su Euronext Milan, De Nora è una multinazionale italiana specializzata nei processi elettrochimici, nei sistemi per il trattamento dell’acqua e nelle tecnologie per l’idrogeno verde. Il gruppo opera in oltre 100 mercati attraverso 23 società in 10 Paesi e conta più di 2.000 dipendenti, con centri di ricerca in Italia, Stati Uniti e Giappone.
Nel primo trimestre del 2026 De Nora ha registrato ricavi per 178,5 milioni di euro, in calo del 10,9% rispetto a un anno prima, ma con una redditività rimasta solida: il margine operativo adjusted è salito al 20,2% e l’utile netto adjusted a 19,1 milioni. A crescere sono stati soprattutto gli ordini, aumentati del 33%, con il backlog salito oltre i 500 milioni di euro.
Negli ultimi anni la società ha accelerato soprattutto sulle tecnologie legate all’acqua e alla transizione energetica. Con l’acquisizione di BW Water punta ora a rafforzare ulteriormente la presenza nelle soluzioni integrate per il trattamento idrico e nei grandi progetti industriali. Tra i principali azionisti figurano la famiglia De Nora, che mantiene il controllo del gruppo con oltre il 53% del capitale, e Snam, presente attraverso Asset Company 10 con una quota di circa il 21,6%.







