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La battaglia epica tra Epic e Apple finirà alla Corte Suprema

Nonostante il ritorno di Fortnite sull'App Store di Apple, Epic Games starebbe festeggiando prematuramente: Cupertino intende infatti convincere la Corte Suprema americana a occuparsi del caso

Solo qualche giorno fa Tim Sweeney di Epic Games sui suoi social annunciava il ritorno del popolarissimo videogame Fortnite su App Store, la vetrina delle applicazioni per sistemi operativi Apple. Ma la vicenda giuridica che vede le due aziende contrapporsi in tribunale dal 2020 è ben lungi dal finire qui, dato che Cupertino intende portare le proprie ragioni davanti alla Corte Suprema.

APPLE NON DEMORDE

Sono 34 le pagine che la Mela morsicata ha depositato presso la Corte Suprema nel tentativo di convincere l’organo d’ultima istanza (che ha piena discrezionalità sulle cause che intende trattare) a intervenire, nella speranza di mettere la parola fine a questa querelle giuridica iniziata sei anni fa.

L’atto, visionato dalla testata di settore AppleInsider, afferma che la portata dell’ingiunzione anti-steering (ovvero la condotta per la quale non si permette alle software house presenti su uno store di informare gli utenti di soluzioni più economiche d’acquisto esterne all’app) superi i limiti stabiliti dal Central Administrative Tribunal per le corti distrettuali. I legali di Cupertino sostengono, dettaglia sempre la testata, che la violazione dell’ingiunzione sia stata emessa per errore, in quanto si è ipotizzato che violasse lo “spirito” della legge piuttosto che la sua lettera.

LA QUERELLE TRA APPLE ED EPIC VA AVANTI

Nel frattempo, Apple proseguirà il procedimento legale contro Epic presso i tribunali di grado inferiore. “Apple – si legge sul comunicato stampa della software house che ha sfidato Cupertino sul delicato terreno delle commissioni – è consapevole che il tribunale federale statunitense la costringerà a fare chiarezza sulle modalità di calcolo delle commissioni dell’App Store. Fortnite sta tornando sull’App Store proprio ora perché siamo certi che, una volta che Apple sarà costretta a rendere pubblici i propri costi, i governi di tutto il mondo non permetteranno che le commissioni abusive di Apple restino in vigore”.

CHE SUCCEDE IN AUSTRALIA?

Intanto Fortnite sta appunto tornando sugli App Store di tutti i mercati, a eccezione di quello australiano, come spiega la stessa Epic Games: “Lì, Epic ha vinto la causa contro Apple; il tribunale ha ritenuto illegali molti dei termini di Apple per gli sviluppatori, eppure Apple continua ad applicare tali termini. Epic sta ora chiedendo al tribunale di porre fine alla condotta illegale di Apple e di emettere ordinanze a beneficio di tutti gli sviluppatori di app e degli utenti iOS. Epic non può tornare a un accordo di pagamento illegale con Apple, quindi, a meno che Apple non accetti di adottare termini di pagamento legali nel frattempo, dobbiamo attendere una decisione del tribunale”.

ANCHE EPIC GAMES PROMETTE BATTAGLIA

L’impressione dunque è che, nonostante il ritorno del videogame Fornite, Epic Games stia festeggiando prematuramente. Ma la stessa software house di Sweeney è consapevole che i titoli di coda potrebbero essere lontani: “Continueremo a contestare le pratiche anticoncorrenziali di Apple nell’App Store, volte a vietare gli app store alternativi e la concorrenza nei pagamenti. Abbiamo assistito a un crescente slancio in tutto il mondo per affrontare queste pratiche, con le autorità di regolamentazione che hanno approvato leggi in Giappone, nell’Unione Europea e nel Regno Unito”.

“Tuttavia – aggiungono dalla software house di Fortnite – Apple ha ripetutamente eluso le leggi ricorrendo a schermate intimidatorie, commissioni e requisiti onerosi. È giunto il momento che le autorità di regolamentazione applichino realmente le leggi, affinché gli sviluppatori e i consumatori di tutto il mondo possano beneficiare di un ecosistema di app mobili aperto ed equo”. Ancora carte bollate, insomma.

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