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Il Giappone spegne l’auto elettrica. Dietrofront pure di Nissan e Subaru

Subaru ha dirottato gli 8 miliardi previsti per l'elettrificazione della gamma su motori tradizionali e soluzioni ibride, mentre Mazda è tornata a posticipare il debutto della sua prima auto elettrica dal 2027 al 2029. E il budget passa da 11 a 5 miliardi

Dopo Honda e Nissan, altri due noti marchi nipponici inchiodano suill’auto elettrica: Mazda e Subaru. Se a questo si aggiunge che il costruttore n. 1 del Giappone (ma pure in cima della classifica mondiale per volumi), ovvero Toyota, non è mai stato un grande sostenitore delle auto a batterie, sembra che l’intera industria automobilistica del Sol Levante stia calando il sipario sulle vetture alla spina.

LA RETROMARCIA DI SUBARU

Andando con ordine, il marchio noto soprattutto tra gli appassionati di rally in un primo tempo aveva annunciato l’intenzione di mettere sul piatto 8 miliardi di euro per l’elettrificazione della gamma ma già lo scorso anno, stante la bolla dell’auto elettrica, aveva fatto sapere di averne dirottato buona parte non solo a favore dello sviluppo di nuovi modelli ibridi ma anche per recuperarne altri col solo motore termico.

Ora, l’amministratore delegato Atsushi Osaki, parlando con gli investitori in occasione della presentazione del bilancio di fine esercizio fiscale, ha dovuto ammettere la decisione di posticipare sine die il lancio delle elettriche per concentrarsi ancora di più sulla gamma con motori a combustione interna e ibridi. Una mossa inevitabile dal momento che l’inchiodata nelle vendite di auto elettriche è costata a Subaru Corp. una svalutazione di 362 milioni di dollari.

Peraltro Subaru ha deciso pure di rinviare il debutto di un suo nuovo veicolo elettrico realizzato in house, ovvero a Oizumi, e destinato agli USA (mercato di riferimento per il marchio nipponico) a causa dell’impatto dei dazi doganali, che finora sono costati alla Casa automobilistica 1,42 miliardi di dollari. Nell’anno fiscale 2025, il 72% delle vendite mondiali di Subaru proveniva dal segmento statunitense.

LA FRENATA DI MAZDA

Medesima strada quella perseguita da Mazda che ha notevolmente ridotto gli investimenti sull’auto elettrica elettrica previsti al 2030, scendendo dagli 11 miliardi di euro iniziali a 5,5 miliardi annunciati con la presentazione degli ultimi bilanci.

La prima vettura alla spina sviluppata a marchio Mazda, che secondo i piani sarebbe dovuta uscire il prossimo anno, era già stata posticipata al 2027 mentre ora l’amministratore delegato Masahiro Moro ha dovuto ammettere un rinvio al 2029.

CHI PARTE DOPO…

“La strategia di Mazda per i veicoli elettrici, inizialmente lenta, appare improvvisamente più intelligente con l’aumento delle vendite di veicoli ibridi”, commenta la nota testata Autoblog sottolineando come il costruttore nipponico per ora abbia preferito evitare di lanciare alcun veicolo a batteria (la già citata Subaru ha lanciato due Suv Ev, per esempio) ma non per questo può dirsi indietro rispetto alle rivali, che ora data la delicata situazione di mercato si trovano ad annaspare, costrette a fare coriandoli dei dispendiosi piani di elettrificazione della gamma annunciati in pompa magna negli anni passati.

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