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La tedesca Ohb pronta a dar battaglia alla fusione Airbus, Thales e Leonardo

Ohb torna a manifestare preoccupazione per la joint venture spaziale europea tra Airbus, Thales e Leonardo: il produttore di satelliti tedesco valuterà un'azione legale in caso di approvazione al progetto da parte dell'Antitrust Ue. Tutti i dettagli.

Il gigante dello spazio europeo di Airbus, Leonardo e Thales potrebbe già affrontare una battaglia legale appena sorto.

In una conference call del 7 maggio sui risultati finanziari del terzo trimestre di Ohb, azienda tedesca produttrice di satelliti, il ceo Marco Fuchs ha affermato che valuterà un’azione legale qualora le autorità antitrust dell’Ue approvassero la fusione delle divisioni satellitari di Airbus, Thales e Leonardo.

Lo scorso 23 ottobre Airbus, Leonardo e Thales hanno siglato un Memorandum of Understanding con l’obiettivo di unificare le rispettive attività spaziali in una nuova società, nome in codice Progetto Bromo. Le tre aziende affermano che l’operazione creerebbe un attore europeo più forte, in grado di competere con SpaceX di Elon Musk e con i rivali cinesi.

Tuttavia, Ohb, uno dei pochi produttori di satelliti indipendenti in Europa, teme che l’accordo possa indebolire la concorrenza nel continente, riporta Reuters.

Tutti i dettagli.

LA POSIZIONE DELLA TEDESCA OHB

“Esprimiamo le nostre preoccupazioni perché l’operazione ha un impatto sulla nostra catena di fornitura”, ha dichiarato a Reuters il ceo di Ohb Fuchs, definendo la fusione “piuttosto una perturbazione del mercato”.

Alla domanda se Ohb avrebbe preso in considerazione un ricorso legale qualora la Commissione europea avesse approvato l’accordo, Fuchs ha risposto: “Sì”.

Non è la prima volta che l’azienda aerospaziale tedesca dice la sua sulla futura newco, visto che già a inizio 2025 si era detta pronta a sollevare preoccupazioni presso le autorità di concorrenza dell’Ue sul potenziale legame tra i due più grandi produttori di satelliti europei.

IL PROGETTO BROMO

Da tempo le perdite e la concorrenza di Starlink di SpaceX hanno spinto Airbus e Thales Alenia Space a valutare la fusione delle loro attività satellitari in un’unica impresa, con l’obiettivo di competere con i giganti americani e cinesi. In questo contesto si è inserito anche Leonardo, già alleato di Thales nelle joint venture Thales Alenia Space (33%) e Telespazio (67%). Finora, l’Europa ha faticato infatti a rispondere ai rapidi cambiamenti nella domanda di satelliti, in gran parte guidati dall’espansione della rete Starlink di SpaceX in orbita terrestre bassa, ricordava di recente il Financial Times.

Con questa alleanza, le tre aziende mirano a rafforzare l’autonomia strategica dell’Europa nello spazio. Guillaume Faury, ad di Airbus, Roberto Cingolani, ad uscente di Leonardo, e Patrice Caine, ad di Thales, hanno definito un “passo fondamentale verso la costituzione della nuova società per lo sviluppo dell’industria spaziale europea”.

La nuova società sarà operativa nel 2027, dopo il completamento delle necessarie autorizzazioni regolamentari e delle condizioni previste per il closing, incluso il via libera dell’Antitrust Ue.

I NODI NORMATIVI

La questione centrale per le autorità di regolamentazione sarà probabilmente se la nuova società utilizzerà principalmente le sue dimensioni per competere a livello globale, come sostengono i suoi finanziatori, o se rafforzerà la loro posizione in Europa, spiega Reuters.

Da parte sua il numero uno di Ohb ha respinto i paragoni con i concorrenti cinesi, affermando che l’Europa non acquista satelliti dalla Cina.

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