I costruttori moltiplicano le iniziative per stimolare le vendite di auto a batteria.
(Le Figaro, Sylvain Reisser, 07 maggio 2026)
A meno di dieci anni dal divieto europeo di vendita di auto termiche nel 2035, i costruttori hanno moltiplicato i modelli elettrici portandoli da 16 nel 2018 a quasi 200, investendo massicciamente in batterie più efficienti, autonomie raddoppiate e tempi di ricarica ridotti grazie alle piattaforme a 800 volt, per rispettare gli obiettivi di riduzione delle emissioni del 55% entro il 2030 e evitare pesanti multe.
I produttori puntano a rassicurare i clienti ancora preoccupati per autonomia e ricarica offrendo carte di ricarica con periodi gratuiti o scontati, riducendo il coefficiente di penetrazione aerodinamica e introducendo innovazioni come le batterie LFP per le entry-level e NMC per i modelli premium, mentre scendono sotto i 20.000 euro con offerte promozionali come la Citroën ë-C3 a 12.990 euro.
Nonostante i progressi tecnologici e le iniziative commerciali, il mercato elettrico fatica a decollare senza aiuti pubblici perché i prezzi restano elevati senza incentivi, con il rischio di una dipendenza strategica dalla Cina che controlla oltre l’80% della filiera delle batterie, in un contesto in cui i costruttori comunicano molto sulle rate mensili per aggirare l’ostacolo del prezzo d’acquisto.
Progressi tecnologici rapidi
«In meno di dieci anni, l’industria ha realizzato dei progressi considerevoli, concentrando i suoi studi sull’efficienza, il rendimento energetico e la riduzione dei tempi di ricarica. L’autonomia media è raddoppiata per le citycar.»
Obiettivo 2035 e multe
«A partire dal 1° gennaio 2035 i costruttori non dovranno più vendere in Europa che veicoli elettrici a batteria o a idrogeno. Per evitare le multe, i costruttori devono abbassare del 55% le emissioni di gas serra delle loro gamme entro il 2030.»
Iniziative commerciali aggressive
«Tutti i costruttori propongono offerte sui loro siti internet. Dal 1° maggio, Citroën propone la sua ë-C3 a 12.990 euro, sconto di 900 euro del marchio e bonus CEE di 6.100 euro dedotti.»
Dipendenza dalla Cina
«Al prezzo di una nuova dipendenza con la Cina, che controlla più dell’80% della catena del valore della tecnologia a batteria.»
Prezzi ancora elevati senza aiuti
«Senza le incentivazioni, il prezzo dei modelli elettrici resta elevato. Per accedere alla nuova Volkswagen ID. Polo […] occorrerà sborsare almeno 35.820 euro.»
Auto elettriche: il mercato francese decolla.
(Le Figaro, Valérie Collet, 07 maggio 2026)
La guerra in Medio Oriente e il forte aumento dei prezzi dei carburanti hanno agito da potente acceleratore per il mercato dell’auto elettrica in Francia: nei primi quattro mesi del 2026 le vendite di vetture 100% elettriche sono balzate del 48% rispetto allo stesso periodo del 2025, con un picco del 69% a marzo, portando la quota di mercato al 28%, tra le più alte d’Europa.
I costruttori registrano una domanda in forte accelerazione, soprattutto sui modelli accessibili del segmento B: Citroën è passata dal 20% al 45% di vendite elettriche in aprile, Volkswagen ha visto gli ordini crescere del 73% nel primo trimestre e Renault ha quasi raddoppiato le prenotazioni di elettriche presso i privati, grazie anche all’ampliamento dell’offerta con 181 modelli disponibili contro i 114 di due anni fa.
Il boom è sostenuto da un’infrastruttura di ricarica ormai matura (oltre 200.000 punti), dall’abitudine degli utenti al comfort di guida elettrico e dalla maggiore disponibilità di modelli economici sotto i 20.000 euro (aiuti esclusi), che ha permesso di abbassare il prezzo medio nel segmento B-SUV dell’8% in un anno.
Guerra e caro carburante come detonatore
«Il conflitto in Medio Oriente ha dato un forte impulso. Abbiamo visto un’accelerazione della domanda sull’elettrico soprattutto da marzo. […] Siamo passati dal 20% di BEV al 45% in aprile.»
Crescita spettacolare delle immatricolazioni
«Nei primi quattro mesi dell’anno il balzo del 48% delle vendite di auto elettriche nuove è spettacolare. A marzo la crescita ha raggiunto il 69% rispetto a marzo 2025. Con una quota di mercato del 28%, la Francia si colloca tra i migliori allievi dell’Unione europea.»
Espansione dell’offerta e prezzi in calo
«181 modelli elettrici erano disponibili sul mercato francese a marzo 2026, contro 114 a marzo 2024. Questa abbondanza ha fatto scendere i prezzi medi: i volumi del segmento B-SUV sono progrediti del 131% in un anno, con una diminuzione del prezzo medio dell’8%.»
Conferma dei costruttori
«Le nostre prenotazioni di veicoli 100% elettrici del marchio Renault presso i privati sono quasi raddoppiate. Penso che il detonatore sia il conflitto, anche se il terreno era già favorevole.»
Infrastruttura e cambio di mentalità
«I conducenti che sono passati all’elettrico apprezzano il comfort di guida. Non tornano più al termico.»
(Estratto dalla newsletter di Giuseppe Liturri)







