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Ecco come cresce l’ombra delle minacce ibride in Germania

Un rapporto del Bka, l’Ufficio federale di polizia criminale, ha presentato la distribuzione territoriale e alcuni casi concreti di inizio anno di tentativi di sabotaggio e attività di spionaggio in Germania. 

In Germania è ormai allarme sicurezza. Una mappa fitta di episodi, intrusioni e anomalie disseminate sul territorio tedesco racconta una realtà monitorata con crescente attenzione: nel corso dell’ultimo anno le autorità hanno censito oltre trecento possibili azioni di sabotaggio, con particolare concentrazione nelle regioni occidentali e settentrionali.

A rivelarlo è un rapporto riservato dell’Ufficio federale di polizia criminale (Bundeskriminalamt, Bka), che documenta 321 segnalazioni nel 2025 e nuovi episodi già emersi nelle prime settimane dell’anno successivo. Quel che le autorità delineano è un’azione sistemica di boicottaggio, spionaggio e disturbo, articolata tra infrastrutture energetiche, trasporti e strutture sensibili e riconducibile a responsabili ora interni, ora esterni.

VANDALISMI E INCIDENTI ALL’INIZIO DELL’ANNO

I primi giorni di gennaio hanno offerto una serie di esempi emblematici delle segnalazioni raccolte. A Wuppertal ignoti si sono introdotti in una stazione di trasformazione elettrica forzando un accesso, lasciando sul posto attrezzi abbandonati. Poco dopo, in Baviera, è stato registrato un tentativo di intrusione presso un impianto eolico, mentre nella Ruhr due dispositivi radio appartenenti alla rete ferroviaria sono scomparsi, rendendo teoricamente possibile l’ascolto delle comunicazioni del traffico merci.

Sempre in quell’area una locomotiva con sostanze chimiche è uscita dai binari: sulla linea erano stati collocati elementi metallici fissati ai rotaie, circostanza che ha attirato l’attenzione degli investigatori. L’episodio ha assunto ulteriore rilievo poiché sulla stessa tratta era previsto il passaggio di un convoglio militare statunitense successivamente deviato.

A Berlino, all’inizio di quest’anno, un gruppo di estrema sinistra ha fatto saltare una centralina elettrica riducendo al buio e al gelo tre quartieri sud-occidentali della capitale per quattro giorni, quando le temperature erano precipitate a 10 gradi sotto zero. La rivendicazione dell’organizzazione Vulkangruppe contestava la politica energetica del governo a suo avviso ancora troppo legata alle fonti fossili.

La maggioranza dei casi complessivi continua comunque a concentrarsi nei Länder nord-occidentali di Renania Settentrionale-Vestfalia e Bassa Sassonia, territori che guidano anche la distribuzione statistica annuale.

MAPPATURA NAZIONALE DEGLI EPISODI

Dall’autunno scorso la raccolta sistematica delle informazioni è stata centralizzata in una piattaforma analitica denominata “Zeitenwende”, creata per coordinare la registrazione di tentativi di sabotaggio e attività di spionaggio. I dati confluiti nel sistema, consultati da un consorzio giornalistico composto dalle tv regionali Ndr e Wdr e dal quotidiano Süddeutsche Zeitung, mostrano una distribuzione capillare degli episodi: oltre alle due regioni più colpite, numeri rilevanti emergono in Baviera e Sassonia, seguite da Assia, Baden-Württemberg e altri Länder con valori progressivamente inferiori.

Le segnalazioni sono aumentate negli ultimi anni e riguardano un ventaglio ampio di obiettivi: dalle linee ferroviarie agli impianti energetici, dalle infrastrutture idriche alle strutture militari, includendo anche installazioni di comunicazione, aeroporti e sedi amministrative. Grazie a questa classificazione, le autorità possono far emergere dinamiche ricorrenti e punti di vulnerabilità.

SORVOLI SOSPETTI E IPOTESI DI SPIONAGGIO

Parallelamente, le autorità tengono traccia dei voli non autorizzati di velivoli senza pilota. Nel solo 2025 sono stati notificati quasi 1300 episodi, con oltre duemila oggetti avvistati. In alcune circostanze, come un’osservazione notturna sul Baltico da parte di una unità della polizia federale, più droni sarebbero stati individuati contemporaneamente mentre sorvolavano aree sensibili nei pressi di rotte marittime.

Gli apparati di sicurezza non escludono che dietro alcuni casi possano celarsi attività riconducibili a servizi stranieri, con particolare attenzione verso infrastrutture strategiche e siti militari. In questo quadro emerge il fenomeno del reclutamento di collaboratori occasionali, contattati online e incaricati di compiti informativi o di disturbo dietro compenso. I sospetti si indirizzano verso la Russia. Arresti e procedimenti giudiziari in diversi paesi europei testimoniano l’esistenza di tali strategie, benché Mosca respinga ogni accusa di coinvolgimento.

LA RISPOSTA ISTITUZIONALE

Per rafforzare la prevenzione, il ministero dell’Interno prevede la creazione di una struttura dedicata al contrasto delle minacce ibride presso l’Ufficio per la tutela della Costituzione (Bundesamt für Verfassungsschutz, Bfv), concepita come piattaforma di coordinamento tra enti federali e regionali.

Inoltre il governo federale sta valutando la creazione di un fondo straordinario quadriennale da due miliardi di euro per rafforzare la sicurezza delle infrastrutture critiche contro shock legati a conflitti armati, con priorità al settore energetico. Secondo documenti interni rivelati qualche giorno fa dall’Handelsblatt, la riserva pubblica potrebbe mobilitare fino a 500 milioni annui per sostenere le imprese nell’adeguamento di impianti sensibili. Contrasti tra ministeri su competenze e coperture di bilancio stanno tuttavia per il momento rallentando il progetto.

Riunioni periodiche tra autorità permettono già oggi lo scambio di informazioni su casi sospetti, mentre alcune indagini hanno prodotto risultati concreti: incriminazioni all’estero per atti pericolosi nel trasporto aereo, condanne in Germania per monitoraggio illecito delle ferrovie e arresti legati a presunti tentativi di danneggiare unità navali. In altri episodi, tuttavia, i responsabili non sono stati identificati o le piste investigative si sono rivelate infondate, come in taluni avvistamenti di droni o presunti danneggiamenti a installazioni militari.

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