Originario della California, una laurea in ingegneria meccanica e da 25 anni in azienda. John Ternus, succede a Tim Cook, diventando l’ottavo amministratore delegato di Apple dalla sua fondazione, 50 anni fa, e il terzo da quando Steve Jobs tornò nel 1997 per salvare la società dal rischio di bancarotta.
Ma le sfide non mancano. Dall’assenza del lancio di nuovi prodotti di massa da anni al ritardo rispetto ai competitor nell’intelligenza artificiale, passando per le politiche sui dazi spesso mutevoli del presidente Trump e la dipendenza dalla produzione in Cina.
Che guida sarà Ternus? Sceglierà il rischio, amato da Jobs, o la stabilità, prediletta da Cook? In queste acque agitate, chissà se le sue abilità di ex nuotatore gli saranno di aiuto.
UN PROFILO CRESCIUTO DALL’INTERNO
Laureato in ingegneria meccanica all’Università della Pennsylvania, dove faceva parte della squadra universitaria di nuoto, Ternus ha sviluppato per il progetto finale un sistema che permetteva a persone tetraplegiche di controllare un braccio meccanico tramite i movimenti della testa.
Entrato poi in Apple nel 2001 nel team di progettazione prodotto, ha costruito l’intera carriera all’interno dell’azienda, distinguendosi per uno stile prudente e poco appariscente, basato sull’equilibrio tra innovazione e controllo dei costi. È diventato vicepresidente dell’ingegneria hardware nel 2013 e approdato nel team esecutivo nel 2021 come senior vice president. In questo ruolo ha guidato lo sviluppo hardware dei prodotti più rappresentativi, dagli iPhone ai Mac, fino alle innovazioni più recenti come il Vision Pro.
Nel corso degli anni ha supervisionato il lavoro su numerose generazioni di dispositivi e ha avuto un ruolo chiave nel lancio di nuove linee come iPad e AirPods. La sua lunga esperienza lo ha portato a conoscere in profondità la rete produttiva e i processi industriali dell’azienda, contribuendo anche alla progettazione di materiali e soluzioni per ridurre l’impatto ambientale dei prodotti.
Nonostante essere diventato manager in Apple dopo tre anni, il New York Times racconta che ha rifiutato un ufficio privato per restare accanto al suo team in un open space, una scelta che ha contribuito a definirne l’immagine interna di leader vicino ai collaboratori.
L’ASCESA AL VERTICE
Considerato da tempo il successore più probabile, Ternus ha visto crescere progressivamente il proprio peso interno. A favorirne la candidatura, scriveva lo scorso ottobre Bloomberg, è anche l’età: 50 anni, la stessa che aveva Cook al momento della nomina, il che implica la prospettiva, se tutto va bene, di guidare l’azienda per un lungo periodo. Negli ultimi tempi, inoltre, è diventato una figura centrale nelle decisioni su roadmap di prodotto e strategie, estendendo la propria influenza oltre il ruolo tecnico.
La crescente esposizione pubblica – dalla presentazione dell’iPhone Air alla presenza nei negozi durante i lanci – aveva segnalato un passaggio di testimone già in atto.
COSA DICONO DI LUI
All’interno dell’azienda, secondo il Nyt, Ternus è descritto come un leader attento ai dettagli e capace di muoversi senza attriti nella complessa struttura di Apple. La sua figura è associata a uno stile pragmatico, orientato all’equilibrio tra innovazione e sostenibilità economica.
“Ha la mente di un ingegnere, l’anima di un innovatore e il cuore per guidare con integrità e onore”, ha detto di lui Cook, aggiungendo che è “senza dubbio la persona giusta per condurre Apple nel futuro”.
Allo stesso tempo, alcune voci interne sottolineano un profilo più orientato alla continuità che alla rottura: “È una brava persona. È qualcuno con cui vuoi passare del tempo. Tutti lo apprezzano perché è davvero in gamba. Ha preso decisioni difficili? No. Ha risolto problemi complessi nell’hardware? No”, ha affermato Cameron Rogers, che ha lavorato in Apple nella gestione dell’ingegneria di prodotto e software dal 2005 al 2022.
Come scrive il Nyt, la domanda per Apple è se serva un innovatore o un altro abile manager.
LE SFIDE INDUSTRIALI E POLITICHE
Ternus assume la guida di un’azienda da 4.000 miliardi di dollari in un contesto complesso, segnato da pressioni politiche per spostare la produzione negli Stati Uniti e da tensioni geopolitiche con la Cina. La dipendenza produttiva resta elevata: circa l’80% degli iPhone viene realizzato nel Paese asiatico, che rappresenta anche una quota significativa dei ricavi.
A questo si aggiungono le incertezze legate ai dazi e un imminente processo antitrust, che richiedono una crescente capacità di gestione delle relazioni istituzionali. La presenza di Cook nel consiglio di amministrazione potrebbe contribuire a rassicurare gli investitori su questo fronte, secondo il Financial Times, poiché, nonostante la crescita interna, Ternus resta relativamente poco conosciuto al di fuori di Apple. La sua carriera interamente sviluppata nella Silicon Valley come ingegnere si traduce infatti anche in una limitata esperienza diretta nelle questioni politiche e regolatorie che accompagnano il ruolo di amministratore delegato.
IL NODO DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE
Uno dei dossier più urgenti poi riguarda l’intelligenza artificiale. Mentre altre grandi aziende tecnologiche hanno investito centinaia di miliardi nello sviluppo dell’IA, Apple è rimasta in gran parte defilata.
“Cook lascia un’eredità importante a Cupertino e ci sarà molta pressione su Ternus per ottenere risultati fin dall’inizio, soprattutto sul fronte dell’IA”, ha scritto l’analista Dan Ives. La difficoltà nell’integrare questa tecnologia nei prodotti, dopo alcuni passi falsi, rappresenta una delle principali incognite della nuova gestione.
TRA CONTINUITÀ E INNOVAZIONE
Sotto la guida di Cook, il Nyt osserva che Apple ha mantenuto una crescita solida, puntando su servizi e sull’evoluzione dei prodotti esistenti, arrivando a generare circa un quarto dei ricavi annuali proprio da questo segmento. Tuttavia, l’azienda non ha introdotto negli ultimi anni un nuovo prodotto di massa e ha faticato a entrare in categorie emergenti come la realtà mista e l’IA generativa.
“Se vuoi produrre un iPhone ogni anno, Ternus è l’uomo giusto”, ha detto Rogers. Tuttavia, resta aperta la questione se la sua leadership sarà in grado di portare Apple verso una nuova fase di innovazione radicale o consolidare il modello incrementale degli ultimi anni.
UNA GUIDA TECNICA PER IL FUTURO
A differenza di altri possibili candidati, Ternus rappresenta un profilo tecnico puro, con una carriera costruita sull’ingegneria dei prodotti. Questa caratteristica, afferma Cnn, potrebbe orientare Apple verso una maggiore differenziazione hardware, mentre il settore evolve verso esperienze sempre più legate all’intelligenza artificiale.
“Sono pieno di ottimismo per ciò che potremo realizzare negli anni a venire”, ha dichiarato Ternus, ricordando di aver “avuto la fortuna di lavorare sotto la guida di Steve Jobs e di avere Tim Cook come mentore”.







