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Perché Abbott ruzzola in Borsa

Abbott riduce la guidance 2026 dopo l’acquisizione di Exact Sciences, mentre il titolo scende ed emergono pressioni su nutrizione e dispositivi nonostante risultati trimestrali in linea con le attese. Fatti, numeri e previsioni

 

Abbott rivede al ribasso le prospettive di utile e affronta pressioni su più fronti, tra acquisizioni, rallentamenti in alcune divisioni e contenziosi legali. Nonostante risultati trimestrali leggermente sopra le attese, il gruppo segnala un impatto nel breve termine legato all’acquisizione della società di test oncologici Exact Sciences, mentre emergono criticità nella nutrizione e nella crescita di alcuni dispositivi.

GUIDANCE RIDOTTA DOPO L’ACQUISIZIONE

Abbott ha tagliato le previsioni di utile per il 2026, incorporando l’impatto dell’operazione su Exact Sciences, valutata tra 21 e 23 miliardi di dollari. La società, stando a Reuters e Bloomberg, prevede ora un utile per azione rettificato compreso tra 5,38 e 5,58 dollari, rispetto alla precedente stima tra 5,55 e 5,80 dollari. L’operazione ha comportato anche un effetto negativo di 20 centesimi per azione.

Secondo quanto indicato, la chiusura anticipata dell’acquisizione ha richiesto il ricorso a finanziamenti prima del previsto. Nonostante ciò, Abbott mantiene una previsione di crescita delle vendite comparabili per il 2026 tra il 6,5% e il 7,5%.

Il titolo ha reagito negativamente, con cali tra il 4,6% e il 5% e una perdita del 19% da inizio anno.

RISULTATI TRIMESTRALI E DINAMICHE OPERATIVE

Nel trimestre, Abbott ha registrato un utile per azione rettificato di 1,15 dollari, superiore o in linea con le attese degli analisti, e ricavi pari a 11,2 miliardi di dollari. La crescita è stata sostenuta dalla diagnostica oncologica e dai dispositivi medici, che restano la principale area di business con vendite pari a 5,54 miliardi di dollari.

La divisione diagnostica ha beneficiato dell’integrazione di test come Cologuard, con ricavi trimestrali pari a 2,18 miliardi di dollari, sopra le stime. Tuttavia, la performance complessiva è stata definita “deludente” da alcuni analisti citati da Bloomberg, i quali hanno evidenziato un rallentamento nei dispositivi per il diabete e pressioni competitive nel segmento dei dispositivi cardiaci strutturali.

“Il trimestre riflette l’impatto di un ritardo nel processo di rinnovo legato a una gara internazionale”, ha dichiarato l’amministratore delegato Robert Ford, aggiungendo che si aspetta che i sistemi di monitoraggio continuo del glucosio tornino a una crescita a doppia cifra nel secondo trimestre.

PRESSIONI SU NUTRIZIONE E STRATEGIE DI CRESCITA

Il segmento nutrizione, sottolinea Bloomberg, ha mostrato segnali di debolezza, con vendite pari a circa 2,02 miliardi di dollari, in un contesto di aggiustamenti di prezzo e promozioni per attrarre consumatori più sensibili ai costi. La società, inoltre, prevede di lanciare sei nuovi prodotti nutrizionali nel 2026 per sostenere la crescita.

Al contempo, Abbott continua a puntare sull’acquisizione di Exact Sciences come leva per il lungo periodo. L’operazione, scrive Reuters, dovrebbe contribuire per circa 3 miliardi di dollari di vendite incrementali e rafforzare la posizione nella diagnostica, compensando il calo dei ricavi legati ai test Covid-19.

L’IMPATTO (PER ORA) LIMITATO DELLA GUERRA

Sul piano operativo, stando all’agenzia di stampa, il conflitto in Medio Oriente ha avuto effetti limitati nel trimestre, principalmente sotto forma di difficoltà logistiche e maggiore competizione nei trasporti. L’azienda, tuttavia, ha risposto aumentando le scorte nei magazzini e presso le filiali locali per evitare interruzioni nelle forniture.

Ford ha inoltre sottolineato che è ancora troppo presto per valutare l’impatto dell’aumento dei prezzi del petrolio sui costi e che al momento non si registrano incrementi significativi nelle tariffe di trasporto.

IL CONTENZIOSO SU SIMILAC

Sul fronte legale, ieri Abbott ha ottenuto il rigetto di una class action relativa al latte artificiale Similac, accusato di contenere metalli pesanti non dichiarati. Il giudice ha stabilito che i ricorrenti non hanno dimostrato un rischio concreto di inganno per i consumatori.

“Le dichiarazioni sugli ingredienti e sulla salute presenti sulla confezione di Similac non creavano, in queste circostanze, una probabilità di inganno – ha scritto -. Il fatto che Abbott avrebbe potuto fornire informazioni ‘più specifiche’ sui metalli pesanti in Similac non dimostra l’esistenza di una reale controversia fattuale su una presunta pratica ingannevole”.

La causa riguardava acquisti effettuati tra il 2019 e il 2024 e sosteneva la violazione di normative statali sulla tutela dei consumatori. Il caso rappresentava un seguito di un procedimento già respinto nel febbraio 2025, con nuove richieste di risarcimento danni.

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