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Aria di licenziamenti nel castello fatato di Disney

Prosegue la riorganizzazione di Disney, che prevede fino a 1.000 nuovi tagli di posti di lavoro, dopo le precedenti ondate di licenziamenti che tra il 2023 e il 2025 hanno già portato a circa 8.000 esuberi e 7,5 miliardi di dollari di risparmi. Fatti e numeri

 

Il mondo incantato di Disney si fa più cupo. Stando al Wall Street Journal, l’azienda si prepara a un nuovo giro di tagli che potrebbe coinvolgere fino a 1.000 dipendenti, mentre la riorganizzazione interna continua a prendere forma tra marketing accentrato, nuove strutture dirigenziali e una strategia di contenimento dei costi già avviata da tempo. Le informazioni arrivano da più fonti e convergono su un punto: la fase di ridimensionamento non si è ancora fermata.

I PRIMI TAGLI SOTTO LA NUOVA GUIDA

La società starebbe per avviare una nuova ondata di licenziamenti che, secondo diverse ricostruzioni, potrebbe arrivare fino a 1.000 posti di lavoro. Si tratterebbe dei primi interventi di questo tipo dopo il cambio al vertice con Josh D’Amaro, che ha assunto il ruolo di Ceo a metà marzo e ha ufficialmente preso il comando il 18 marzo durante l’assemblea degli azionisti.

I tagli sono attesi nelle prossime settimane o nei prossimi mesi e rientrano in una fase più ampia di revisione dei costi e della struttura organizzativa.

IL NODO DEL MARKETING ACCENTRATO

Una parte rilevante delle riduzioni, afferma il Wsj, dovrebbe concentrarsi sul dipartimento marketing, recentemente riorganizzato e accentrato sotto una sola guida globale. Il processo è stato avviato a gennaio, quando Disney ha deciso di unificare le funzioni di marketing di cinema, televisione e streaming, eliminando duplicazioni interne.

In questo contesto è stata creata una struttura unica guidata da Asad Ayaz, nominato Chief Marketing and Brand Officer, con la responsabilità di coordinare tutte le divisioni dell’azienda. Il suo ruolo prevede il riordino delle attività frammentate tra entertainment, experiences e sport, in una logica di maggiore integrazione operativa.

Secondo diverse ricostruzioni, una parte dei tagli sarebbe direttamente collegata proprio a questa riorganizzazione interna.

LA DIMENSIONE DEL GRUPPO E I PRECEDENTI TAGLI

Alla fine dell’ultimo anno fiscale Disney contava circa 230.000231.000 dipendenti a livello globale, con una quota molto ampia impiegata nei parchi a tema e nelle attività legate alle “experiences”. Le riduzioni degli ultimi anni si sono concentrate soprattutto nelle aree entertainment, ESPN e corporate, mentre il comparto dei parchi è rimasto relativamente più stabile.

Tra il 2023 e il 2025, sotto la guida di Bob Iger, l’azienda ha già portato avanti più ondate di tagli che hanno coinvolto circa 8.000 lavoratori e generato risparmi stimati in 7,5 miliardi di dollari. In quel periodo, la ristrutturazione è stata accompagnata da una revisione della produzione di contenuti, con l’obiettivo di ridurre la sovrapproduzione e contenere i costi.

RISTRUTTURAZIONE E STREAMING UNIFICATO

Parallelamente ai tagli, Disney sta continuando a modificare anche la struttura delle sue piattaforme streaming. Secondo quanto riportato da Quartz, la società sta integrando le organizzazioni interne di Disney+ e Hulu, nell’ottica di una maggiore unificazione operativa.

Il processo si inserisce in una strategia più ampia che punta a ridurre le frammentazioni interne e a semplificare la gestione dei diversi business del gruppo, dalle produzioni cinematografiche ai parchi a tema fino allo streaming.

UNA NUOVA VISIONE IN UN NUOVO CONTESTO

Come osserva il Los Angeles Times, le nuove misure arrivano in un momento in cui l’intero settore dei media sta affrontando una fase di contrazione e ristrutturazione, con altre aziende dell’intrattenimento che stanno annunciando riduzioni di personale. All’interno di Disney, il cambio di leadership e la transizione tra le diverse fasi manageriali hanno accompagnato una serie di interventi organizzativi già avviati negli anni precedenti.

D’Amaro, prima della nomina a Ceo, aveva guidato la divisione Disney Experiences e ora ha avviato una fase in cui l’azienda punta a operare come “un’unica Disney”, con una maggiore integrazione tra le sue divisioni globali.

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