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Tutti i piani europei di Stellantis con la cinese Leapmotor

Stellantis non accelera solo in Nord Africa, ma anche con l'alleanza con la cinese Leapmotor (di cui ha il 20% e il 51 per cento della jv per l'internazionalizzazione). E più aumentano le voci di corridoio sulle nuove mosse con il marchio di Hangzhou più sembra inclinarsi la posizione per due stabilimenti europei del Gruppo: Cassino e Poissy

Mentre Repubblica, fresca di vendita da parte di Exor – la finanziaria della famiglia Agnelli-Elkann – ad Antenna della famiglia greca Kyriakou, ipotizza che il proprio ex editore, John Elkann, possa curare i gravi mali di cui è affetta la fabbrica italiana di Cassino con le auto cinesi di Leapmotor (bisognerà vedere se la Cina toglierà il nostro Paese dalla lista nera, dal momento che Roma in Ue aveva votato per i dazi alle sue auto elettriche; per lo stesso motivo pare che Pechino abbia imposto che la produzione passasse dalla Polonia alla Spagna), Reuters si spinge a fantasticare sulla produzione di auto elettriche per i marchi Opel e Alfa Romeo da produrre a Figueruelas, l’impianto spagnolo che diverrà il quartier generale delle operazioni europee dell’azienda cinese.

LEAPMOTOR ELETTRIZZA OPEL E ALFA?

Per la verità, di una possibile collaborazione tra Leapmotor e Stellantis per elettrizzare l’offerta di Opel si parla già da qualche settimana. La novità riguarda invece il Biscione le cui versioni EV di diversi modelli di punta (ovvero le nuove Alfa Romeo Stelvio e Giulia Quadrifoglio) sarebbero dovute arrivare proprio a Cassino e con lo slittamento dei piani elettrici del Gruppo italo – francese deciso da Antonio Filosa s’è creato il ben noto vuoto produttivo che ha finito per aggravare una situazione di per sé già molto seria.

L’ennesima beffa insomma per la fabbrica di Piedimonte San Germano che, se altre indiscrezioni dell’ultimo periodo si rivelassero fondate (ovvero la produzione dell’Alfa Romeo Junior in Algeria) nelle assegnazioni dei modelli dello storico marchio sportivo si vedrebbe ora superato pure da Figueruelas. A meno che, unendo entrambe le voci di corridoio, non abbia realmente ragione Repubblica e Leapmotor non finisca a Cassino (casa di Giulia, Giulietta, Stelvio…) per produrre le auto elettriche della scuderia un tempo “made in Portello”, quartiere di Milano.

COSA DICE REUTERS

Comunque sia, al momento il progetto più avanzato sarebbe un altro e riguarderebbe l’elettrificazione di una vettura Opel, nome in codice O3U: i dettagli forniti da Reuters sono tanti e tali da donare credibilità alle indiscrezioni e vedrebbero i cinesi fornire tecnologie e componenti per l’elettronica e la parte elettrica, ovvero il know-how hi-tech tanto ricercato dalle Case occidentali in netto svantaggio rispetto alle concorrenti di Pechino e dintorni, mentre Opel sarebbe responsabile del design esterno.

L’assemblaggio dovrebbe partire nel 2028, con l’obiettivo piuttosto contenuto di produrre 50 mila unità l’anno. Chiara la volontà di Stellantis di non esagerare, considerate le tante incognite che orbitano attorno al futuro delle vetture alla spina. L’auto condividerà la medesima piattaforma alla base della Leapmotor B10, la Suv compatta destinata ad arrivare tra pochi mesi proprio a Figuerelas, dunque non richiederà cambi di macchinari alle linee iberiche.

UN ALTRO STABILIMENTO EUROPEO IN PERICOLO?

Voci non confermate parlano anche di una possibile collaborazione tra Stellantis e Leapmotor per ciò che concerne la prossima generazione di Opel Mokka, modello ormai a fine carriera al momento sfornato dallo stabilimento francese di Poissy che, per un curioso caso del destino, pare gemellato con l’impianto italiano di Cassino in quanto entrambi gli hub produttivi condividono la medesima incertezza sul proprio futuro industriale.

Tanto che diverse testate d’Oltralpe immaginano già per il sito scenari assai diversi: quell’area fa gola alla proprietà qatariota del Paris Saint-Germain che vorrebbe realizzarci un nuovo stadio. Viene perciò da chiedersi se, alla luce di quanto fin qui raccontato e ipotizzato, anche le futuribili Mokka elettriche rischino di finire nello stabilimento alle porte di Saragozza, prodotte sempre dai cinesi.

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