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Ecco come l’Ue rafforza le missioni navali Aspides e Atalanta nel Mar Rosso

Il Consiglio dell’Ue ha aggiornato i mandati delle operazioni navali Eunavfor Aspides e Atalanta, ampliandone i compiti nel quadro della sicurezza marittima nel Mar Rosso e nelle aree limitrofe. Tutti i dettagli

L’Ue aggiorna i mandati delle missioni navali per rafforzare la sicurezza marittima nel Mar Rosso.

Ieri il Consiglio Ue ha adottato due decisioni che modificano i mandati delle operazioni navali dell’Ue Eunavfor Aspides e Eunavfor Atalanta. La decisione rientra nel quadro dell’impegno europeo per la tutela della libertà di navigazione nel Mar Rosso e nella regione allargata.

La decisione arriva dopo che, nel fine settimana, la missione Aspides ha emesso un’allerta alla navigazione in relazione a possibili attacchi contro il traffico marittimo internazionale nel Mar Rosso e nella parte orientale del Golfo di Aden. L’avviso riguarda le attività della milizia Houthi, filo-iraniana, attiva in Yemen. L’aggiornamento dei mandati si colloca dunque in un contesto di crescente instabilità nell’area, caratterizzato da minacce alla libertà di navigazione e da rischi per le imbarcazioni commerciali che transitano lungo una delle principali rotte marittime globali. Senza dimenticare che, nel frattempo, lo Stretto di Hormuz, altro corridoio commerciale vitale, è di fatto chiuso da settimane a causa del conflitto in corso tra Stati Uniti, Israele e Iran.

Tutti i dettagli.

AMPLIATO IL MANDATO DI ASPIDES

Per quanto riguarda Aspides, operazione lanciata nel febbraio del 2024 in risposta agli attacchi ripetuti degli Houthi contro la navigazione internazionale, ha carattere difensivo e un mandato destinato a durare almeno fino a marzo 2027.  Per avviarla Bruxelles stanziò 42 milioni di euro, affiancandola alle altre operazioni navali già presenti nella regione: Atalanta, attiva dal 2008 contro la pirateria al largo della Somalia, ed Emasoh/Agenor, lanciata nel 2020 su impulso di Parigi per la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz e oggi con limitati compiti di sorveglianza.

Il 30 marzo il Consiglio ha modificato il mandato di Aspides. Oltre ai compiti già previsti, l’operazione Aspides provvederà ora, nei limiti delle proprie risorse e capacità, a “raccogliere e condividere informazioni su attività sospette relative alle infrastrutture sottomarine critiche (CSI), contribuire allo sviluppo delle capacità attraverso la formazione delle forze marittime di Gibuti, cooperare con la Guardia Costiera yemenita e rafforzare i legami con altre iniziative dell’Ue, tra cui Crimario, il progetto dell’Ur sulle rotte marittime critiche”.

LA PARTECIPAZIONE ITALIANA AD ASPIDES

Il comando tattico in mare, affidato al Force Commander, è esercitato dalle unità navali presenti nell’area operativa e viene assegnato a rotazione tra i Paesi partecipanti. Dal 14 marzo l’Italia ha assunto la guida della forza navale con il contrammiraglio Milos Argenton; il passaggio di consegne ufficiale è previsto nei prossimi giorni a bordo della fregata italiana Rizzo, attualmente operativa nel Mar Rosso.

Come ricordava di recente l’Ansa, l’area operativa di Aspides è ampia e comprende Mar Rosso, Golfo di Aden, Mar Arabico, Golfo di Oman e Golfo Persico. Da queste acque transita circa il 12% del commercio globale, quasi il 30% del traffico container tra Asia ed Europa e una quota rilevante delle forniture energetiche dirette verso il continente europeo. Attraverso lo stretto di Bab el-Mandeb passa inoltre circa il 10% del petrolio trasportato via mare nel mondo.

LE MODIFICHE ALLA MISSIONE ATALANTA

Per la missione Atalanta invece, dopo la valutazione strategica del 2025, il Consiglio ha deciso di sospendere il monitoraggio del traffico illecito di carbone, mantenendo però i compiti secondari di sorveglianza sul traffico di armi, stupefacenti e sulla pesca illegale. Anche in questo caso viene rafforzato il coordinamento con l’iniziativa Ue Crimario (Critical Maritime Routes Indo-Pacific) ed è aggiunto un nuovo compito relativo alla raccolta e condivisione di informazioni su attività sospette riguardanti infrastrutture sottomarine critiche, nei limiti dei mezzi e delle capacità disponibili.

ALLERTA DI NAVIGAZIONE NEL MAR ROSSO

Il 29 marzo la missione navale dell’Unione europea nel Mar Rosso, Aspides, ha emesso un’allerta di navigazione dopo l’intervento del movimento yemenita Ansar Allah (Houthi) a sostegno dell’Iran nella guerra in corso. In una nota, la missione ha riferito che sta “monitorando attentamente” la situazione dopo “un incremento del sostegno Houthi” a Teheran. La missione ha esortato le imbarcazioni a registrarsi e a richiedere supporto per transitare nei canali marittimi sicuri.

La missione ha anche riferito che i propri asset rimangono “dispiegati e vigili” nell’area, e che il suo mandato di proteggere le imbarcazioni commerciali e la libertà di navigazione prosegue.

 

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