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Che cosa si dice in Commerzbank sulla mossa di Unicredit

L’offerta pubblica di acquisto annunciata da Unicredit ha acceso nuove tensioni nel sistema bancario tedesco e provocato una dura reazione interna alla Commerzbank. Tutti i dettagli.

L’offerta pubblica di acquisto annunciata da Unicredit ha acceso nuove tensioni nel sistema bancario tedesco e provocato una dura reazione interna alla Commerzbank. Secondo quanto riportato in un articolo dell’Handelsblatt, il clima all’interno dell’istituto di Francoforte si è infatti rapidamente deteriorato dopo che l’amministratore delegato di Unicredit, Andrea Orcel, ha comunicato l’intenzione di presentare a inizio maggio un’offerta volontaria per aumentare la propria partecipazione.

Il presidente del comitato aziendale della banca tedesca, Sascha Uebel, ha criticato apertamente la tempistica dell’iniziativa, giudicandola inopportuna in una fase già segnata da forti incertezze economiche legate alle tensioni geopolitiche aggravate dalla guerra in Iran e al conseguente rialzo dei prezzi energetici. Parole forti, quelle dettate da Uebel all’Handelsblatt all’indirizzo di Orcel: “È una porcheria!”.

TENSIONE TRA FRANCOFORTE E MILANO

Le dichiarazioni dei rappresentanti dei lavoratori riflettono un malcontento ormai diffuso all’interno di Commerzbank – riprende il quotidiano economico – dopo oltre un anno e mezzo di confronto sull’ipotesi di acquisizione. Uebel accusa Orcel di alimentare instabilità e di esercitare pressioni indebite sulla dirigenza dell’istituto tedesco. L’operazione annunciata non mira immediatamente al controllo della banca, poiché il prezzo proposto risulta solo leggermente superiore alle recenti quotazioni di Borsa, ma avrebbe l’obiettivo di spingere la direttrice generale Bettina Orlopp ad avviare negoziati formali.

La numero uno dell’istituto francofortese, tuttavia, continua a respingere l’apertura di un dialogo, lamentando la mancanza di un piano industriale dettagliato – sottolinea l’Handelsblatt – e ricorda l’intervento poco più di un mese fa a una conferenza per investitori organizzata a Londra, dove Orlopp sottolineò che un’integrazione bancaria richiede cooperazione e chiarezza strategica, elementi che a suo avviso mancano nell’attuale proposta. Anche in interviste successive, ultima quella a Bloomberg TV di ieri, ha evidenziato come l’offerta sia giunta “inaspettatamente” e a condizioni considerate “inferiori” alle valutazioni degli analisti.

CHIAREZZA SUL PIANO INDUSTRIALE

La dirigenza di Commerzbank insiste sulla necessità di ricevere informazioni precise prima di valutare qualsiasi operazione. Tra i punti richiesti figurano le stime sui costi di ristrutturazione, le sinergie previste, l’impatto sulle attività sovrapposte e la futura struttura di governance. Secondo Orlopp, tali elementi sono “indispensabili” per stabilire se un’eventuale fusione possa creare valore per gli azionisti.

All’interno della banca – riferisce l’Handelsblatt – cresce la convinzione che l’assenza di un documento programmatico non sia casuale, ma rifletta la difficoltà di presentare un progetto capace di ottenere consenso in Germania. Le tensioni personali e istituzionali accumulate negli ultimi mesi avrebbero inoltre compromesso il clima necessario per un’integrazione considerata già di per sé complessa.

TIMORI OCCUPAZIONALI MA UNICREDIT CERCA IL DIALOGO

Un ulteriore elemento di scontro riguarda l’impatto sull’occupazione. Il sindacato Verdi teme che un’acquisizione possa comportare migliaia di esuberi, evocando precedenti riduzioni di personale avvenute dopo l’integrazione di Hypovereinsbank nel gruppo Unicredit. I rappresentanti dei lavoratori avvertono che eventuali risparmi richiesti dall’operazione incontrerebbero una forte opposizione sindacale.

Il quotidiano tedesco sottolinea comunque che Unicredit ha respinto tali accuse, invitando i sindacati a favorire un confronto diretto e criticando le stime sui possibili licenziamenti, definite prive di fondamento.  L’istituto italiano cerca il dialogo, nella convinzione che un confronto diretto servirebbe a dissipare strumentalizzazioni e allarmismi e ad aprire un confronto costruttivo.

Ma nel frattempo, il comitato aziendale di Commerzbank prepara nuove iniziative di protesta in vista dell’assemblea degli azionisti prevista il 20 maggio a Wiesbaden. I rappresentanti dei dipendenti ribadiscono di non poter bloccare autonomamente un’eventuale acquisizione, ma dichiarano l’intenzione di renderla il più complessa possibile attraverso gli strumenti contrattuali e sindacali disponibili. La situazione resta quindi in evoluzione – conclude l’Handelsblatt la propria analisi – mentre l’aumento progressivo della quota detenuta da Unicredit riduce, secondo osservatori interni, i margini di manovra della banca tedesca.

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