Se le aziende tradizionali licenziano per fare posto all’AI, Uber dal canto suo per il suo business non fa mistero di essere interessata a un nuovo tipo di pilota: l’algoritmo. Lo conferma del resto l’annuncio di una partnership strategica con Zoox, l’unità di veicoli autonomi di proprietà di Amazon, per implementare robotaxi sulla sua piattaforma.
COSA FARANNO UBER E ZOOX ASSIEME
L’accordo prevede che i robotaxi di Zoox diventino disponibili tramite l’app Uber: per i passeggeri si traduce dunque nell’opportunità di essere abbinati a un robotaxi della società nel portafogli Amazon che al momento hanno la licenza per correre a Las Vegas e a Los Angeles. Il lancio della partnership è previsto in Nevada quest’estate e nella città californiana entro la metà del 2027.
LA CORSA SUI ROBOTAXI GIAPPONESI
Parallelamente l’ex startup americana ha concluso un accordo con la casa automobilistica nipponica Nissan Motor e la startup britannica Wayve per lo sviluppo di robotaxi in un programma pilota a Tokyo che dovrebbe essere avviato entro la fine del 2026.
La startup inglese è astro nascente nella guida autonoma avendo appena raggiunto una valutazione di 8,6 miliardi di dollari grazie a un round Series D da 1,2 miliardi, guidato da Eclipse, Balderton e SoftBank Vision Fund 2, con la partecipazione di Nvidia, Microsoft, Nissan e, appunto, Uber, che sul progetto scommette da tempo. All’aumento di capitale hanno però preso parte pure Mercedes-Benz e Stellantis, ma non è chiaro se intenderanno sfruttare le loro quote nella compagine della startup per progetti ad hoc.
A BORDO PURE I CINESI
Lo scorso autunno Uber ha lanciato ad Abu Dhabi un servizio di robotaxi sviluppato assieme alla società cinese di veicoli autonomi WeRide. È classificato come guida autonoma di livello 4, il che significa che il veicolo può operare senza intervento umano in condizioni specifiche. Le parti avevano già inaugurato corse analoghe a Riyadh, in Arabia Saudita.
L’INTERESSE PER I CAMION A GUIDA AUTONOMA CANADESI
A inizio anno Waabi Innovation, startup canadese specializzata in tecnologia di guida autonoma per camion, ha ottenuto 1 miliardo di dollari di nuovi finanziamenti per accelerare la propria espansione commerciale e fare il salto nel mercato dei robotaxi grazie a una partnership esclusiva proprio con Uber.
LE STRATEGIE A GUIDA AUTONOMA DI UBER
Uber, che col suo debutto ha reso la vita difficile ai tassisti, oggi pare insomma voler scalzare i guidatori. L’ex startup del resto insegue il sogno della guida autonoma dal 2015, ma in merito ha effettuato un importante pivot: non costituire una flotta proprietaria ma allargare la propria app a chi già offre tale servizio.
Insomma, anche se il debutto mondiale dei robotaxi resta segnato da numerose incognite, molte delle quali dipenderanno dagli umori dei singoli legislatori, Uber si prepara alla nuova era che si caratterizzerà – pare – con la crescente disponibilità di auto senza conducente.
UBER VENDE I DATI RACCOLTI DURANTE IL SERVIZIO PASSEGGERI
Ma non è finita, perché attraverso lo sviluppo di Uber Autonomous Solutions la compagnia intende fornire ai partner dati geospaziali dinamici e soluzioni di mappatura raccolti dai suoi stessi veicoli in 72 miliardi di viaggi dal 2010 oggi essenziali per fare da “scuola guida” all’AI. I primi veicoli a testare il software saranno i robotaxi frutto di un’altra partnership di Uber questa volta con Lucid e Nuro.







