Pur avendo chiuso il 2025 con risultati superiori sia a quelli dell’anno precedente che alle aspettative, oggi il titolo di Webuild – gruppo di ingegneria e costruzioni guidato da Pietro Salini (nella foto) e partecipato da Cassa depositi e prestiti – ha perso il 9 per cento alla borsa di Milano, attestandosi sui 2,7 euro. A deludere il mercato sono state soprattutto le previsioni economiche per l’anno in corso: la società ritiene infatti che i ricavi del 2026 saranno “in linea” con quelli del 2025, dunque stabili. Gli investitori, però, si aspettavano qualcosa in più.
CHI SONO I MAGGIORI AZIONISTI DI WEBUILD
I maggiori azionisti di Webuild sono Salini Spa con il 38,5 per cento del capitale, Cdp Equity con il 16,4 per cento e Intesa Sanpaolo con il 4,6 per cento.
I RISULTATI DEL 2025
Nel 2025 – ultimo anno del piano industriale 2023-2025, intitolato The Future Is Now – Webuild ha registrato ricavi per 13,6 miliardi di euro, più alti del 15 per cento rispetto al 2024 e superiori alla guidance, che si fermava a 12,5 miliardi. Oltre il 65 per cento dei ricavi sono stati generati all’estero.
È cresciuto, con un guadagno del 18 per cento su base annua, anche l’Ebitda, a 1,1 miliardi. L’utile netto è ammontato a 280 milioni, il 13 per cento in più rispetto al 2024.
GLI ORDINI
Il backlog degli ordini vale 58,4 miliardi, mentre i nuovi ordini ammontano a 13,2 miliardi e quasi la metà sono all’estero.
Dall’inizio del 2026 Webuild ha acquisito ordini per 1,8 miliardi, tra cui un contratto da 531 milioni per il Lotto 1 della strada statale 106 Jonica in Calabria. Le gare in attesa di aggiudicazione valgono circa 19 miliardi.
STRUTTURA FINANZIARIA E INVESTIMENTI
Nel comunicato diffuso oggi, la società ha spiegato di aver “rafforzato in modo significativo la propria struttura finanziaria” tra il 2023 e il 2025, “riducendo la leva lorda a 2,6x (da 4,5x nel 2022) e mantenendo una solida posizione di cassa netta positiva”.
Nel periodo considerato gli investimenti sono ammontati a 2,5 miliardi di euro, “a supporto della generazione di cassa futura”.
LE PREVISIONI PER IL 2026 DELUDONO IL MERCATO
Nonostante il piano industriale The Future Is Now abbia prodotto risultati “ben oltre i target”, e i ricavi del 2025 siano stati “record”, l’outlook per il 2026 non è stato ritenuto altrettanto entusiasmante dagli analisti e dagli investitori.
I ricavi attesi per l’anno corrente saranno infatti “in linea con i livelli record del 2025, sostenuti dal backlog significativo”. Nel 2026, inoltre, Webuild ha detto di volersi focalizzare “sul miglioramento della marginalità e sul rafforzamento della generazione di cassa operativa”.
Il gruppo ha voluto precisare che “eventuali evoluzioni significative del contesto geopolitico, l’introduzione di nuove barriere commerciali o un aumento della volatilità dei mercati finanziari e dei tassi di interesse potrebbero influenzare lo scenario macroeconomico e l’andamento” delle sue attività.
NUOVO PIANO TRIENNALE A GIUGNO
A giugno verrà presentato il nuovo piano triennale.
LA REAZIONE DEL MERCATO
Come riporta Radiocor, a deludere i mercati “è stato l’utile e il debito che sono stati sotto le aspettative mentre registrano una buona performance i ricavi che hanno battuto le attese. Altro elemento deludente le guidance per il 2026”, in linea con i risultati del 2025 per quanto riguarda i ricavi: “una crescita in linea con il 2025, fanno notare gli esperti, ha un po’ deluso visto che il mercato si attendeva un incremento maggiore”, aggiunge l’agenzia.
Significative anche le parole dell’amministratore delegato Pietro Salini, il quale ha dichiarato che “non stiamo dando target precisi per il 2026 non perché vediamo rischi, ma perché, data la situazione di incertezza, ritengo non sia professionale”.







