Sette miliardi di dollari sul tavolo, offerte concorrenti e trattative ancora incerte. Attorno a Caesars Entertainment si è riaccesa una partita per il controllo di uno dei marchi storici dei casinò di Las Vegas. Il miliardario texano e ambasciatore degli Stati Uniti in Italia Tilman Fertitta è in colloqui esclusivi per acquisire il gruppo, dopo aver superato una proposta rivale legata all’investitore attivista Carl Icahn. Le trattative, tuttavia, restano in corso e non è certo che portino a un accordo.
COSA SI SA DELLE TRATTATIVE PER L’ACQUISIZIONE
Fertitta, stando al Wall Street Journal, è entrato in colloqui esclusivi per acquistare Caesars per circa 7 miliardi di dollari dopo aver superato un’offerta concorrente della società di Carl Icahn.
La sua holding Fertitta Entertainment avrebbe discusso il pagamento di circa 34 dollari per azione per il gruppo dei casinò. In parallelo, l’operatore avrebbe ricevuto anche un’offerta completamente in contanti di circa 33 dollari per azione da Icahn Enterprises, la società quotata che raccoglie gli investimenti dell’investitore attivista. Secondo le fonti, l’offerta “non è stata ufficialmente respinta da Caesars”.
Al prezzo indicato da Fertitta, la proposta – osserva Reuters – rappresenterebbe circa un premio del 17% rispetto alla chiusura di mercoledì a 29,07 dollari. Nella stessa seduta le azioni di Caesars sono salite dell’11,76%, portando la capitalizzazione di mercato a circa 5,78 miliardi di dollari. Un annuncio tra le parti, tuttavia, non è imminente e le fonti affermano che “è possibile che le trattative non portino a un accordo”.
VENDITA NELL’ARIA
L’interesse per un’acquisizione, come anticipato dal Financial Times, era emerso già a fine febbraio, quando Caesars ha iniziato a valutare la possibilità di una vendita dopo aver ricevuto manifestazioni di interesse da diversi potenziali acquirenti, tra cui Fertitta Entertainment, il gruppo proprietario della catena di casinò Golden Nugget. Tra le opzioni prese in considerazione figurava anche un possibile buyout guidato dal management.
Dopo la pubblicazione delle indiscrezioni sull’interesse per l’acquisizione, le azioni della società erano salite del 19% a 24,74 dollari, portando il valore azionario oltre i 5 miliardi di dollari.
POSSIBILI OSTACOLI
Secondo il Wsj, tra i possibili ostacoli a un accordo è stata indicata la posizione di Vici Properties, il fondo immobiliare nato dallo spin-off degli asset immobiliari del gruppo durante la ristrutturazione del 2017 e oggi uno dei principali locatori di Caesars.
Alcuni potenziali acquirenti avevano ipotizzato che la separazione delle attività digitali avrebbe richiesto l’approvazione di Vici. Tuttavia, per le fonti citate dalla stampa, sia la proposta di Fertitta sia quella di Icahn Enterprises prevederebbero una struttura dell’operazione che consentirebbe di dividere la società senza il consenso del fondo immobiliare.
L’elevato indebitamento rappresenta un ulteriore elemento di complessità, aggiunge il Ft. Caesars ha oltre 20 miliardi di dollari di debito, inclusi i pagamenti di leasing, che portano il valore d’impresa complessivo oltre i 30 miliardi. Per questo motivo qualsiasi acquisizione richiederebbe probabilmente un ampio pacchetto di finanziamenti da parte delle banche di Wall Street.
TUTTI GLI AFFARI DI FERTITTA
Fertitta, come anticipato, è già il proprietario della catena di casinò Golden Nugget e della squadra NBA Houston Rockets. Il suo gruppo controlla anche il colosso della ristorazione Landry’s e numerosi marchi della ristorazione e dell’ospitalità, tra cui le catene Morton’s, Mastro’s, Bubba Gump Shrimp e Rainforest Cafe.
L’imprenditore possiede inoltre partecipazioni in Wynn Resorts e DraftKings. Nel 2018, secondo Reuters, aveva già contattato Caesars per valutare una fusione con il proprio impero del gioco.
I NUMERI DI CAESARS
Caesars controlla più di 50 casinò in Nord America, tra cui strutture sotto i marchi Caesars Palace, Harrah’s, Eldorado e Circus Circus, oltre a un’app di scommesse che ha faticato a competere con operatori come FanDuel e DraftKings.
La società, si legge su Reuters, ha registrato perdite nette per quattro trimestri consecutivi, penalizzata anche dal calo dei visitatori a Las Vegas, diminuiti sensibilmente nel 2025. Nonostante ciò, stando al Ft, il gruppo genera oltre 3 miliardi di dollari di free cash flow annuo.
Durante la pandemia, precisa il quotidiano finanziario, il boom delle scommesse online aveva portato la capitalizzazione di mercato a circa 24 miliardi di dollari, ma da allora il titolo ha perso oltre l’80% rispetto ai massimi e le azioni sono scese fino ai minimi degli ultimi cinque anni.
DAL PRIVATE EQUITY ALLA FUSIONE CON EL DORADO
La storia recente della società risale al 2008, quando i gruppi di private equity Apollo Global Management e TPG acquistarono la società, allora nota come Harrah’s, per circa 30 miliardi di dollari.
Il peso del debito portò Caesars a dichiarare bancarotta nel 2015. Dopo la ristrutturazione del 2017, il portafoglio immobiliare fu scorporato in Vici Properties, a cui la società paga oggi miliardi di dollari di affitti annuali.
Nel 2019 Carl Icahn ha acquisito una partecipazione del 9,78% nel gruppo e fatto pressione per una vendita della società. L’anno successivo Caesars è stata acquisita dal concorrente più piccolo El Dorado Resorts. Dopo l’operazione del 2020, El Dorado ha mantenuto il marchio Caesars ma la sede ufficiale è rimasta a Reno, in Nevada, con Tom Reeg confermato alla guida del gruppo.







