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Perché Bmw vede nero per il 2026

La Casa di Monaco di Baviera ha chiuso l'esercizio 2025 con un utile netto di 7,45 miliardi di euro pari a una flessione del 3% sull'anno precedente. Nonostante i ricavi siano scesi del 6,3% a 133,45 miliardi Bmw è riuscita a mantenere stabile il margine dell'utile ante imposte (EBT) al 7,7 per cento

Considerata la situazione delle altre tedesche “in gara”, a iniziare da Volkswagen e dalla sua controllata Porsche, Bmw può dire tutto sommato di avere limitato i danni nel corso del 2025, annus horribilis per l’automotive occidentale.

IL 2025 DI BMW IN NUMERI

La Casa di Monaco di Baviera ha chiuso l’esercizio 2025 con un utile netto di 7,45 miliardi di euro, registrando una flessione del 3% rispetto all’anno precedente. Nonostante i ricavi siano scesi del 6,3% a 133,45 miliardi di euro, il marchio tedesco di segmento premium è riuscito a mantenere stabile il margine dell’utile ante imposte (EBT) al 7,7%, grazie a una rigorosa disciplina dei costi che ha permesso risparmi per 2,5 miliardi di euro. Il segmento automobilistico ha subito la pressione maggiore: l’EBIT è crollato del 20,7%, con un margine fermo al 5,3% contro il 6,3% del 2024.

LA ZAVORRA DEI DAZI RALLENTA LE AUTO TEDESCHE

BMW ha sottolineato che l’impatto dei dazi doganali voluti da Donald Trump ha eroso il margine di circa 1,5 punti percentuali. Le consegne globali sono comunque aumentate (+0,5%), con la forte crescita in Europa (+7,3%) e nelle Americhe (+5,6%) che ha compensato il pesante calo del 12,5% registrato in Cina. Positivi i dati sull’elettrico: le vendite di veicoli a batteria (BEV) sono cresciute del 3,6%, rappresentando quasi il 18% delle vendite totali.

BEN POCO OTTIMISMO PER IL 2026

Il consiglio ha proposto un dividendo di 4,40 euro per azione ordinaria, mantenendo un payout ratio del 36,6%. È stata inoltre proposta la conversione delle azioni privilegiate in azioni ordinarie con un rapporto 1:1. Se Bmw rispetto ad altre Case tedesche ha chiuso il 2025 limitando i danni, le prospettive per il 2026 indicano comunque un ulteriore peggioramento delle condizioni. La società prevede che i dazi peseranno sul margine EBIT auto per un altro 1,25%, stimando un intervallo per l’anno in corso tra il 4% e il 6%. Il costruttore tedesco guidato da Oliver Zipse punta a un free cash flow automobilistico superiore ai 4,5 miliardi di euro per l’anno corrente.

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