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Game Over in EA. Ha inizio la dieta di Kushner e della proprietà saudita?

Electronic Art, meglio nota come EA, che solo pochi mesi fa aveva fatto notizia per la sua acquisizione per 50 miliardi da parte di una cordata che ha riunito il principale fondo sovrano dell'Arabia Saudita, il genero di Trump e Silver Lake, avrebbe ripreso coi tagli. E le critiche mosse dai gamer al suo Battlefield 6 sembrano mettere a nudo la strategia della società: videogiochi creati anche dall'AI per mantenere bassi i costi ma volti a monetizzare il più possibile

EA, software house americana acquisita per 50 miliardi di dollari da un consorzio costituito dal Saudi Arabia Pif, da Affinity Partners di Jared Kushner (genero di Donald Trump) e da Silver Lake starebbe tagliando tagliando a tutto spiano.

La notizia, riferita dal beninformato IGN e ufficializzata dall’etichetta videoludica alla stampa di settore solo in un secondo momento senza però includere l’esatto numero di dipendenti coinvolti, riporta che i tagli si starebbero concentrando sui team interni a Electronic Arts, vale a dire Criterion, Dice, Ripple Effect e Motive Studios.

La testata statunitense sostiene che il personale licenziato avrebbe già ricevuto una mail interna che parla di un “riallineamento” tra gli studi del blockbuster videoludico Battlefield. Tutti e quattro gli studi rimarranno operativi, sebbene i licenziamenti sembrino avere un impatto significativo, si legge sempre, in diversi uffici.

IL SUCCESSO DI BATTLEFIELD 6 NON HA FERMATO I TAGLI IN EA

La notizia dei tagli sorprende soprattutto perché l’ultimo videogame sviluppato, Battlefield 6, è risultato il titolo più venduto del 2025 negli USA piazzando 7 milioni di copie nei tre giorni successivi al debutto sul mercato e rappresentando il miglior lancio di sempre per la serie.

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E’ QUESTA LA EA POST ACQUISIZIONE?

Emblematiche e rivelatrici potrebbero essere le critiche che i videogiocatori hanno successivamente mosso a Battlefield 6 e che IGN riassume in: eccessiva monetizzazione, un forte uso dell’IA generativa per gli elementi estetici in-game e un numero inferiore di aggiornamenti dei contenuti rispetto alle aspettative.

Insomma, il denominatore comune dei rimproveri mossi dai gamer sembra essere che il titolo sia stato fatto per certi versi “al risparmio” (impiego dell’Ai, meno supporto temporale della software house americana) e con la precisa intenzione di essere il più profittevole possibile, anche a costo di sacrificarne la qualità e far fioccare così numerosi commenti negativi. Non è un caso insomma che, come sottolineato da IGN, anche gli utenti simultanei di Steam siano diminuiti significativamente dopo il lancio da record.

LE “PULIZIE DI PRIMAVERA” IN EA DEL 2025

Esattamente un anno fa, settimana più – settimana meno, la software house statunitense aveva licenziato secondo quanto riferito da Bloomberg tra le 300 e le 400 persone a livello globale. Tra queste, circa 100 lavoratori secondo la stampa videoludica facevano parte di Respawn Entertainment, noto per titoli blockbuster del calibro di Apex Legends e Star Wars Jedi.

Tra le conseguenze più rilevanti della riorganizzazione della primavera 2025 era stata menzionata la cancellazione di un gioco ancora in fase iniziale, noto con il nome in codice R7 e ambientato nell’universo di Titanfall. Tornando ancora più indietro nel tempo Electronic Arts aveva licenziato il 6% del personale, pari a circa 800 posti di lavoro sul totale dell’epoca, nel marzo del 2023.

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