Le Guardie della rivoluzione dell’Iran, un corpo militare che l’Unione europea e gli Stati Uniti considerano un’organizzazione terroristica, hanno fatto sapere di aver colpito e incendiato una petroliera americana nella porzione settentrionale del golfo Persico.
L’AVVERTIMENTO SULLO STRETTO DI HORMUZ
Il nome dell’imbarcazione non è stato rivelato, né sono stati forniti maggiori dettagli: le Guardie hanno detto però che il passaggio per lo stretto di Hormuz – il “collo di bottiglia” più importante al mondo per il commercio di petrolio e gas liquefatto – sarà sotto il controllo dell’Iran per la durata della guerra.
COSA SAPPIAMO, FORSE, DELLA PETROLIERA COLPITA DALL’IRAN
Non sappiamo se si tratti della stessa nave a cui fanno riferimento le Guardie della rivoluzione, ma oggi una petroliera è stata effettivamente colpita nel nord del golfo Persico. Non si sarebbero verificate delle perdite di greggio perché l’imbarcazione non trasportava alcun carico.
La petroliera in questione è la Sonangol Namibe, battente bandiera delle Bahamas ma gestita da una società statunitense, la Sonangol Marine Services; Sonangol è una compagnia statale dell’Angola.
LA DINAMICA DELL’AGGRESSIONE
L’equipaggio ha raccontato che la nave è stata avvicinata da una piccola imbarcazione mentre era ancorata nei pressi di Khor al Zubair, in Iraq; dopodiché c’è stata una forte esplosione. La nave ha perso acqua da una cisterna di zavorra, un compartimento progettato per garantire stabilità durante la navigazione.
COSA CI FACEVA LA SONANGOL NAMIBE IN IRAQ?
La Sonangol Namibe è la petroliera più grande colpita finora, da quando è iniziata la guerra tra gli Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Aveva un contratto con Somo, l’azienda statale dell’Iraq che si occupa della commercializzazione del petrolio prodotto nel paese: si stava perciò dirigendo verso un terminale iracheno per caricare 80.000 tonnellate di idrocarburi, ha scritto Reuters.
DIMENSIONI, ETÀ E DIREZIONE
La petroliera è lunga 270 metri, è stata costruita nel 2007 e secondo VesselFinder era diretta in Cina, dove sarebbe dovuta arrivare il 28 marzo.







