Mobilità

Vi spiego cosa sta succedendo fra Trenord, Trenitalia e Ferrovie italiane

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L’approfondimento di Walter Galbusera su presente e futuro di Trenord

Il trasporto ferroviario in Lombardia è gestito da Trenord, società mista controllata con quote paritetiche al 50% del capitale sociale da Trenitalia (FS) e da Ferrovie Nord Milano, a sua volta società quotata in borsa e controllata dalla Regione Lombardia con il 57% delle azioni.

LE POLEMICHE

Il servizio offerto ai viaggiatori (gran parte dei quali provengono da zone che da sempre premiano generosamente le Lega nelle elezioni) di questi tempi non è dei migliori a causa dei ritardi, delle cancellazioni, delle pessime condizioni delle carrozze che cominciano a mostrare il peso degli anni. E’ preoccupante il mancato pagamento del biglietto: un controllo effettuato da Polfer in questi giorni non ha trovato in regola nessuno degli 86 passeggeri che erano sul treno.

LA SICUREZZA

Peggio ancora per quanto riguarda la sicurezza. I controllori dipendenti della società vengono sistematicamente aggrediti, uno di loro qualche mese fa ha rischiato la vita perché e stato ferito gravemente a colpi d’ascia. I controlli assumono sempre più i caratteri di un rastrellamento effettuato da squadre di dipendenti di Trenord assistiti dalla polizia o da guardie giurate.

I SUBBUGLI

A tale riguardo è stato persino invocato l’uso dei soldati. Una prima risposta è stata data, con la regia della Prefettura, presentando un piano, che sarà però operativo solo dopo l’estate, per combattere aggressioni e vandalismi, che prevede il presidio delle stazioni, anche con tornelli e telecamere, e soprattutto un migliaio di agenti Polfer in più. Il trasporto locale costituisce la criticità maggiore per la Giunta Fontana.

GLI OBIETTIVI DELL’ACCORDO

Il gemellaggio con le FS che doveva essere un punto di forza è diventato l’anello debole di un sistema che dovrebbe integrarsi anche con il trasporto urbano ed extraurbano della città di Milano realizzando l’emissione del biglietto unico per l’intera rete. E’ su questo business che sta puntando FS, in grado di mettere sul piatto forti disponibilità finanziarie che in questo momento non hanno né la Regione né il Comune di Milano che tra l’altro, dopo forti polemiche nella maggioranza di centro sinistra, ha già ceduto una quota importante della nuova linea metropolitana. Del resto FS non fa mistero delle propria strategia che finora era focalizzata sull’alta velocità ma che ora si concentra sul trasporto regionale anche perché, afferma l’amministratore delegato Orazio Iacono, “riguarda il 90% dei nostri clienti”.

GLI IMPEGNI DELLE FERROVIE

Le Ferrovie offrono investimenti per 1,6 miliardi di euro e chiedono l’1% del capitale di Trenord che darebbe loro il controllo della società che passerebbe da un assetto di “governante paritetica” a un assetto “duale” con la gestione affidata alle Ferrovie e il ruolo di “sorveglianza” alla Regione. I tempi di arrivo del nuovo materiale ferroviario si collocherebbero tra la seconda metà del 2019 e la fine del 2022, con tre anni di anticipo rispetto ai programmi della Regione che, sia pur con fatica, sta stanziando le risorse nel suo bilancio. Si tratterebbe quindi di anticipare un intervento e questo spiega la disponibilità della Regione a concedere l’usufrutto temporaneo dell’1% di proprietà di Trenord.

IL DIBATTITO POLITICO

La conseguenza sarebbe anche di consentire la proroga del contratto di servizio tra Regione e Trenord che andrà a scadere nel 2020. A tale riguardo la minoranza PD del Pirellone chiede diplomaticamente “di non escludere la possibilità di effettuare una gara pubblica europea per la concessione di un servizio all’altezza delle aspettative e dei cittadini lombardi”. Da parte loro i 5Stelle invocano” la reale capacità di controllo della Regione affinché non si trasformi in una mera perdita di governance”. L’operazione è certamente utile a migliorare, tempi di realizzazione permettendo, la qualità del servizio. Le Ferrovie si muovono con l’obiettivo dichiarato di conquistare il controllo di tutto il servizio locale, compreso quello del capoluogo. La formula proposta dalla Regione ( usufrutto temporaneo d una quota azionaria) affiderebbe Trenord in gestione alle FS e probabilmente allungherebbe la durata del contratto di servizio.

I PROSSIMI PASSI

L’accordo sarà in ogni caso subordinato al parere dell’Antitrust. Quale sarà la posizione del Sindaco di Milano Beppe Sala sul disegno strategico delle Ferrovie, che tra l’altro possiedono nel capoluogo le aree nevralgiche delle ex stazioni? La soluzione più indolore, ammesso che tutti i partner ne convengano, è quella di traguardare le decisioni finali al momento del completamento del piano di risanamento di Trenord. Chissà che gli azionisti privati di Ferrovie Nord (oltre che la Regione) non tornino a sorridere.

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