Economia

Flat Tax, ecco pro e contro della Step Tax studiata da M5S e Lega

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Lo stravolgimento dell’attuale sistema fiscale sembra essere uno dei pochi punti fermi del probabile e forse prossimo accordo tra 5 Stelle e Lega basato su una “FLAT TAX” che in realtà di FLAT ha molto poco.

L’imposta allo studio infatti non è di certo piatta ma a più gradoni calcolata sul reddito dell’intera famiglia, una STEP TAX quindi per chi ama i termini anglofoni, con due aliquote, una al 15% fino a 80.000 euro e una al 20% per i redditi superiori ed un sistema di deduzioni legati ai componenti del nucleo familiare (3 mila euro a componente per redditi fino a 35.000 euro e solo per i familiari a carico per i redditi tra 35 e 50 mila euro).

Ma quali sono i pro e i contro di questa riforma?

CONTRO – PENALIZZA I REDDITI BASSI

Conseguenza della mancanza di una NO TAX AREA prevista invece nel sistema attuale che rende scevri da imposte i redditi fino a circa 8.000 euro, il nuovo sistema creerebbe un effetto distorsivo aumentando il carico fiscale per i redditi bassi intorno ai 15.000 euro e per le famiglie plurireddito fino ai 30.000 euro. Verrebbe danneggiata dunque circa il 28% dell’attuale popolazione IRPEF, circa 12 milioni di contribuenti.

PRO – SI RIDUCONO LE IMPOSTE PER IL CETO MEDIO

Il ceto medio è attualmente spremuto dal fisco, la fascia reddituale tra i 35.000 euro ed i 100.000 pari al 14% dei contribuenti versa infatti il 37% dell’imposta complessiva in altri termini, circa 5 milioni di contribuenti pagano ben 58 miliardi di IRPEF (su complessivi 156).

Con la “STEP TAX” la fascia traino dell’economia avrebbe una forte riduzione delle imposte, in media circa il 45-46% per single e famiglie monoreddito e circa il 26% per le famiglie con più redditi.

CONTRO – LA DISTORSIONE DEL REDDITO FAMILIARE

Il nuovo sistema prevede la tassazione del reddito complessivo dell’intero nucleo famigliare e questo crea due problemi.

Il primo è che le famiglie con doppio reddito oggi hanno detrazioni di lavoro basate sui singoli guadagni annuali che garantiscono un elevato risparmio d’imposta, perdendo queste detrazioni e facendo anche la somma dei guadagni complessivi del nucleo rischiano un aumento delle tasse nella fascia reddituale entro i 30.000.

Il secondo è determinato dalla chiara discriminazione delle famiglie plurireddito rispetto a quelle monoreddito ed ai single. Rispetto all’attuale sistema, infatti, superata la fascia dei 15.000 euro le famiglie monoreddito ed i single avrebbero benefici in termini di risparmi fiscali molto più ingenti rispetto alle famiglie con più redditi sempre in diretta conseguenza delle mancanza delle detrazioni legate al lavoro dipendente/autonomo.

PRO – SI SEMPLIFICA

La proposta 5 Stelle-Lega prevede il superamento delle attuali 5 aliquote IRPEF con le due su base famigliare e la cancellazione di tutte le detrazioni e deduzioni fiscali, circa 500 voci che rendono il sistema fiscale attuale complesso ed ingestibile.

Uno snellimento molto importante che porterebbe anche all’accantonamento del 730 precompilato con la cancellazione di tutti gli adempimenti correlati come la comunicazione delle spese sanitarie, quelle per le detrazioni dei lavori condominiali, quelle degli asili nido e di molti altri che intasano il nostro sistema tributario.

CONTRO – SI PERDONO DETRAZIONI E DEDUZIONI SOCIALMENTE RILEVANTI

Le detrazioni sulle spese sanitarie, sugli interessi sui mutui per l’acquisto della prima casa, le deduzioni per le spese legati a cittadini disabili e il bonus ristrutturazioni verrebbero cancellati.

Molti contribuenti hanno decisivi risparmi derivanti da questi bonus a forte rilevanza sociale e molti altri, come quello sulle ristrutturazioni e sul risparmio energetico danno fiato alla filiera edile ed al settore immobiliare da anni in crisi, cancellarli dunque potrebbe creare effetti negativi non compensati dalla riduzione fiscale che per i redditi bassi neanche ci sarebbe.

(CHE COSA UNISCE E CHE COSA DIVIDE M5S E LEGA SU FISCO, PENSIONI, LAVORO E ALTRO)

(ECCO LA VERA STERZATA IN POLITICA ECONOMICA CON UN GOVERNO M5S-LEGA)

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