Economia

Come è stata utilizzata la liquidità della Bce?

di

Seconda parte dell’analisi dell’editorialista Guido Salerno Aletta. La prima parte si può leggere qui

Siamo di fronte ad una serie di problemi. In primo luogo, c’è la tendenza a scemare della raccolta bancaria a medio termine, quella obbligazionaria, visti i rischi per i risparmiatori che derivano dai diversi livelli di rischio e di subordinazione. C’è, correlativamente, non solo il defluire dei risparmi a medio termine verso i Fondi di investimento, ma il loro sempre più frequente impiego all’estero.

Non è poi da trascurare la presenza in forze nel capitale delle banche dei grandi Fondi di investimento, interessati ad orientarne le politiche di impiego. Tutto ciò aumenta la cronica difficoltà di accesso al credito ed ai finanziamenti di capitale da parte delle piccole e medie imprese.

Un dibattito politico che affronti solo i divieti e le distinzioni funzionali bancarie rischia di essere fortemente ostacolato dalle mille oggettive complessità che ne deriverebbero, senza dare una risposta ai problemi, per migliorare attraverso gli investimenti la produttività delle piccole e medie imprese, di cui solo alcune potranno crescere.

In questi anni, almeno per quanto riguarda l’Italia, si è già fatto esattamente l’opposto di ciò che sarebbe stato utile: non fosse altro che per l’enorme liquidità immessa con il Qe comprando titoli di Stato italiani, che figura prevalentemente, e paradossalmente, come debito della Banca d’Italia verso la Bundesbank, nel Target 2.

La liquidità è stata creata tutta a favore del sistema bancario tedesco, o degli operatori di terzi Paesi che lo hanno usato per cedere i titoli italiani: per noi è stata una duplice burla. Sa una parte, abbiamo trasferito debito e rischio dall’estero all’interno; dall’altra, alle banche ed alla economia italiana non è arrivato un euro: avevamo invece proposto tempestivamente, nel gennaio 2015 quando si annunciò il Qe, di utilizzarlo per finanziare investimenti, pubblici e privati.

Abbiamo buttato via tre anni di tempo e ben 2 mila miliardi di euro, finiti chissà dove. L’inflazione non sale, la crescita inizia a ristagnare e solo le Borse sono tornate a salire, anche se alcune di più ed altre di meno.

C’è banca e banca. Anche quelle centrali.

(2.fine)

(la prima parte si può leggere qui)

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