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Internet.org viola la net neutrality?

di

freee basics Internet.org
Internet.org

Facebook si prepara a lanciare una piattaforma aperta al contributo degli sviluppatori di applicazioni on-line da inserire nel servizio Internet.org. Al centro dell’interesse del colosso del social media ci sarebbe la volontà di garantire l’accesso online a persone che abitano in aree rurali e a basso reddito dei paesi emergenti mercati.

Facebook delinea la strategia futura che seguirà Internet.org, la società ha annunciato in un comunicato che la piattaforma sarà aperta a contribuiti esterni. Internet.org sarà aperta a tutti gli sviluppatori disposti a seguire tre linee guida, primo tra tutti la necessità di esplorare tutta la rete, garantendo un maggiore apertura verso tutti i contenuti; in secondo luogo verrà richiesto il rispetto di caratteristiche che consentano l’efficienza del servizio: per via delle carenze infrastrutturali dei paesi meno avanzati verrà esclusa quindi la possibilità di ospitare app dedicate a traffico VoIP, video, file-transfer, foto ad alta risoluzione o in grande quantità. Ultimo aspetto verranno esclusi i siti web che utilizzano JavaScript o SSL/TLS/HTTPS, vista la possibile limitata capacità dei dispositivi in uso nelle nazioni dove Internet.org è disponibile.

La decisione presa da Palo Alto arriva in un momento complicato, l’annuncio è stato dato al momento di un acceso dibattito in India – il terzo mercato mondiale in termini di utenti connessi- sul tema della libertà di accesso e di net neutrality. Sull’India il gruppo guidato da Zuckerberg ha investito parecchio, cercando sinergie sul campo, siglando nel mese di febbraio un accordo con Reliance Communications al fine di lanciare Internet.org.

Internet.org è stato lanciato per ora in nove paesi in via di sviluppo e si promette di connettere nel breve termine 8 milioni di persone. La piattaforma offre l’accesso gratuito ai servizi internet di base sui telefoni cellulari, così come l’accesso ai propri servizi di social network e di messaggistica di Facebook.

I limiti imposti da Facebook al fine di garantire l’efficienza del servizio hanno tuttavia sollevato le polemiche delle imprese di e-commerce e di molti attivisti, accusando Palo Alto di aver disatteso il principio net neutrality – ossia quel principio, che per ora ha trovato una soluzione normativa solamente negli USA, secondo il quale tutti i contenuti web dovrebbero essere trattati allo stesso modo dalle telco.

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