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Yahoo hackerato. E Verizon vuole sconto da 1 miliardo

di

acquisizione Yahoo

Verizon, visto lo scandalo che ha colpito Yahoo, punterebbe ad ottenere uno sconto di 1 miliardo di dollari per l’acquisizione

La trattativa tra Yahoo e Verizon è di fatto chiusa: la società di telecomunicazioni si è aggiudicata le attività core dell’azienda guidata da Marissa Mayer per 4,8 miliardi di dollari. Si attendono, per la fusione, le procedure di rito. Ma le cose non sono così semplici.

La conferma che un gruppo di hacker è venuto in possesso di oltre 500 milioni di credenziali d’accesso degli utenti potrebbe far cambiare i termini delle trattative tra i colossi, o farle saltare del tutto. Secondo il New York Post, il capo di AOL Tim Armstrong, azienda controllata da Verizon, si starebbe chiedendo se sia possibile uscire dalla transazione oppure chiedere un congruo sconto sul prezzo d’acquisto. Sconto che dovrebbe essere pari, o almeno a questo punta Verizon, ad un 1 miliardo di dollari.

C’è da dire che le richieste di Verizon erano state ampiamente previste. Yahoo non ha certo gestito bene la faccenda degli hacker. Il furto delle credenziali sarebbe avvenuto nel 2014. A luglio, quando è stato deciso il prezzo di acquisto, Yahoo, dunque, ben sapeva della violazione, ma ha annunciato che le indagini erano in corso e non ha invitato alcun utente a modificare i dati di accesso (lo chiederà ora, anche se forse è troppo tardi).

Yahoo – Verizon: non solo problemi di hackeraggio

YahooUn altro scandalo ha colpito Yahoo nelle scorse ore. La società del famoso motore di ricerca avrebbe consentito agli 007 Usa (ad Fbi e Nsa), in gran segreto, di spiare centinaia di milioni di email dei propri utenti. Le accuse arrivano da un servizio dell’agenzia Reuters che cita fonti vicine al dossier.

Yahoo avrebbe smentito la cosa, ma il New York Times ha fornito diversi particolari sull’accadutoSecondo il quotidiano americano, che avrebbe citato un funzionario del governo, gli 007 Usa avrebbero ordinato a Yahoo di cercare nelle mail la firma digitale utilizzata da un’organizzazione terroristica straniera. La società avrebbe obbedito agli ordini, scansionando le singole e-mail in arrivo. Yahoo avrebbe utilizzato una versione di un suo sistema esistente che controlla spam, malware e qualunque cosa che possa rimandare a pornografia infantile.

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