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Verizon acquisterà Yahoo ad un prezzo minore. Ecco perchè

Yahoo

Dopo la rivelazione degli attacchi hacker subiti, Yahoo è costretto a fare uno sconto a Verizon per l’acquisizione. Ora la Telco Americana può puntare al mercato della pubblicità

 

Verizon Communications, azienda di telecomunicazione americana e Yahoo,società fornitrice di servizi internet, sono finalmente arrivate ad un nuovo accordo. La telco, da sempre intenzionata all’acquisto di Yahoo ha ottenuto uno sconto di circa $350 milioni sul prezzo fissato al primo accordo. A darne l’annuncio è stato lo stesso operatore telefonico, dopo mesi in cui si er a lungo speculato intorno all’argomento. Si è anche ipotizzato il salto delle trattative.

Ora che Verizon sembra aver trovato la giusta soluzione può concentrarsi sui nuovi affari, ovvero il mercato della pubblicità. Ma andiamo per gradi.

Il vecchio accordo Yahoo – Verizon

Secondo il vecchio accordo, siglato a Luglio 2016, la Telco avrebbe dovuto acquisire il big della Silicon Valley per una cifra che doveva attestarsi sui 4,8 miliardi di dollari.

Yahoo - VerizonLa società guidata da Marissa Mayer, ingaggiata nel 2012 per porre fine alla lunga crisi che ha colpito l’azienda, aveva scelto l’offerta di Verizon su At&T, Vector Capital Management, il fondo di private equity Tpg Capital e la cordata guidata Dan Gilbert, il numero uno di Quicken Loans, appoggiata da Warren Buffett. C’è da dire, che fin da subito, Verizon è stata in pole position: il colosso, con capitalizzazione di mercato di 210 miliardi di dollari e circa 5 miliardi di dollari di liquidità, aveva la forza finanziaria per far fronte all’operazione.

I nuovi termini

Visti i problemi con le incursioni hacker, Verizon ha rivisitato le condizioni dell’accordo, stretto nel luglio dello scorso anno. La telco ora pagherà per le attività “core” di Yahoo $4,48 miliardi, invece dei previsti $4,83 miliardi.

Sulle trattative, comunque, pesa ancora l’incognita della Sec. La Consob statunitense ha avviato un’indagine per capire se Yahoo avesse deliberatamente nascosto agli investitori il maxi attacco hacker del 2013. Fino alla conclusione delle indagini, Yahoo non potrà tenere l’assemblea degli azionisti per l’approvazione dell’accordo.

Cosa ha acquisito Verizon

La società di telecomunicazioni si è aggiudicata le le attività ‘core’ di internet di Yahoo, e l’accordo dovrebbe anche comprendere gli asset immobiliari del gruppo di Sunnyvale. Restano fuori dall’accordo gli asset legati ai brevetti, che Yahoo intende vendere separatamente.

Non solo. Yahoo Conserverà anche le sue riserve di contanti, le sue partecipazioni in Alibaba e Yahoo Japan e i cosiddetti brevetti “non core”. Dopo la conclusione dell’operazione, che è ora attesa nel corso del secondo trimestre, la compagnia cambierà nome in Altaba e diventerà una società di investimenti quotata.

Perchè Verizon ottiene lo sconto. Le incursioni hacker

Sono ben due le incursioni hacker scoperte da Yahoo, che non hanno fatto piacere a Verizon. Una prima incursione  è avvenuta nel 2013, ha coinvolto oltre un miliardo di account. Sarebbero stati colpiti anche circa 150mila account di utenti che avrebbero dei legami con l’amministrazione e l’esercito americano, i cui dati e password sono ora a disposizione dei cybecriminali. Tutti gli altri account sarebbero di utenti comuni.

Un secondo attacco hacker a Yahoo è avvenuto nel 2014, ma la notizia è stata resa pubblica solo qualche mese fa. Questa volta a rischio erano 500 milioni di account.

verizon yahooE la situazione non era certo semplice. Sì, perchè se anche gli utenti cambiano la password (come richiesto da Yahoo), non è detto che le proprie informazioni siano al sicuro. Nell’attacco del 2014, come comunicato dalla stessa azienda, è stato rubato il codice proprietario che può essere usato per creare dei “cookie”, ovvero dei codici che si installano nel browser e che potrebbero permettere agli hacker di accedere a un account senza necessariamente conoscerne la password.

Le due notizie hanno fatto scricchiolare l’accordo Verizon-Yahoo, fino a che la Telco non è riuscita a strappare un piccolo sconto.

La nuova Yahoo, dopo l’accordo

Dopo la fusione con Verizon, Yahoo subirà un cambiamento che passa anche da vertici e nome. Tra i top manager che lasceranno la compagnia alla chiusura della cessione delle attività internet a Verizon, infatti, c’è anche Marissa Mayer, attuale Ceo dell’azienda.
Una volta che l’affare sarà concluso, poi, Yahoo si chiamerà Altaba e avrà un consiglio di amministrazione ridotto a cinque membri. A lavorare per la nuova compagnia rimarranno Tor Braham, Eric Brandt, Catherine Friedman, Thomas McInerney e Jeffrey Smith.

Verizon punta al mercato della pubblicità

Grazie all’acquisizione di Yahoo, Verizon raddoppia le sue dimensioni nel mercato della pubblicità digitale, ma rimane ancora lontana dai colossi Google e Facebook Inc. “L’idea che l’acquisto di Yahoo metta, in qualche modo, Verizon in una posizione per competere contro Google e Facebook è ridicolo”, ha detto Jonathan Chaplin, analista di New Street Research LLC.

Per inseguire (ora è al terzo posto) Big G. e il Social Network, la società di telecomunicazioni ha speso quasi 10 miliardi di dollari. Oltre all’acquisizione di Yahoo, nel 2015, la Telco ha acquisito, per 4.4 miliardi di dollari, Aol, interessata alla tecnologia pubblicitaria sviluppata dalla società, che permette la compravendita automatica di pubblicità online e la vendita di annunci.
Proprio Aol ha dato, dunque, a Verizon uno strumento per entrare nel mercato degli annunci, mentre Yahoo darà alla Telco i numeri necessari per ampliare il suo business. Finanziariamente l’acquisizione è a basso rischio, ma se tutto va come Verizon vorrebbe, allora la Telco potrebbe realmente iniziare a far paura a colossi del settore.

“Wall Street è bravo a contare, ma non va bene a immaginare. Non si ottengono risultati subito. Verizon si sta posizionando per cogliere le opportunità “, ha detto Rosabeth Kanter, professore alla Harvard Business School. “Google e Facebook sono gli standard d’oro oggi”, ma ha continuato Kanter, “Nessuno rimane in cima per sempre.”

La crisi di Yahoo

Yahoo è stato fondato da due giovani ricercatori della Stanford University, David Filo e Jerry Yang. Il motore di ricerca sfruttava il servizio di posta per attrarre investimenti pubblicitari, ottenendo gran successo nei primi anni.

A segnare l’inizio del declino è l’arrivo, mentre si contendevano il mercato Yahoo e Google, di Microsoft, interessato ad acquistare il pacchetto di maggioranza delle azioni della compagnia della rete. A respingere l’offerta (di 44,6 miliardi di dollari) è stato Jerry Yang. Respingere l’offerta per la casa di Sunnyvale, forte in quel periodo delle quotazioni in borsa, significava vincere la battaglia contro Microsoft. Ma proprio da quella battaglia è iniziata la fine del colosso. In pochi mesi le azioni di Yahoo hanno perso metà del loro valore e Jerry Yang è stato costretto a lasciare il consiglio di Amministrazione.

acquisizione Yahoo VerizonA sostituirlo è stata Marissa Mayer, prima ingegnere donna assunta da Google, che nonostante i suoi sforzi ha dovuto cedere alla cessione delle attività core a Verizon.

A dirla tutta, se è vero che Yahoo è in crisi, è vero anche che non è del tutto decaduto. Ancora oggi, infatti, il sito è il terzo più trafficato degli Stati Uniti, utilizzato ogni mese da circa un miliardo di utenti. E non solo: la società di Sunnyvale, in California, controlla siti come Flickr e Tumbrl e possiede una partecipazione del 16% in Alibaba.

“Yahoo è un marchio che ha un buon valore sul mercato”, ha commentato a Bloomberg Mahoney, di Falcon Point Capital. Questo fa sì che Verizon utilizzerà le notizie degli attacchi per rivedere il prezzo, ma non rinuncerà a “comprare Yahoo”.

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