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Snapchat affossa al primo colpo. Un nuovo caso Twitter?

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snapchat

Snapchat delude le aspettative e presenta conti in rosso già alla prima trimestrale dopo la quotazione in Borsa

 

Snap. Inc, la società a cui fa capo Snapchat, l’app di messaggini che si autodistruggono, delude le aspettative, già alla prima trimestrale dopo la quotazione in borsa, avvenuta con cifre record e tra tanti dubbi degli analisti. Qualcuno lo aveva già anticipato: la società non sarà all’altezza dei valori presentati e avremo un nuovo caso Twitter. E se è vero che è troppo presto per esprimere sentenza, è anche vero che il futuro non si annuncia proprio roseo per l’azienda. Ma andiamo per gradi.

Snapchat: cos’è

Snapchat è un’applicazione che permette di scambiarsi foto e video dalla durata massima di 10 secondi, che vengono cancellati automaticamente al termine della visualizzazione. L’app ci consente anche di chattare con i propri amici in tempo reale e di condividere album pubblici di foto e video, accessibili da tutti i propri contatti per un periodo di 24 ore.

Come funziona Snapchat

silicon valleyE’ tutto molto semplice. Basta scaricare l’applicazione sul cellulare e registrarsi sulla piattaforma, fornendo i propri dati. Utilizzare l’app è davvero semplice e intuitivo.

Dopo aver scattato foto o girato dei video è possibile arricchire il tutto con diversi effetti, dalle didascalie alle scritte relative alla posizione geografica, all’orario e alla temperatura locale. Per applicare i filtri e le scritte automatiche basta fare uno swipe da destra a sinistra fino a trovare l’effetto desiderato.

Snapchat: i numeri della quotazione

Snap Inc, il giorno della quotazione, 2 marzo 2017, ha venduto 200 milioni di azioni a 17 dollari l’una, un prezzo superiore alla forchetta di 14-16 dollari precedentemente fissato. Queste cifre hanno portato la società ad un valore di 24 miliardi di dollari. Con l’initial public offering, ovvero l’offerta pubblica iniziale, Snap Inc ha raccolto 3,4 miliardi di dollari.

I conti della prima trimestrale

Già alla prima trimestrale, però, appare chiaro come la competizione con Facebook e i limiti interni alla società pesino sui conti. Snap Inc, infatti, ha registrato una perdita più ampia delle stime, ricavi inferiori alle attese e anche la crescita degli utenti non p delle migliori. E nelle scorse ore, il titolo è arrivato a cedere oltre il 23%.

Vediamo i numeri. Nei tre mesi chiusi a fine marzo, Snap deve fare i conti con una perdita di 2,21 miliardi di dollari, decisamente di più del rosso da 104,6 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente (ma, ad onor del vero, bisogna tener presente i costi legati all’ipo, pari a circa 2 miliardi). A livello operativo, la perdita è stata di 188,2 milioni, in peggioramento da quella di 93,2 milioni dell’anno prima e oltre di quella da 181 milioni ipotizzata dagli analisti.

E ancora. Snap, nei primi tre mesi del 2017, ha registrato vendite inferiori a quelle del trimestre precedente, quando erano state di 165,7 milioni. Gli utenti attivi quotidianamente sono stati 166 milioni, in rialzo del 5% rispetto al periodo ottobre-dicembre 2016 e del 36% sul primo trimestre 2016. Numeri positivi, ma non alti come ci si aspettava da post quotazione.

Il numero uno della società, Evan Spiegel non ha dato importanza ai numeri e ha commentato “dobbiamo compiacerci quando ci copiano”, riferimento alle soluzioni che Facebook ha adottato per la sua app e che richiamano quelle di Snapchat.

Snapchat e la guerra con Facebook

La guerra Snapchat – Facebook è evidente e procede a suon di colpi bassi. L’ultimo? Anche Facebook, proprio come Snapchat, ha i suoi messaggi “usa e getta”, una nuova fotocamera con filtri e le “Storie”, ovvero la possibilità di raccontare in pillole di scatti e filmati la propria giornata, chSnapchat supera Facebooke si cancellano dopo 24 ore. Insomma, impaurito di perdere popolarità tra i teenager, Facebook sembra copiare le idee di Snap, incurante anche delle critiche.

Proprio nei giorni scorsi, infatti, a puntare il dito contro questa pratica è stata la modella Miranda Kerr, fidanzata dell’amministratore delegato di Snap, Evan Spiegel. In un’intervista al The Sunday Times, Kerr si dice ”scioccata” per come Facebook copia Snapchat.

”Non sono in grado di innovare? Devono rubare le idee del mio partner? Quando si copia direttamente qualcuno, non si può parlare di innovazione” ha affermato Kerr.

Ma a dirla tutta anche Snap si ispira a Facebook. Si sa che Zuckerberg punta ai video e alla tv, sfidando direttamente Youtube. E in questo settore sembra volersi lanciare anche Spiegel.

Su Snapchat dubutta anche la televisione, grazie a documentari di “Planet Earth II”, serie prodotta dalla Bbc che racconta con linguaggio cinematografico il mondo della natura.

Come scrive il sito di Engadget, su Snap gli utenti potranno visualizzare una versione opportunamente modificata della serie, in 6 episodi ottimizzati per la visione verticale dell’app. La buona notizia, per Spiegel è che le puntate della serie tv precederanno di un giorno, su Snapchat, la messa in onda sui canali televisivi in Usa e Canada prevista per il 18 febbraio.

Non si tratta di una serie qualunque: in Gran Bretagna i documentari hanno conquistato un grosso numero di spettatori di età compresa tra 16 e 34 anni.

napchat: come Facebook o come Twitter?

Investitori e analisti si chiedono ancora se la società dei messaggini che si cancellano imiterà Facebook, portando il social (e la quotazione) al successo, o se farà come Twitter, ottimo inizio e pessima prosecuzione.

Difficile dirlo ora. Quel che è certo è che Snapchat opera in un mercato relativamente di nicchia, dove la concorrtwitterenza è feroce e sopravvivere non è semplice. Basti pensare che le storie di Instagram hanno messo fortemente in crisi Snap Inc.

Se l’ipo avrà successo, comunque, si tratterà di un buon segnale per le start up con una valutazione superiore al miliardo di dollari e sarà vita ad una nuova ondata di quotazioni.

“Se avrà successo aprirà la porta a molte ipo. Se il prezzo calerà sotto l’ipo, lascerà l’amaro in bocca agli investitori e spingerà i manager di altre società a riflettere prima di considerare una quotazione” affermano gli analisti.

I limiti di Snapchat

Sono i segreti il limite dell’azienda. Sì, in Snap (almeno per ora), ogni progetto è segreto, i dipendenti non conoscono obiettivi, strategie e i progetti degli altri team. L’unico a sapere tutto è il fondatore di Snapchat, Even Spiegel.

“Mantenere il segreto ti dà spazio per cambiare idea, finché non si è proprio sicuri di aver ragione”, scriveva Spiegel in una nota inviata ai dipendenti nel 2015.

Ma il valore del segreto, tanto caro a Spiegel, verrà testato ( e forse abbandonato) ora che Snap ha fatto il suo debutto in Borsa. Ora il fondatore della società dovrà convincere gli investitori che l’azienda tecnologica ha una visione a lungo termine, con un vero e proprio piano per fare più soldi e sconfiggere la concorrenza. Un compit ancora più difficile ora, che anche i dati finanziari non sono dei migliori.

I dirigenti dell’azienda devono viaggiare in tutto il mondo e raccontare ai potenziali investitori la propria strategia. E i segreti non possono essere più tanto segreti.  Gli investitori che acquistano in offerte pubbliche sono consapevoli che è rischioso scommettere su una società con una storia finanziaria breve, come Snap. Per investire bisogna conoscere.

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