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Shopping online, Ue indaga sui prezzi imposti sul web

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Shopping online

La commissione Europea ha avviato un’indagine per scoprire le aziende che fanno cartello nella decisione dei prezzi per lo shopping online

Mentre lo shopping online viene visto sempre più come una valida alternativa ai tradizionali negozi fissi, la Commissione europea ha deciso d avviare un’indagine per analizzare e verificare i tool utilizzati dalle aziende per definire i prezzi online. Proviamo a capire.

I numeri dello shopping online in Italia

Il fatturato dell’e-commerce ha raggiunto, nel 2015, la quota di 28,8 miliardi di euro, registrando un aumento del 19% rispetto al 2014. A beneficiare del dato positivo, però, sono soprattutto i player stranieri come Amazon, Yoox, Expedia, Alibaba. Il quadro della situazione de lo offre la ricerca ‘E-commerce in Italia 2016’ realizzata dalla Casaleggio Associati.

In Italia sono 16 mila le aziende che fanno commercio elettronico nel 2016 e arriveranno a 50 mila nel 2025. Un terzo di esse è localizzato in due regioni: Lombardia (3 mila) e Lazio (1.840). Seguono Campania, Emilia Romagna, Piemonte, Veneto e Toscana”, si legge sul report.

A trainare l’e-commerce sono soprattutto le vendite online della GDO: (i centri commerciali hanno registrato una crescita del 140% delle vendite),grazie alla presenza di grandi player internazionali e al progressivo assorbimento di categorie merceologiche e della relativa quota di mercato di altri settori, come elettronica di consumo, moda e alimentare. Segue il comparto alimentare (+77%), ma i settori che vanno meglio sono quelli del del turismo e del tempo libero, che rappresentano circa il 75% del mercato complessivo. Settori in crescita sono anche l’editoria online lo streaming e gli ebook. Male, invece, l’elettronica di consumo (15%). Gli ultimi mesi hanno visto anche chiusure importanti come quella di PosteShop.

L’indagine della Commissione Europea

La commissaria alla Concorrenza, Margrethe Vestager ha avviato un’indagine per analizzare i tool utilizzati dalle aziende per definire i prezzi online. Obiettivo è scoprire se le aziende utilizzino algoritmi per bloccare i rivali o formare dei cartelli: nel caso si verificassero tali opzioni, sarebbe pronta a multare pesantemente i responsabili.

ecommerceC’è da dire che è una pratica comune l’utilizzo di algoritmi già definiti per decidere i prezzi da imporre sul web (numerosi i sistemi automatizzati). Ma c’è di più: ben due terzi delle società che vendono online, tracciano i prezzi dei rivali, sfruttando i software di regolamentazione automatica dei prezzi. Ma se è vero che non tutti i sistemi automatici sono sospetti, è vero anche che alcuni fanno pensare che dietro ci sia qualcosa di non proprio lecito.

“Non tutti i sistemi di tariffazione automatizzata sono necessariamente sospetti. Un esempio? Gli algoritmi per trovare i prezzi più bassi degli aerei”, ha detto la commissaria.
Ci sono due aziende, però, che vendono manifesti di artisti musicali e che hanno entrambe deciso di non ridurre il prezzo su Amazon dei loro prodotto, utilizzando algoritmi di pricing.
“Dobbiamo mettere bene in chiaro che le aziende non possono sfuggire alla responsabilità per aver fatto cartello, giustificando il proprio illecito dietro un software”, ha affermato la Vestager.

 La Commissione  può multare le imprese fino al 10% del fatturato globale per aver violato le norme antitrust dell’Unione europea.

Shopping online, le 5 regole per comprare in sicurezza

1. Scegliere un buon antivirus

E’ questo lo step di partenza. Avere un buon antivirus non solo protegge il ostro computer, ma può aiutarci nella giungla del web ad individuare i siti più affidabili. Esistono in commercio (anche a costo zero) alcuni antivirus che includono un plugin per il browser che controlla l’affidabilità dei link sui motori di ricerca.

2. Scegliere un sito conosciuto (e certificato)

shopping onlineEvitare di fare acquisti su siti che promettono abiti (magari formati) a prezzi davvero stracciati, se questi siti non sono popolari. Se dobbiamo acquistare su Internet è bene dare la preferenza a negozi e store di brand popolari e alle versioni online delle grande catene di negozi fisici che già frequenti. Sono questo gli shopper online che offrono sicurezza nel pagamento, garanzie in caso di cambi e restituzioni e costi di spedizione abbordabili.

E ancora. Se non conosciamo il sito ma siamo davvero interessati all’acquisto, allora non ci rimane che controllare che la pagina sia certifica, da un’autorità come TRUSTe, Norton Secured o VeriSign (memorizza i loghi nell’immagine qui in basso), ovvero da istituzioni che si incaricano di controllare i siti web e di validarne l’affidabilità.

3. Leggi sempre i feedback di altri acquirenti

C’è qualcosa che internet offre e che lo shopping tradizionale non può (sempre) darci. Le opinioni degli altri utenti: leggere i loro commenti sulla merce, sulla consegna e sull’affidabilità è importante.

4. Meglio l’app

Se vogliamo fare acquisti da siti conosciuti, allora preferiamo l’app. Perchè? E’ semplice, il browser potrebbe reindirizzarci anche a siti poco affidabili, ma con l’applicazione del negozio questo non avviene.

5. Informarsi sul diritto di recesso

Altra regola molto importante è informarsi sul diritto di recesso. Comprare senza provare ( e toccare) infatti, può riservare brutte sorprese. E’ per questo che se si vuol essere completamente sicuri di un acquisto online è bene informarsi se è possibile restituire il capo e su come fare per avere un rimborso.

I 5 migliori siti dove fare shopping

amazonAmazon

Il colosso è ormai un punto di riferimento dell’e-commerce mondiale. Nato nel 1994 da un’idea di Jeff Bezos, Amazon commercializzava solo libri, ma negli anni è cresciuto e si è sviluppato fino a coprire, con la propria offerta, centinaia di categorie merceologiche fisiche e digitali. Da poco ha attivato anche il servizio di consegna di frutta e verdura a domicilio, in un’ora.

Alibaba

Alibaba è il colosso cinese dell’e-commerce: ha fatto registrare un aumento di fatturato del 32% nell’ultimo trimestre 2015. Il balzo del fatturato, superiore alle attese, è dovuto all’aumento degli utenti e delle vendite mobile (+192% nei tre mesi).

Zalando

Nata nel 2008 in Germania, Zalando è un sito di shopping online, interamente dedicato all’abbigliamento e agli accessori, che in 8 anni è riuscito a conquistare più di una dozzina di mercati europei.

eBay

La concorrenza non fa paura ad eBay, il sito di aste per eccellenza. Su questa piattaforma, l’utente ha anche la possibilità di individuare prodotti (anche usati) da comprare subito senza partecipare ai rialzi. Ormai il sito ha un suo modello di business ben definito.

Yoox.com

Non è un gigante del settore, ma una piattaforma specializzata (in articoli di moda, design e lusso) che in poco tempo ha saputo crearsi un proprio spazio sul web, riuscendo a dare vita anche ad aprire delle filiali, dagli Usa a Hong Kong.

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