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Quando i selfie influenzano il marketing

Selfie

Un selfie aiuta le aziende a comprendere le nostre abitudini e migliorare le proprie scelte marketing

I selfie cambiano il marketing, il modo di fare pubblicità e influenzano l’economia. Sì, la nuova (non proprio nuova) frontiera della pubblicità la offre la generazione del famoso autoscatto.

Allison Shragal, 28 anni, di Chicago, non è un modella, né un personaggio famoso, ma un assistente amministrativo per una società di general contracting. Una persona comune, come racconta il New York Times, che le aziende pagano perchè tutti i giorni possa scattare qualche selfie mentre è impegnata a svolgere la sua normale routine, lavarsi i denti o fare colazione. Nella foto compaiono, come è facile immaginare, dei prodotti ben specifici.

Le sue immagini, apparentemente banali, offrono spunti davvero interessanti per i consumatori (che potrebbero emulare le azioni) ma soprattutto per le aziende. Pensate, per esempio, a Crest che ha avviato Pay Your Selfie (si posta un selfie in cambio si riceve da 20 centesimi ad 1 dollaro) per raccogliere informazioni importanti per il marketing. Pensate che tra le 16 e le 18 vi è il picco delle persone che lavano i denti e la maggior parte delle persone che hanno postato il selfie erano a torso nudo. La cosa potrebbe influenzare gli orari di messa in onda delle pubblicità o il lancio di nuovi prodotti.

“Si tratta di informazioni che non potremmo avere ottenere attraverso Nielsen”, ha detto Michelle Smyth, uno dei fondatori di Pay Your Selfie, riferendosi alle foto a torso nudo.

Gli utenti che si prestano al marketing devono fornire alcuni dati biografici di base come l’età e la città di appartenenza. Non deve essere famoso e non deve esser seguito su Instangram da un numero minimo di persone, né sono obbligati all’acquisto di prodotti di una società.

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Selfie e markenting: il forte impatto sul mercato dei cosmetici

Che i selfie influenzino il mercato (almeno quello dei cosmetici) è indubbio per Fabrizio Freda, amministratore delegato dell’azienda di cosmetici Estée Lauder. Insomma, secondo l’ad,  truccarsi continua a essere un metodo per venire bene in foto. Ed è proprio alla moda di scattarsi selfie che  Freda attribuisce la crescita del settore. Le vendite di cosmetici di Estée Lauder sono aumentate dell’11% tra gennaio e marzo, e il fatturato dell’azienda, che possiede anche i marchi di trucchi Clinique, MAC, Smashbox e Bobbi Brown tra gli altri, è cresciuto del 6 per cento.

Non solo. Anche le vendite di L’Oréal (compagnia che possiede anche Lancôme, Garnier e Kiehl’s) ha visto crescere le sue crescite nel primo trimestre 2016 dell’1,7%.

Insomma, se da una parte la moda di fare selfie aiuta alcuni settori e alcune aziende pagano perchè alcuni prodotti vengano immortalati in una foto, dall’altra la moda dell’autoscatto offre informazioni importanti alle imprese: la nuova generazione ( e le sue azioni) è decisamente quella che più influenza le scelte di marketing.

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