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Reddito di cittadinanza, cos’è e come funziona secondo i 5 Stelle (fra numeri, polemiche e illusioni)

di

Di Maio

Che cosa è il reddito di cittadinanza? Chi ne avrà diritto? E come funzionerà? Sono alcune delle domande che in questi giorni, specie dopo il voto del 4 marzo e il successo del Movimento 5 Stelle si stanno susseguendo. A tal punto che in Puglia c’è stata in alcuni casi una ressa ai Caf, centri di assistenza fiscale, per chiedere i moduli per il reddito di cittadinanza. Un effetto degli annunci (delle promesse e delle illusioni, secondo i critici del Movimento capitanato da Luigi Di Maio) che hanno avuto un indubbio impatto elettorale al Sud.

Sul tema, Start Magazine con questo articolo avvia una serie di approfondimento. Si parte tentando di chiarire la misura con informazioni e dettagli.

CHE COSA PREVEDE IL PROGRAMMA M5S

Al di là delle polemiche, vediamo di che cosa si tratta andando a leggere che cosa c’è scritto davvero nel programma Lavoro di M5S dove appunto compare un paragrafo dedicato al reddito di cittadinanza, da anni cavallo di battaglia del movimento fondato da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio. Ecco che cosa c’è scritto:

“Il reddito di cittadinanza è una misura attiva rivolta al cittadino al fine di reinserirlo nella vita sociale e lavorativa del paese. Garantisce la dignità dell’individuo e solleva il paese dalla profonda crisi occupazionale ed economica. Esso si configura come uno strumento di sostegno al reddito per i cittadini che versano in condizione di bisogno, l’ammontare dell’erogazione è stabilita in base alla soglia di povertà relativa calcolata sulla base del 60% del reddito mediano equivalente pro capite, calcolata sulla base dei parametri europei che definiscono la condizione di rischio di povertà. È inoltre intenzione del Movimento 5 stelle porre in essere, attraverso un rafforzamento delle strutture pubbliche di assistenza sociale, politiche di ascolto e aiuto alle persone in situazione di solitudine. L’ammontare è attualmente fissato sui 780€ mensili per persona singola e parametrato sulla base della scala OCSE modificata per nuclei familiari più numerosi. Alcune delle principali finalità di questo strumento sono quella di contrastare la povertà, la disuguaglianza e l’esclusione sociale, prevenire gli effetti della quarta rivoluzione industriale e sostenere l’acquisizione di competenze e l’inserimento lavorativo. All’interno della misura prevediamo anche la creazione di un Osservatorio nazionale sul mercato del lavoro”.

(CHI E’ E CHE COSA PENSA IL PROF CHE DI MAIO VUOLE AL MINISTERO DEL LAVORO)

LE PAROLE DI LUIGI DI MAIO

Di recente sul Blog delle Stelle il candidato premier Di Maio ha aggiunto ulteriori dettagli e considerazioni:

“La proposta del Movimento 5 Stelle (Ddl n. 1148/2013) prevede un trasferimento pari alla differenza tra la soglia di povertà e il reddito familiare effettivamente percepito. La misura usa l’indice di povertà monetaria individuato dall’Unione Europea nel 2014, corrispondente al 60 per cento del reddito mediano netto (in Italia 780 euro mensili, 9.360 all’anno, per un adulto single), ponderato per la composizione del nucleo familiare. In sostanza, si individuano redditi minimi per tutte le diverse composizioni familiari. Se un particolare nucleo familiare non arrivasse a quella soglia, lo stato verserebbe un contributo pari alla differenza tra i due valori (il cosiddetto poverty gap).

Secondo l’audizione dell’Istat sul Ddl, in base ai dati 2015, le famiglie beneficiarie sarebbero 2 milioni e 759 mila, per un totale di circa 8,3 milioni di persone. Il costo stimato dall’Istituto nazionale di statistica è di 14,9 miliardi. Mentre per l’Inps sarebbe di 30 miliardi (audizione del presidente Tito Boeri alla commissione Lavoro del Senato). Un’altra stima è stata data su lavoce.info da Francesco Daveri e Massimo Baldini, secondo cui le famiglie beneficiarie della misura sarebbero 4,9 milioni con un costo per lo stato di circa 29 miliardi di euro”.

(IN PILLOLE IL PROGRAMMA COMPLETO DEL MOVIMENTO 5 STELLE)

L’APPROFONDIMENTO DEL FATTO QUOTIDIANO

Ha chiosato giorni fa il Fatto Quotidiano: “Non sarebbe un’alternativa al lavoro, perché ogni beneficiario dovrebbe iscriversi ai Centri per l’impiego e accettare una delle prime tre proposte che gli verranno offerte. Anche per questo non arriverebbe subito ma, come chiarito da Luigi Di Maio a Porta a Porta qualche giorno fa, “entro il primo anno di governo”: prima bisognerebbe riformare i vecchi uffici di collocamento e renderli efficienti nel far incontrare domanda e offerta. Infine, non garantirebbe a tutti 780 euro al mese: quella cifra è il tetto massimo e a riceverla sarebbero solo gli adulti single che non hanno alcuna altra entrata. Chi ha già un reddito avrebbe diritto solo alla differenza tra quello che guadagna ogni mese e i 780 euro. Sono questi i cardini del reddito di cittadinanza proposto dal Movimento 5 Stelle, che prima di inserirlo nel suo programma elettorale ha presentato già nel 2013 un disegno di legge ad hoc, a prima firma Nunzia Catalfo”.

(TUTTE LE IDEE E I PROGETTI DEL PROF. CHE DI MAIO VUOLE AL MINISTERO DELL’ECONOMIA)

NUMERI E SCAGLIONI, TUTTI GLI ESEMPI

Secondo il Fatto Quotidiano, “il beneficio massimo varia a seconda della composizione del nucleo: un single avrebbe diritto a un massimo di 9.360 euro l’anno, due adulti senza figliriceverebbero fino a 1.170 euro al mese (14.040 euro annui), unadulto con un figlio minore di 14 anni fino a 1.014 euro al mese (12.168 euro l’anno), due adulti con due figli sotto i 14 anni otterrebbero al massimo 1.638 euro al mese (19.656 euro l’anno), due adulti con tre figli fino a 22.464 euro l’anno e così via. Secondo la simulazione fatta dagli economisti Massimo Baldini e Francesco Daveri su lavoce.info, tenendo conto dei redditi delle famiglie italiane il trasferimento medio sarebbe di 480 euro al mese per ogni nucleo. Che è anche l’ammontare massimo (per i nuclei di 65 o più”.

(IN PILLOLE IL PROGRAMMA COMPLETO DEL MOVIMENTO 5 STELLE)

I DETTAGLI TRATTI DALLA PROPOSTA DI LEGGE M5S

Di seguito altri numeri e dettagli della misura elaborato dal sito Guidafisco sulla base della proposta di legge presentata in Parlamento dal Movimento 5 Stelle:

Reddito di cittadinanza 5 Stelle come funziona? Il reddito di cittadinanza 5 Stelle funziona così:

– Secondo i dati ISTAT, in Italia chiunque vive da solo con meno di 780 euro al mese si trova sotto la soglia di povertà. Tale soglia, inoltre, varia a seconda del numero dei componenti della famiglia.

– Il reddito di cittadinanza 5 Stelle prevede quindi l’erogazione di un contributo economico in modo tale che chiunque possa raggiungere la soglia dei 780 euro al mese. Per cui se in una famiglia di 3 persone, la madre e il padre sono disoccupati ed hanno un figlio maggiorenne a carico, la misura del reddito di cittadinanza è piena, ovvero 780 euro per la madre e 780 euro per il padre, per un importo totale di 1560 euro al mese.

Se la famiglia invece è composta ad esempio da due persone con una pensione da 400 euro ciascuno, il reddito di cittadinanza andrà ad integrare quanto manca per raggiungere la famosa soglia di 780 euro al mese, per cui spetterà loro un’integrazione di 370 euro.

– Anche chi ha un lavoro full time ma è sottopagato ha diritto all’integrazione del reddito di cittadinanza, infatti, il Movimento 5 Stelle ha pensato anche a questa eventualità, con l’introduzione del cd. salario minimo contrattuale che prevede il pagamento base di almeno 9 euro l’ora. In caso di lavoro part time, è prevista l’integrazione salariale fino a 780 euro al mese.

– Per ottenere il reddito di cittadinanza M5S occorre essere in possesso di determinati requisiti.

– Per mantenere nel tempo il reddito di cittadinanza, occorre seguire delle regole ben precise altrimenti il sussidio si perde.

(TUTTE LE IDEE E I PROGETTI DEL PROF. CHE DI MAIO VUOLE AL MINISTERO DELL’ECONOMIA)

Reddito di cittadinanza 5 stelle requisiti per richiederlo: secondo quanto previsto dalla proposta del Movimento 5 Stelle: reddito di cittadinanza M5S testo, i requisiti per avere diritto all’aiuto contro la povertà, sono:

Reddito di cittadinanza 2018 M5S come ottenerlo e mantenerlo nel tempo?

I cittadini in possesso di tutti i requisiti previsti dalla legge, ottengono il reddito di cittadinanza M5S.

Per far sì che il reddito possa essere mantenuto nel tempo occorre però seguire alcune regole ben precise che sono:

  • Iscriversi al Centro per l’impiego e rendersi immediatamente disponibile al lavoro;
  • Iniziare un percorso nella ricerca attiva del lavoro
  • Offrire la propria disponibilità per progetti comunali utili alla collettività (8 ore settimanali);
  • Frequentare percorsi per la qualifica o la riqualificazione professionale
  • Effettuare la ricerca attiva del lavoro per almeno 2 ore al giorno;
  • Comunicare tempestivamente qualsiasi variazione del reddito;
  • Accettare uno dei primi tre lavori che vengono offerti.

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