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Perchè ora non conviene comprare Bitcoin

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moneta virtuale

Qualche giorno fa il Bitcoin valeva più dell’oro, poi il suo valore è crollato. La moneta virtuale sta subendo un attacco dall’interno e questa cosa potrebbe aprire nuovi scenari

Valeva più dell’oro e la sua cavalcata contro il dollaro Americano sembrava essere inarrestabile: i1 Bitcoin valeva 1.290 dollari. Nei giorni scorsi c’è stato il crollo a 900 dollari: colpa, avevamo detto, della decisione della Sec americana (una specie di Consob), che ha vietato la creazione di un fondo di investimento in Bitcoin.

Ma la crisi è ben più profonda e il Bitcoin rischia di essere spacciato. Ora non conviene comprare: la criptomoneta è imprevedibile. Chi ha già comprato, invece, cosa deve fare? Approfondiamo insieme. E partiamo dall’inizio.

Cosa è il Bitcoin

Bitcoin è una moneta virtuale e digitale, scambiata via internet, direttamente fra due persone. La cripto-valuta sfritta la tecnologia peer-to-peer per non operare con alcuna autorità centrale o banche; la gestione delle transazioni e l’emissione di tale moneta viene effettuata collettivamente dalla rete.
Questa moneta virtuale è open-source; la sua progettazione è pubblica, nessuno possiede o controlla Bitcoin e ognuno può prendere parte al progetto.

La moneta virtuale permette utilizzi entusiasmanti, che non potrebbero essere coperti da nessun altro sistema di pagamento precedente, senza perà transitare sui nostri conti correnti.

La bocciatura della Sec

La Security and Exchange Commission americana ha detto no ad un ETF legato al bitcoin, bocciando in toto la proposta fatta dai gemelli Cameron e Tyler Winklevoss. L’approvazione di un Etf legato alla moneta avrebbe portato il bitcoin all’interno dei circuiti della finanza tradizionale, ovvero su un mercato regolamentato, rappresentando un passo decisivo per l’adozione i massa della valuta.

Bitcoin

Cameron e Tyler Winklevoss

Se la Sec avesse dato il via libera, infatti, grandi fondi di investimento e le grandi banche avrebbero potuto scommettere sulla moneta, aumentando la liquidità del mercato. E quindi anche la sua stabilità.

La bocciatura della proposta fatta dai fratelli Winklevoss, ora, rischia di pesare molto sul prossimo futuro della moneta digitale, che potrebbe rimanare per tanto tempo ancora una moneta per pochi. Ricordiamo che in Svezia esistono già degli strumenti quotati legati al bitcoin, ma non sono Etf ma di Etn, contratti molto meno liquidi degli Etf e parecchio più rischiosi.

Il motivo per cui la Sec ha deciso di non dare il via libera risiede nelle caratteristiche stesse del bitcoin: l’eccessiva volatilità della moneta.

Il crollo del prezzo del Bitcoin

In pochi giorni, dopo la bocciatura della Sec, il Bitcoin ha perso 400 dollari e bruciato 2 miliardi tra il 18 e il 20 marzo. Il suo valore è prima sceso da 1.290 dollari a 900 per poi risalire intorno a quota mille, dove si è attestato.
La cripto-valuta vale ancora tanto, certo, ma è difficile prevedere il futuro, sopratutto in un momento di crisi come questo.

Il vero problema del Bitcoin: una scissione tra i “miner”

bitcoinI “miner”, quelli che approvano le transizioni in Bitcoin in cambio di percentuali minime (che sommate, però, fanno un guadagno importante) si sono scissi. Gli scissionisti, uno su 10, ovvero l’11% del totale (7.000), hanno deciso di fondare una nuova moneta. Si chiama Bitcoin Unlimited ed ha la caratteristica di aumentare i nodi e quindi velocizzare le transazioni. Ci spieghiamo meglio.

Come scrive Bloomberg, il sistema che verifica le transazioni Bitcoin, noto con in nome di blockchain, sembra essere intasato. Il numero di transazioni in attesa di verifica è enorme (maggiore di cinque volte rispetto a un anno fa) e questo sta costringendo gli utenti a pagare sempre più tasse (alte) per accelerare il consenso. In particolare, l’intera rete è capace di validare sette transazioni ogni secondo. Per capire quanto il numero sia basso, possiamo guardare a Visa, che ne approva 24mila ogni secondo. La maggior parte degli utenti è contenta di questa infrastruttura, che anche se lenta, garantisce sicurezza. L’11% di essi, invece, intende fare qualcosa per velocizzare le transazioni.

A dire il vero lo ha già fatto. I dissidenti verso l’infrastruttura originaria hanno creato una seconda moneta, Bitcoin Unlimited. Stesse regole dell’originale, fatta eccezione per il software, che crea “nodi” più grandi, la cui velocità di approvazione delle transazioni può essere molto superiore.

Grazie a Bitcoin Unlimited, dunque, gli scissionisti hanno aumentato la dimensione dei nodi, permettendo di raggruppare più operazioni in uno stesso blocco.

Bitcoin Unlimited: è nato nel 2015

C’è da dire che la moneta Bitcoin Unlimited non è proprio una novità. I primi utenti della moneta virtuale, infatti, hanno deciso di dar vita alla nuoca cripto-valuta nel 2015. Ma per tutto il 2016 gli scissionisti erano davvero pochi.

effetto BrexitSolo da settembre 2016 il numero è iniziato ad aumentare, arrivando in queste settimane a rappresentare una quota importante. E la prospettiva è quella della crescita del numero di dissidenti.

Ma chi ha acquistato Bitcoin deve preoccuparsi?

Se comprare il Bitcoin in questo momento non è certo consigliato. Se è vero che la mometa virtuale ha ancora un valore abbastanza alto, è vero anche la la cripto-valuta è volatile e in questo momento di crisi potrebbe crollare nel giro di poche ore.

È difficile predire quanto avverrà in futuro e dunque difficile sapere se ci si deve preoccupare. Di certo, già al momento dell’acquisto dei Bitcoin, l’investitore aveva messo in conto la poca stabilità della moneta.

Ora cosa potrebbe succedere? Scenari possibili

Se la scissione avrà successo e dunque la nuova cripto-valuta inizia a registrare un numero cospicuo di operazioni, allora il Bitcoin potrebbe essere ad un bivio. Il vecchio sistema rischia di essere distrutto e la moneta virtuale sarà costretta ad aggiornare le proprie regole. In questo caso, però, non è detto che il nuovo sistema trovi un equilibrio e una sua democrazia: si rischia, infatti, che i “miner” più anziani e più forti creino un monopolio, buttando fuori dal mercato i concorrenti più piccoli.

In un altro scenario, le due monete potrebbero convivere. Sarebbero gestite da diverse reti blockchain ed esisterebbero fino a quando si faranno transazioni.

E poi c’è lo scenario in cui la scissione fallisca. E questo potrebbe rendere la prima cripto-moneta nuovamente una moneta per pochissimi oppure, un meccanismo di grande successo, inarrestabile.

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