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Mediaset – Vivendi: un’opa amichevole potrebbe salvare la situazione

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Natixis, la Banca che ha aiutato Vivendi a rastrellare le azioni Mediaset, propone la soluzione per un accordo Italia-Francia: il lancio di un’opa amichevole

 

La soluzione dello scontro Mediaset -Vivendi potrebbe essere vicina, semplice e conveniente per l’azienda italiana. Almeno questo è quello di cui sono convinti gli analisti di Natixis, banca d’affari del gruppo BPCE, che ha aiutato la società media d’Oltralpe nella scalata alla società del Biscione, che propone un piano per risolvere la questione Italia-Francia.

Vivendi, da sempre interessata al gruppo italiano, ha rastrellato le azioni Mediaset fino ad arrivare a toccare (quasi) la soglia del 30%, vicina all’Opa sull’intera società. A -mediaset tutto questo non è mi piaciuto e ha chiesto intervento Consob e Agcom. Ma la soluzione alla diatriba, come dicevamo, potrebbe essere vicina.

VivendiSecondo Natixis, potrebbe essere lanciata “un’Opa amichevole di Vivendi” sul gruppo del Biscione e sulla controllata Mediaset Espana e, subito dopo, dovrebbe esser prevista «ì”una retrocessione del 51% delle attività tv in chiaro a Fininvest”. La soluzione sarebbe ideale per Vivendi: la francese, infatti, dovrebbe sborsare come investimento iniziale solo 2,8 miliardi di euro, con un premio del 10% rispetto alla quotazione dei due gruppi, rispetto ai 7 ipotizzati negli ultimi giorni dagli analisti, che tenevano conto nell’Opa obbligatoria anche di Ei Towers altra società del Biscione.

In pratica, Vivendi dovrebbe pagare 5,8 miliardi per il 70% di Mediaset e il 50% della controllata spagnola e dovrebbe anche accollarsi parte del debito di Mediaset. Ma, recupererebbe gran parte del denaro, grazie alla cessione del 51% delle attività tv in chiaro a Fininvest che potrebbe doversi accollare anche altri tre canali francesi (D8, D17 ed Itelé) valutati 406 milioni circa.

Dunque, mentre la famiglia Berlusconi di continuare a gestire le televisioni e a Vivendi di rafforzare i restanti asset (pay-tv, produzione e diritti), alleandosi con Fininvest nella gestione delle televisioni in chiaro. Non solo, grazie a questo accordo, la francese riesce anche ad evitare di incorrere nei limiti regolatori che vietano il controllo congiunto di Telecom Italia, di cui possiedono il 24,7%, e della società media italiana.

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