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Flixbus, ecco chi vuole bloccare i viaggi low cost

Viaggi Low Cost

Nel decreto Milleproroghe è contenuto un emendamento che rischia di bloccare i viaggi low cost proposti dalla piattaforma Flixbus, che propone tratte in Italia a partire da 1 euro

 

Il decreto Milleproroghe, approvato giovedì dal Senato, mette al bando i viaggi low cost proposti da Flixbus, compagnia di autobus italo tedesca che permette agli utenti di girare l’Italia a parte da un 1 euro e di esplorare l’Europa a partire da 5 euro. Ma perchè il Governo intende bloccare i bus verde-arancio? Semplice, concorrenza sleale, come aveva affermato in passato l’Anav, l’associazione nazionale delle imprese di autotrasporto viaggiatori associata a Confindustria. Ma andiamo per gradi.

Cosa è Flixbus

viaggi low costFlixBus è la stratup che prova a rivoluzionare il mondo dei trasporti, cambiando il modo di viaggiare di milioni di persone in Europa. E’ un “connubio unico tra start-up tecnologica, piattaforma di e-commerce e azienda di trasporti” che “in pochissimo tempo ha creato la rete di autobus intercity più estesa d’Europa”, si legge sul sito.

FlixBus prova ad essere un’alternativa di viaggio conveniente e green, offrendo a chi viaggia sui pulman verde-arancio la possibilità di scoprire il mondo, con un’offerta adatta a tutte le tasche. Sistema di prenotazioni semplicissimo, una rete in continua espansione, standard più elevati di comfort, sicurezza e sostenibilità: queste le caratteristiche princiali a detta dell’azienda.

La carta vincente per questo business? La digitalizzazione dei mezzi di trasporto tradizionali. “

“Con un sistema di prenotazioni all’avanguardia, l’App FlixBus, il Wi-Fi gratuito e la tracciabilità via GPS, abbiamo creato un nuovo mezzo di trasporto. La sua rete intelligente e la gestione dinamica dei prezzi garantisce sempre l’offerta migliore ai nostri clienti. Lavoriamo insieme a una rete di PMI, responsabili della flotta degli autobus: è qui che innovazione, spirito da start-up e un brand internazionale incontrano l’esperienza e la qualità di un settore tradizionale”, si legge sul sito della società di trasporti.

L’espansione di Flixbus

Il successo è arrivato dopo il la fusione con la rivale MeinFernbus, che stava avviavando la sua rete di trasporti a partire da Berlino, e la fine del monopolio delle ferrovie tedesche nel 2013. Unendo le forze, le due start-up hanno avuto la meglio sulle corporation internazionali e sono diventate leader incontrastate di mercato in Germania.

Nel 2015 è iniziata l’espansione internazionale: Flixbus avvia reti in Italia, Francia, Austria, Paesi Bassi e Croazia. E non solo: organizza viaggi lowcost anche verso Scandinavia, Spagna, Inghilterra ed Europa centrale e orientale.

A contribuire al successo dell’azienda sono i fondatori delle due start-up (Andrè, Jochen, Daniel, Torben e Panya) e un team internazionale di quasi 1.000 dipendenti tra Monaco di Baviera, Berlino, Parigi, Milano, Zagabria, Copenhagen, oltre a migliaia di autisti distribuiti presso le aziende partner di tutta Europa.

I numeri di Flixbus

In pochi anni, i 5 giovani ragazzi hanno dato vita ad un’azienda di trasporti di successo: 60 milioni di passeggeri hanno già prenotato viaggi low cost con Flixbus (20 milioni solo nel 2015).

L’azienda collega  1.000 destinazioni in 20 paesi, ma è un numero che cresce quasi ogni giorno. Quotidianamente i bus verde-arancio collegano le città europee con circa 100.000 viaggi, spesso con partenze ogni 30 minuti

Le tariffe di Flixbus: viaggi low cost davvero

I viaggi sono davvero low cost: è possibile viaggiare in Italia a partire da 1 euro e visitare una città Europea a partire da 5 euro. Tante le tratte a 2 euro. In media, con Flixbus si risparmia dal 60% all’80% rispetto al treno.

Una, in particolare, l’offerta che ha conquistato i giovani. Si chiama Interflix e ricorda il vecchio e amato Interrail: si tratta, infatti, di un’offerta rivolta a tutti coloro che sognano di attraversare il continente a un prezzo accessibile, e che consente di visitare ben 5 città Europee a soli 99 euro, nell’arco temporale di tre mesi.

Al momento dell’acquisto del pass sul sito interflix.flixbus.it, si riceve via e-mail 5 voucher codificati da utilizzare entro tre mesi: è possibile scegliere qualsiasi città delle ben 900 destinazioni disponibili in 20 paesi Europei. I voucher non vanno obbligatoriamente usati tutti assieme; ma è possibile acquistare i biglietti di viaggio in qualunque momento, nell’arco dei tre mesi successivi all’acquisto del pass.

Cosa prevede il decreto Milleproroghe

E arriviamo ora al decreto che fa discutere. A proporre l’emendamento che rischia di bloccare i viaggi low cost sono stati 4 senatori pugliesi del gruppo Conservatori e riformisti: Lucio Tarquinio, Francesco Bruni, Luigi Perrone e Luigi D’Ambrosio Lettieri.

Il provvedimento, in pratica, rinvia a fine 2018 l’attuazione del Piano strategico nazionale della mobilità sostenibile, con la conseguente decadenza delle autorizzazioni. L’emendamento, poi, precisa che a guidare un raggruppamento di imprese che svolgono i servizi bus su scala interregionale devono essere “operatori economici la cui attività principale è il trasporto di passeggeri su strada”. Ed è questo che colpisce Flixbus, realtà che opera attraverso una piattaforma web. La società sarebbe dunque fuori legge.

“L’approvazione da parte del Senato, nel decreto Milleproroghe, della norma che regolamenta il settore del trasporto di persone a lunga percorrenza, segna un altro passo avanti verso la realizzazione di un sistema in linea con i principi e gli obiettivi stabiliti dall’Unione Europea”, ha commentato il sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti, Simona Vicari. “Con la definitiva approvazione alla Camera del Disegno di legge sarà data un ulteriore impulso all’attività”.

La reazione di Anav

Una vittoria per l’Anav, l’associazione nazionale delle imprese di autotrasporto viaggiatori associata a Confindustria. É una norma “rilevante: definisce i criteri necessari per svolgere questi servizi”, dichiara l’azienda.

“Governo e Parlamento hanno manifestato la giusta sensibilità rispetto a un tema così importante, con garanzia di una più ampia qualità, efficacia e sicurezza del trasporto con autobus mediante “mandatari” certi e visibili”, ha affermato il presidente di Anav Giuseppe Vinella, che da anni a guida la pugliese SitaSud.

La reazione di Flixbus

Per Flixbus, invece, l’emendamento sarebbe un blitz al limite della legge. L’azienda, infatti, sostiene di avere operato “da sempre nel pieno rispetto delle norme”. Flixbus afferma sia “gravissimo che si cerchi di cambiare tali regole retroattivamente forzando ai limiti della legittimità la natura del Milleproroghe. Così si ledono i principi cardine del nostro ordinamento, posti a presidio dell’attività di impresa e della libera concorrenza per difendere microinteressi particolari, in aperta contraddizione con le norme Ue”.

“Siamo fiduciosi – continua l’azienda che offre viaggi low cost- che l’istanza, che riguarda 3 milioni di passeggeri e una buona parte delle aziende che lo stesso Vinella dice di rappresentare, non resterà inascoltata e che il governo si farà garante della certezza del diritto”.

Daniele Capezzone si schiera con Flixbus

Non ci sta Daniele Capezzone, ex presidente della Commissione Finanze della Camera, che ha deciso di dissociarsi dalla proposta fatta da Lucio Tarquinio, Francesco Bruni, Luigi Perrone e Luigi D’Ambrosio Lettieri e schierarsi dalla parte dell’azienda che offre viaggi low cost.

“Ai diversi amici che stamattina mi hanno scritto sulla vicenda di un emendamento al Senato che rischia seriamente di mettere i bastoni tra le ruote a Flixbus, non ho difficoltà a dire con franchezza la mia opinione. Stimo molto i colleghi che hanno presentato l’emendamento, ma non lo condivido affatto. Per quel poco che vale la mia opinione, e’ il contrario di ciò per cui mi batto: ovvero, più concorrenza, più mercato, più scelta per i consumatori. Il movimento Direzione Italia, che sta nascendo, si è schierato sempre per questi principi. E non di rado siamo stati soli a difenderli: penso alla recente difesa dei “bed and breakfast” da altre norme ugualmente vessatorie. Mi spiace che in questo caso si sia creato un equivoco. Nel mio piccolo con tanti colleghi, farò e faremo il possibile per riparare a quello che considero un passo falso”, scrive Capezzone sul suo blog.

Un emendamento per abrogare norma Senato

Il rammarico di Daniele Capezzone si traduce in azione. “Alla Camera presentiamo emendamento per abrogare norma Senato”, si legge sul Blog di Capezzone.

Insieme ai colleghi  Massimo Corsaro, Maurizio Bianconi e Roberto Marti, Daniele Capezzone presenta “l’emendamento soppressivo della norma varata al Senato, che domattina sarà presentato alla Camera, e che ripresenteremo provvedimento per provvedimento. ”

Decreto Milleproroghe: le nuove norme non piacciono ai tassisti

Restando in tema trasporti, il decreto Milleproroghe ha fatto arrabbiare un’altra categoria di settore: i tassisti.

Nel decreto è contenuto un emendamento, a firma di Linda Lanzillotta e Roberto Cociancich, che rinvia alla fine dell’anno il termine per l’emanazione di un provvedimento contro “l’esercizio abusivo dei taxi” e il “noleggio con conducente”. Si tratterebbe di un provvedimento che favorirebbe servizi alternativi, come Uber o il noleggio senza conducente.

La norma, in pratica, concede ancora altri 12 mesi (o poco meno) al Ministero delle Infrastrutture, che è chiamato ad emanare un provvedimento che impedisca “l’esercizio abusivo dei taxi e quelle di noleggio con conducente” (e in queste categorie rientra Uber) ed elimina la “territorialità” delle auto a noleggio con conducente, che potranno operare liberamente.
Le nuove norme, a parere dei tassisti, “riportano di fatto indietro l’orologio di otto anni” e se approvate, “concedono il via libera a tutte una serie di azioni abusive nel settore del trasporto persone”.

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