.Economia, Economia

Crolla il valore del Bitcoin. Meno 40% in due giorni

di

Maxi scommessa sul Bitcoin: un milione di dollari sulla moneta virtuale a 50.000 dollari nel 2018. Ma la moneta crolla 

 

Mentre si fa avanti sempre più prepotentemente l’ipotesi bolla, c’è chi, invece, prospetta un futuro davvero roseo per il Bitcoin. La moneta virtuale che negli ultimi 12 mesi è volata da soli 1.000 dollari a ben 20.000 e ha fatto il suo ingresso nel mondo della finanza tradizionale grazie ai futures, attrae l’interesse di esperti e meno esperti. 

In queste ore, però, la moneta ha registrato una perdita a doppia cifra, esattamente pari al 40%, attestandosi sotto i 12.000 dollari dopo aver lasciato sul parterre, mercoledì 20 dicembre, il 15% del proprio valore. A far crollare il valore, la notizia di un attacco di hacker alla borsa telematica in Corea del Sud.

Qualcuno, nonostante l’alta volatilità, ha deciso di scommettere forte sul futuro della moneta. Un trader (o un gruppo di trader), infatti, ha scommesso un milione di dollari sul Bitcoin a 50.000 dollari nel 2018. Questo significa che se il Bitcoin sarà sotto i 50.000 dollari il 28 dicembre 2018 le opzioni scadranno e la scommessa sarà persa. Se il Bitcoin salirà sopra i 50.000 dollari, le opzioni concederanno ai titolari il diritto di acquistare 275 Bitcoin a 50.000 dollari l’uno, in una transazione da 13,8 milioni di dollari.

Ma c’è chi è convinto che arriverà a toccare anche a toccare i 500mila dollari. Peter Smith, ceo e cofondatore di Blockchain, società hi-tech specializzata in dati e finanza, e Jeremy Liew, primo investitore di Snapchat sono convinti, infatti, che la moneta virtuale potrebbe toccare i 500mila dollari al 2030. Una previsione che si basa su più motivazioni.

La prima riguarda le rimesse, ovvero le operazione di trasferimento di assegni e denaro liquido. La criptomoneta sarà la valuta più valida per effettuare queste operazioni, grazie a basse commissioni, nessun limite di importo, garanzia dell’anonimato e sicurezza delle transazioni.Attualmente, in base ai dati della Banca Mondiale, le rimesse effettuate tramite Bitcoin valgono lo 0,75% del Pil mondiale, ma la percentuale potrebbe presto salire vertiginosamente.

La seconda motivazione è quella che vede il Bitcoin come bene di rifiugio. Già con la Brexit e l’elezione di Donald Trump, il valore della cripto-moneta era schizzato verso l’alto, facendo comprendere al mondo come questa avesse preso il posto dell’oro, diventando un bene di rifugio. L’instabilità politica dei prossimi anni potrebbe portare il valore del Bitcoin a salire.

Intanto, il Bitcoin, che ricordiamo non è gestito da una banca centrale, entra anche nel quotidiano. L’Hotel Plaza Lucchesi di Firenze, per esempio, ha deciso che accetterà anche pagamenti in Bitcoin per il saldo del conto alberghiero, attraverso la piattaforma “Bitpay” che converte la moneta in modo immediato in euro, e che consente il trasferimento dei fondi da cliente ad hotel tramite smartphone. “Alcuni clienti americani ci hanno chiesto se accettavamo pagamenti con questa moneta ed informandoci abbiamo trovato piattaforme che già consentono di farlo” ha detto Giancarlo Carniani, direttore dell’hotel e presidente della sezione Albergatori di Confidustria Firenze. Abbiamo ritenuto utile attivarci “per dotare le nostre strutture alberghiere di questa possibilità, credo che sia un particolare non di poco conto che le criptovalute, non solo il Bitcoin, siano ormai una forma di pagamento consolidata”.

Articoli correlati