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Brexit, una settimana dopo. La reazione delle aziende

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Il dopo Brexit: Vodafone, Airbus Group, BNP Paribas e Goldman Sachs (tra le altre) stanno pensando di lasciare la Gran Bretagna

E’ passata appena una settimana dal referendum che ha decretato la Brexit, ovvero l’uscita dalla Gran Bretagna dall’Unione Europea. Gli effetti, crollo della sterlina a parte e (magari) qualche ripensamento, non sono ancora tangibili, ma potrebbero costare cari all’isola. Sì, l’uscita dall’UE potrebbe costare diversi posti di lavoro al Regno Unito e la presenza, sul territorio nazionale, di grandi aziende. Vediamo quali.

vodafone28187Vodafone pronta a lasciare Londra?

Il colosso di telefonia mobile si dice pronto (anche se è presto per una decisione definitiva) a lasciare Londra, città del suo quartier generale. “La libera circolazione di cittadini, beni e capitali è parte integrante delle operazione di qualsiasi business paneuropeo. La partecipazione al nascente mercato unico digitale rappresenta una grande opportunità per il Regno Unito, una delle potenze mondiali del digitale” si legge in una nota dell’azienda, diffusa dal Sole 24 Ore. “E’ ancora poco chiaro cosa rimarrà di questi elementi positivi” una volta ufficializzata la Brexit e, al momento, “non è possibile giungere a una conclusione sul destino del quartier generale del Gruppo”. Quel che certo è che Vodafone continuerà a valutare “la situazione e ad adottare decisioni nell’interesse di clienti, azionisti e dipendenti”.

Airbus Group: Londra dovrà dire addio anche al gruppo aeronautico?

“Rivedremo la nostra strategia di investimento in Gran Bretagna, come del resto faranno gli altri”, ha commentato Tom Enders, amministratore delegato di Airbus group, che ha un’importante filiale nel Regno Unito.

Dopo Brexit: quale futuro per gli istituti bancari?

Anche le maggiori banche con sede in Gran Bretagna potrebbe pensare di trasferirsi in un altro Paese. Se è vero che Morgan Stanley ha smentito nei giorni scorsi le voci diffuse dalla Bbc, secondo cui la banca americana sarebbe pronta a trasferire 2 mila dipendenti dalla sua sede di Londra in un altro Paese, è anche vero che i rischi per il futuro restano.

HSBC-BankIl rischio di una personale Brexit, invece, è concreto per la banca JpMorgan, che in un memo interno, scrive: “Potremmo aver bisogno di cambiamenti alla struttura della nostra entità legale europea e alla localizzazione di alcuni impieghi ”. A rischio ci sarebbero ben 16 mila posti di lavoro.

Hsbc, istituto di credito britannico, starebbe pensando di spostare a Parigi un migliaio di persone.

Anche BNP Paribas, Goldman Sachs, Bank of America Merrill Lynch stanno pensando di abbandonare l’isola.

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