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Effetto Brexit: crolla la sterlina, sale il Bitcoin.

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Mentre la sterlina crolla e i mercati azionari sono instabili, sale il valore del Bitcoin: è l’effetto Brexit

In queste ore continua inarrestabile la caduta della moneta inglese, toccando un nuovo minimo da oltre due anni contro l’euro e da circa 31 anni contro il dollaro. L’incertezza politica portato infatti la sterlina a scendere a 83 pence  (venerdì)  nel cambio con l’euro, ai minimi da aprile 2014. Nel cambio con il dollaro, invece, la sterlina è scesa a 1,3222 dollari, aggiornando il minimo da settembre 1985.

L’effetto Brexit è stato simile al mercoledì nero, giorno in cui il governo inglese è stato escluso dagli Accordi europei di cambio. Ma l’uscita dell’Unione Europea può generare effetti ancora più catastrofici, dal momento che il Referendum ha solo segnato l’inizio di un cammino della Gran Bretagna: ora toccherà negoziare i termini dell’uscita e ci vorranno mesi. Questo significa che le imprese multinazionali  si asterranno dal fare grandi investimenti nell’economia inglese e vorranno spostare le loro operazioni nel Vecchio continente.

Insomma, i prossimi 12 mesi saranno cruciali per lo sviluppo dell’economia dell’isola. Moody’s ha già tagliato da stabile a negativo l’outlook del debito britannico, presto potrebbero seguire gli aggiornamenti delle altre agenzie di rating.

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Effetto Brexit: salgono il Bitcoin e l’oro

In controtendenza, invece, la moneta virtuale dei Bitcoin, che per effetto Brexit è schizzata del 5,1%, toccando nelle scorse ore quota 656,85 dollari (+5,1) per arrivare a al picco massimo di 680 dollari. Alcuni analisti, tra cui Barry Silbert del Digital Currency Group, hanno definito il bitcoin (e l’oro) un “bene di rifugio”.

Non dimentichiamo, però, che il bitcoin è una valuta instabile. Qualche settimana fa, infatti, la moneta digitale ha sfiorato quota 719 dollari, mentre la settimana scorsa aveva toccato il record negativo di 550 dollari. L’instabilità  è dovuta essendo agli andamenti dei mercati mondiali.

Salito  del 7,8% (ai massimi dal 2008) anche l’oro,  bene di rifugio per eccellenza, mentre la sterlina crolla e il  petrolio, il venerdì dopo Brexit, perdeva il 5,4%.

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