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Brembo, il Made in Italy che non cede

Brembo

L’azienda bergamasca Brembo investe 86 milioni di euro in Cina. Una storia di successo tutta italiana.  

Mente Grom cede alle lusinghe degli aglo-olandesi di Unilever c’è un’Italia che apre il portafoglio, investe, continua ad allargare i propri orizzonti, riuscendo a far sventolare alto e lontano il proprio marchio, scampando alle prime pagine come dramma aziendale del giorno. Storie di successo, tutte “Made in Italy”, che pur partendo da lontano resistono al logorio del tempo e delle imposte, come quella di Brembo, fiore all’occhiello di un manifatturiero italiano da tempo in frenata.

Brembo nonostante produca i migliori impianti frenanti al mondo di frenarsi non ha alcuna intenzione e riesce a esportare con successo il proprio modello di business. La società fondata 1961 da Emilio Bombassei, padre di Alberto attuale presidente, ha di recente siglato un accordo con Asimco (China) Limited e Asimco Technologies Hong Kong Limited Technologies Group Ltd. per l’acquisizione del 66% del capitale di Asimco Meilian Braking Systems (Langfang). Il valore dell’operazione e’ pari a circa 86 milioni di euro e l’acquisizione dovrebbe essere formalizzata nei prossimi mesi, dopo il completamento dell’iter autorizzativo e il via libera delle autorita’ Antitrust.

Asimco Melian Braking Systems, basata a Langfang nella Provincia dello Hebei, possiede una fonderia e uno stabilimento di produzione di dischi freno in ghisa. La società cinese attualmente conta 580 dipendenti e prevede per l’esercizio 2015 un volume d’affari atteso di circa 90 milioni di euro, derivanti interamente dalla vendita di dischi freno alle case automobilistiche nazionali e straniere insediate in Cina.

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Il presidente di Brembo, Alberto Bombassei, ha dichiarato che l‘acquisizione assume una rilevanza particolare per la sua valenza strategica, dal momento che permettera’ all’azienda di rafforzarsi in un mercato, quello cinese, che si avvia a diventare per il settore auto il piu’ importante al mondo. 

Dalla sua nascita, l’azienda ha fatto parecchia strada. Prima che il signor Bombassei iniziasse a produrli nel ‘64, i dischi li importavamo dalla Gran Bretagna. Oggi i bergamaschi hanno filiali in tutto il mondo, dal Regno Unito al Giappone. Con un fatturato da 1.803,3 milioni e valutata 2,7 miliardi,  Brembo fornisce i propri dispositivi alle migliori auto e moto ad alta prestazione. Sbirciando tra i cerchi di un Ferrari, una Porsche, una Lamborghini, una Aston Martin, una Dodge, una Jaguard, oppure tra le ruote di un Ducati, una Triumph, oppure di un’Harley-Davidson i freni dei bergamaschi si notano subito. La società vanta inoltre una lunga esperienza nel mondo delle corse, dal ’75 è fornitore ufficiale Ferrari e di recente ha confermato l’accordo di fornitore esclusivo della la Verizon Indy Car. Le ragioni del successo? «se non fosse un freno ad alte prestazioni sarebbe una scultura degna di qualunque museo d’arte moderna», scriveva nel 2004 la giuria del Compasso d’oro.

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