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Auto Elettriche: La reazione tedesca al Diselgate

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Auto elettriche germania

In Germania l’esplosione del “Dieselgate” ha spinto il governo a puntare in modo più deciso sulle auto elettriche. Lo scandalo che ha messo in ginocchio il colosso automobilistico tedesco Volkswagen e scosso in profondità l’economia e la coscienza dei tedeschi potrebbe dare l’avvio a una nuova stagione industriale.

Che una ‘Crisi’ debba essere vissuta come un’occasione ce lo siamo sentiti dire più volte e i tedeschi, per quanto gliene si dica, sembrano darne l’esempio. Tra le fila del governo serpeggia infatti l’idea di utilizzare i miliardi di introiti derivanti dalla multa per finanziare i programmi di elettromobilità. Convinta di ciò è soprattutto il Ministro dell’Ambiente Barbara Hendrick che propone drasticamente di destinare alla mobilità verde l’intero gruzzolo. La sensibilità sul tema non è comunque nuova. Negli ultimi sei anni Berlino ha messo sul piatto 1,5 miliardi di euro per sostenere la ricerca sulle auto elettriche.

Il nodo dei sussidi

A dirsi pronto a spalleggiare l’introduzione incentivi fiscali e sussidi di acquisto è anche il Ministro federale dell’Economia e dell’Energia Sigmar Gabriel. Il già Ministro dell’Ambiente, al fine di stimolare la domanda del comparto elettrico, spinge per introdurre delle quote fisse nelle flotte auto delle autorità pubbliche. Proposte accolte calorosamente dall’associazione dei produttori automobilistici VDIK che richiedono ‘almeno 5000 euro’ di sconto sulla vendita durante ‘periodo di transizione’.

Gli obiettivi del Governo tedesco

Il governo tedesco ha un obiettivo ambizioso fissato nel 2009 e ribadito all’inizio di quest’anno: avere su strada entro il 2020 un milione di auto elettriche. Il traguardo sembra però essere lontano. Nel mese di settembre erano ‘solo’ 19.000 i veicoli elettrici immatricolati. Lo scandalo Volkswagen sembra comunque dare un nuovo slancio al tema, o essere utile quantomeno ad aprire un serio dibattito.  Sono soprattutto i Verdi, partito di lunga tradizione e forte ‘peso’ a richiedere una revisione generale del sistema di tassazione, il cui cruccio è l’aumento delle aliquote per i motori più inquinanti. Il governo non è d’accordo, forti restano resistenze dei produttori di automobili colpiti di riflesso dal Diselgate.

Le iniziative a sostegno dell’elettromobilità 

Berlino si è mostrata subito recettiva. Freschissima di AbGas Skandal, come riporta AFP News, ha ordinato la costruzione di 400 stazioni di ricarica, data di completamento il 2017. Nel pacchetto anche l’idea di far godere ai possessori dei veicoli elettrici qualche ‘privilegio’ come la possibilità di utilizzare corsie preferenziali e parcheggi gratuiti all’interno dei centri urbani, iniziativa tuttavia stroncata da autorità locali e comunali.

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