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Anche il Kenya scommette sul Fintech

Fintech

La più grande banca del Kenya punta sul Fintech: sarebbe in trattative con Facebook, Apple e Google per dar vita ad una nuova piattaforma di pagamenti elettronici

Il Kenya scomette sul Fintech e sui pagamenti digitali. KCB Group Ltd., la più grande banca del Kenya, è in trattative con i big tecnologici per dar vita ad una divisione che si occupi di Finanza tecnologica e pagamenti digitali. A dirlo è il CEO Joshua Oigara, che ha svelato di aver avviato i colloqui con Facebook Inc., Apple Inc., Alibaba Group Holding Ltd e la casa madre di Google.

Obiettivo: raddoppiare (20 milioni entro la fine del 2017) il numero di clienti che effettuano pagamenti elettronici. La nuova divisione Fintech dovrebbe avviare le proprie attività a Giugno 2017 e sarà “partner di diversi player, che potranno essere M-Pesa, Facebook, Google, Apple” ha detto Joshua Oigara. Le imprese presto avranno una “nuova piattaforma per effettuare pagamenti digitali”. La piattaforma di KCB già operativa, infatti, la settimana scorsa ha smesso di funzionare per le troppe richieste di transazioni. Con l’aiuto dei big del tech, la banca del Kenya intende potenziare la piattaforma, gestendo e 600 transazioni al secondo entro l’anno prossimo.

I pagamenti digitali, in Kenya non sono certo una novità: un terzo della popolazione è infatti abbonato a M-Pesa, il sistema di bonifici via telefono con cui si versano salari o bollette, introdotto da Vodafone Plc e Safaricom Ltd.

Non solo Kenya. Il Fintech è una realtà

FintechLa tecnologia corre veloce. E il Kenya ne è solo un esempio. Vengono cancellate vecchie abitudini, talvolta eliminati settori industriali, mentre se ne creano di nuovi e con un enorme potenziale. E ora la tecnologi cambia anche la finanza, e il modo di pagare.

Mentre la Norvegia ha annunciato l’addio al contante, il Governo Danese ha dato a commercianti e imprese la possibilità di rifiutare pagamenti in monete e banconote di carta o in metallo (fanno eccezione medici, dentisti, negozi di alimentari e pochi altri servizi essenziali). In Svezia, invece, sono gli autobus a non accettare pagamenti in contanti.

Pagamenti digitali. E l’Italia?

Lo scorso anno, i pagamenti digitali hanno raggiunto un valore di circa 21,5 miliardi di euro (+22% rispetto al 2014 e 12,2% del transato complessivo con carte), i più tradizionali pagamenti con carta in negozio raggiungono i 153,4 miliardi di euro (+11% rispetto al 2014). Il transato relativo all’eCommerce e ePayment (pagamenti da PC e Tablet di ricariche, bollette, tasse, multe, etc.) vale complessivamente 17,3 miliardi di euro nel 2015 (+13%). Cresciuto del 20%, in particolare,  il valore del transato di ePayment (3 miliardi di euro).

Sempre più persone acquistano fiducia verso i pagamenti digitali, ma gli italiani prediligono ancora il contante, con cui pagano il 56% dei consumi. L’Italia ha tanto terreno da recuperare rispetto agli altri Paesi Europei: anche il numero delle transazioni pro capite (cresciuto da 38,8 a 44,1) è lontano dalla media europea. Per capire quanto diciamo, basta pensare che gli italiani pagano tramite carta solo una volta a settimana.

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