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Alitalia, settimane decisive per futuro azienda

Ita

In attesa della cessione di Alitalia, i commissari Luigi Gubitosi, Enrico Laghi e Stefano Paleari provano ad aumentare i ricavi

Saranno settimane decisive per il futuro dell’azienda. Il tempo scorre e entro novembre, i commissari, impegnati in una riorganizzazione a “costo zero” della società, dovranno scegliere il nuovo proprietario. O i nuovi proprietari. Sì, perchè se è vero che il Governo preferirebbe un acquirente unico è anche vero che il bando prevede anche la cessione di Alitalia in due lotti ‘aviation’ e ‘handling’ a due soggetti distinti. Approfondiamo insieme.

La riorganizzazione dei commissari

Alitalia sarà venduta, ma nell’attesa bisognerà pur fare qualcosa per migliorare i conti. Non è certo un lavoro facile, ma necessario: la strategia è quella di far salirei ricavi “a costo zero” (o quasi). Ed è per questo che si sta tentando di far viaggiare di più gli aerei, aumentando i collegamenti in giornata e facendo in modo che i velivoli stiano fermi il meno possibile.

E mentre in casa le rotte aumentano, sul fronte internazionale (fronte su cui l’Italia non è mai stata forte), alcune rotte sono state chiuse e altre lo saranno a breve. Si tenta, ovviamente, di far durare il più a lungo possibile i 600 milioni arrivati con il prestito ponte.

Nella riorganizzazione dell’azienda, meglio delle sue strategie, importante è il ruolo dell’hub Alitalia di Roma Fiumicino, che collega oltre 90 destinazioni in Italia o nel mondo: aumenteranno significativamente i voli verso l’America latina e dal 29 ottobre partirà il diretto giornaliero fra Roma e Nuova Delhi.

Sempre nell’ottica della riorganizzazione è da vedere l’arrivo in Alitalia di Fabio Lazzerini, manager che per 4 anni ha guidato lo sviluppo strategico di Emirates sul nostro mercato come direttore generale per l’Italia. Lazzerini, in particolare, è stato nominato chief commercial officer della compagnia aerea italiana, con incarico effettivo dal 4 settembre.

Verso un nuovo proprietario

Si avvicina, nel frattempo, la data in cui i commissari dovranno comunicare il nome del nuovo proprietario. Il prossimo 15 settembre infatti scade il termine per la presentazione delle manifestazioni di interesse. Entro i dieci giorni successivi, i commissari comunicheranno ai soggetti l’ammissione alla data room ed entro il 2 ottobre le aziende interessate dovranno presentare le offerte vincolanti.

Successivamente, entro il 5 novembre le singole società potranno negoziare e migliorare le offerte presentate. Dopo questa data quindi si dovrebbe conoscere il nuovo proprietario di Alitalia. O i nuovi proprietari, nel caso in cui i commissari dovessero decidere di effettuare una vendita a lotti (‘aviation’ e ‘handling’) a due soggetti distinti.

Chi vuole Alitalia?

Nove le aziende interessate ad accaparrarsi il “tesoro” di Alitali. Attualemnete in lizza ci sono le low cost Ryanair ed Easyjet, ma anche i colossi dei cieli, come Lufthansa. E ancora: a contendersi Alitalia si sarebbero anche fondi di investimento statunitensi.

AlitaliaSecondo le indiscrezioni dei nove pretendenti, sei sarebbero interessati alla parte aviation (aerei, rotte, slot, dipendenti) e tre alla parte handling, ovvero ai servizi per l’assistenza a terra agli aerei e ai passeggeri.

Ryanair vuole 90 aerei e l’equipaggio

Che Ryanair fosse interessata ad Alitalia non è mai stato un segreto. E negli ultimi giorni a confermare l’interesse è stato anche l’ad di Ryanair Michael O’Leary, che ha detto che l’azienda sarebbe interessata, in particolare, all’acquisto di 90 aerei Alitalia, promettendo anche l’utilizzo di personale esistente nell’ambito della ristrutturazione della compagnia aerea italiana.

Presenteremo un’offerta per 90 velivoli, con i loro piloti, equipaggio di cabina, rotte”, ha detto òLeary ai giornalisti nel corso di un briefing a Londra.

Non si è sbilanciato sul fronte offerta, che sarà subordinata all’esito della ristrutturazione in corso soprattutto sul fronte dei costi sia del lavoro sia dei canoni di locazione degli aeromobili. “Penso che uno degli aspetti veramente interessanti dell’ Alitalia è la flotta di lunga percorrenza. C’è la capacità di crescere molto forte”.

La crisi infinita di Alitalia

Per la terza volta in meno di dieci anni Alitalia è a rischio di fallimento. Insomma, la crisi dell’azienda sembra tonare ciclicamente, come se fosse un appuntamento fisso. Se nel 2008 fu scongiurata ua fusione con AirFrance da alcuni “capitani coraggiosi” che decisero di intervenire in nome della salvaguardia dell’italianità, sei anni dopo proprio la fusione con la compagnia tranalpina sembrava essere la soluzione migliore per salvarsi. Ma ad accaparrarsi Alitalia, in quel caso, furono alla fine gli emirati di Etihad. A distanza di un anno e mezzo la compagnia aerea si ritrova nuovamente in punto di fallimento, con perdite di mezzo milione di euro al giorno, secondo quanto dichiarato dal presidente, Luca Cordero di Montezemolo.

AlitaliaLa crisi di Alitalia è ben più profonda. Sono mancate le giuste strategie e ci sono state scelte imprenditoriali sbagliate ( con il senno di poi). I problemi dell’exo compagnia di bandiera risalgono agli anni ’90. E non sono mai stati realmente risolti, nemmeno dalla compagnia extra comunitaria.

I finanziamenti di Ethiad non hanno salvato l’azienda, che dopo pochi anni si è ritrovata in una più profonda e difficile crisi. Si è pensato alla vendita, alla trasformazione dell’azienda in una compagnia low cost, per poi arrivare un programma di risanamento stipulato nelle scorse settimane tra azienda e sindacati sul tavolo del Governo.

Il piano prevedeva una riduzione degli esuberi complessivi, che scendono a quota 1.700 dai 2.037 preventivati. In particolare, tra i contratti a tempo determinato gli esuberi passano dai 1.338 richiesti a 980.

Il piano quinquennale, poi, prevedeva tagli agli stipendi per chi vola (fino al 20% in alcuni casi, e con una media dell’8%), tagli ai permessi (102 annui). Sempre secondo il piano i contratti di solidarietà sarebbero andati avanti fino alla scadenza prevista per legge al 24 settembre 2018.

Le misure per frenare la crisi, però, non sono piaciute ai dipendenti, che chiamati a votare in un Referendum a Roma, Milano e sedi periferiche, hanno bocciato le proposte. Alitalia è stata dunque Commissariata, è arrivato un prestito ponte per garantire i viaggi nel breve termine e si attende la salvezza, che potrebbe arrivare solo dall’acquisto da parte di qualcuno.

La crisi infinita ha portato la compagnia aerea in mano a un triumvirato: Luigi Gubitosi, Enrico Laghi e Stefano Paleari sono i tre commissari straordinari ai quali il governo ha affidato all’inizio di maggio 2017 le redini della società. A loro spetterà tirare fuori la società dalle cattive acque in cui naviga e definire un piano di salvataggio.

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