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Alitalia, in 18 a contendersi l’acquisto

Alitalia

Selezionati 18 pretendenti che passeranno alla seconda fase di selezioni per l’acquisto di Alitalia

Alitalia si salverà, per mano straniera. I pretendenti ci sono: dalle low cost ai colossi tradizionali, sono 18 ad aver superato la prima selezione e a contendersi la proprietà della compagnia aerea. Da lunedì 26 giugno saranno inviate agli interessato le lettere dei commissari Luigi Gubitosi, Enrico Laghi e Stefano Paleari che li invitano alla seconda fase della procedura. Ma andiamo per gradi.

La crisi infinita di Alitalia

Per la terza volta in meno di dieci anni Alitalia è a rischio di fallimento. Insomma, la crisi dell’azienda sembra tonare ciclicamente, come se fosse un appuntamento fisso. Se nel 2008 fu scongiurata ua fusione con AirFrance da alcuni “capitani coraggiosi” che decisero di intervenire in nome della salvaguardia dell’italianità, sei anni dopo proprio la fusione con la compagnia tranalpina sembrava essere la soluzione migliore per salvarsi. Ma ad accaparrarsi Alitalia, in quel caso, furono alla fine gli emirati di Etihad. A distanza di un anno e mezzo la compagnia aerea si ritrova nuovamente in punto di fallimento, con perdite di mezzo milione di euro al giorno, secondo quanto dichiarato dal presidente, Luca Cordero di Montezemolo.

AlitaliaLa crisi di Alitalia è ben più profonda. Sono mancate le giuste strategie e ci sono state scelte imprenditoriali sbagliate ( con il senno di poi). I problemi dell’exo compagnia di bandiera risalgono agli anni ’90. E non sono mai stati realmente risolti, nemmeno dalla compagnia extra comunitaria.

I finanziamenti di Ethiad non hanno salvato l’azienda, che dopo pochi anni si è ritrovata in una più profonda e difficile crisi. Si è pensato alla vendita, alla trasformazione dell’azienda in una compagnia low cost, per poi arrivare un programma di risanamento stipulato nelle scorse settimane tra azienda e sindacati sul tavolo del Governo.

Il piano prevedeva una riduzione degli esuberi complessivi, che scendono a quota 1.700 dai 2.037 preventivati. In particolare, tra i contratti a tempo determinato gli esuberi passano dai 1.338 richiesti a 980.

Il piano quinquennale, poi, prevedeva tagli agli stipendi per chi vola (fino al 20% in alcuni casi, e con una media dell’8%), tagli ai permessi (102 annui). Sempre secondo il piano i contratti di solidarietà sarebbero andati avanti fino alla scadenza prevista per legge al 24 settembre 2018.

Le misure per frenare la crisi, però, non sono piaciute ai dipendenti, che chiamati a votare in un Referendum a Roma, Milano e sedi periferiche, hanno bocciato le proposte. Alitalia è stata dunque Commissariata, è arrivato un prestito ponte per garantire i viaggi nel breve termine e si attende la salvezza, che potrebbe arrivare solo dall’acquisto da parte di qualcuno.

Il Commissariamento

La crisi infinita ha portato la compagnia aerea in mano a un triumvirato: Luigi Gubitosi, Enrico Laghi e Stefano Paleari sono i tre commissari straordinari ai quali il governo ha affidato all’inizio di maggio 2017 le redini della società. A loro spetterà tirare fuori la società dalle cattive acque in cui naviga e definire un piano di salvataggio.

Chi ha superato la prima selezione

Nelle scorse settimane sono state presentate ben 32 manifestazioni di interesse, che sono state valutate dai commissari Luigi Gubitosi, Enrico Laghi e Stefano Paleari. In 18 hanno superato la prima fase di selezione: in lizza ci sono le low cost Ryanair ed Easyjet, l’attuale socio Etihad, ma anche i colossi dei cieli, come Lufthansa ed Air France. E ancora: a contendersi Alitalia c’è un manipolo di società di handling, quelle che si occupano dei servizi a terra negli aeroporti.

Si passa alla seconda fase

AlitaliaOra, da lunedì 26 giugno, i commissari Luigi Gubitosi, Enrico Laghi e Stefano Paleari invieranno le lettere che invitano coloro che hanno superato le prima fase a partecipare alla seconda fase della procedura di vendita dell’ex vettore di bandiera.

La cassa integrazione

In attesa di una soluzione che potrebbe salvare società e dipendenti, Alitalia naviga in brutte acque. Ed è per questo che la società intende ricorrere alla cassa integrazione straordinaria per 1.358 addetti, di cui 311, tutti del personale di terra, a zero ore. La questione è emersa durante l’incontro azienda-sindacati.

“Per quanto riguarda il personale navigante la Cigs è a rotazione, da un massimo di 5 giorni al mese a un minimo di 1,5 giorni, e riguarda 190 piloti e 340 assistenti di volo. Per il personale di terra, la cassa riguarda 828 addetti. Alcuno settori come il check-in e il ‘ground’ non prevedono cassa integrazione a zero ore, mentre in altri settori e in misura molto diversa l’azienda vorrebbe mettere in cassa integrazione a zero ore 311 dipendenti. In linea di massima, la proposta non ci sembra accettabile, visto che la cassa integrazione a zero ore concentrata in alcuni settori si tradurrebbe in esuberi veri e propri. Comunque faremo un approfondimento con due incontri a cui parteciperanno le rappresentanze sindacali e aziendali lunedì 12 e martedì 13 per arrivare alla conclusione tra il 16 e il 19 del mese. D’altronde l’azienda può ricorrere alla Cig anche senza un accordo sindacale”, ha spiegato il segretario nazionale della Filt Cgil, Nino Cortorillo. E l’accordo potrebbe anche non arrivare.

Enac: autorizzazione a volare sarà rinnovata mese per mese

Enac, l’Ente nazionale per l’aviazione civile, si è detta disponibile a lasciare il certificato di operatore aereo (Coa) all’Alitalia, garantendo la continuità dei voli, fino all’arrivo del Commissario. Con il commissariamento, infatti,  la licenza verrà sospesa per verificare che il commissario abbia a disposizione le risorse sufficienti per operare. Ad Alitalia verrà concessa un’autorizzazione temporanea rinnovata mese per mese.

Nel caso l’Enac dovesse togliere la licenza di volo, chi ha acquistato il biglietto direttamente da Alitalia diventerebbe creditore nella liquidazione aziendale per l’equivalente del costo del ticket.

Conviene comprare biglietti Alitalia?

Non è proprio conveniente comprare ora biglietti Alitalia, come si evince dal fatto che alcune aziende straniere con sedi nel Bel Paese stanno inviando comunicazioni interne in cui invitano i dipendenti a non acquistare ticket Alitalia per i prossimi viaggi, in attesa che si chiarisca la situazione.

Le risorse disponibili garantirebbero la continuazione delle operazioni per altre 2-3 settimane, un periodo davvero breve.

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