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Cosa cambia per l’Italia con Lufthansa che guiderà Ita

Ita Airways decollerà con Lufthansa: fatti, numeri, commenti e scenari 

Il gruppo tedesco Lufthansa rileverà la compagnia di bandiera tricolore Ita Airways.

Il 3 luglio Bruxelles ha approvato l’operazione, ma la Commissione Ue ha imposto alcune condizioni. Il pacchetto di misure correttive presentato dal Gruppo Lufthansa e dal Ministero delle Finanze italiano, attuale proprietario al 100% di Ita Airways, la newco sorta nel 2021 sulle ceneri di Alitalia, ha “completamente eliminato” i problemi di concorrenza, ha affermato la vicepresidente della Commissione europea, Margrethe Vestager.

Tra le misure correttive presentate dal colosso dei cieli tedesco e il Tesoro italiano figurano impegni per le rotte a corto raggio e per quelle a lungo raggio, nonché la cessione di slot nell’aeroporto di Milano Linate.

«Hanno vinto tutti, Ita, l’Italia, l’Europa che avrà una compagnia più forte, Lufthansa e i consumatori che avranno servizi migliori», ha dichiarato Carsten Spohr, amministratore delegato del gruppo Lufthansa, ripreso dal Sole 24 Ore.

In una prima fase Lufthansa acquisirà dall’azionista Mef una quota del 41% di Ita attraverso un aumento di capitale di 325 milioni di euro, per poi salire in una seconda fase – entro il 2033 – al 100% della newco sorta dalle ceneri di Alitalia per un investimento complessivo di 829 milioni. Tuttavia, il gruppo tedesco potrà entrare nella compagnia aerea solo dopo che la Commissione avrà approvato le compagnie aeree proposte da Lufthansa e dal Tesoro guidato da Giorgetti come nuovi rivali per i voli europei e nordamericani, nonché per Milano-Linate. La loro idoneità sarà esaminata “nell’ambito di un processo di approvazione separato”, ha precisato l’esecutivo europeo.

Ma quando si vedranno i primi effetti della nuova Ita Airways targata Lufthansa? “Per la stagione winter, dunque, contiamo di aver Lufthansa a bordo, per poter sfruttare le sinergie commerciali che saranno molto importanti per intercettare il traffico proveniente in Italia nel 2025 in occasione del Giubileo” ha illustrato il presidente di Ita Airways, Antonino Turicchi, in un’intervista al quotidiano confindustriale.

E dal punto di vista economico, quando tornerà redditizia Ita Airways? Secondo Spohr “non prima del 2026”.

Tutti i dettagli.

LE PROSSIME FASI DELLA PRIVATIZZAZIONE DI ITA AIRWAYS CON LUFTHANSA

“Servirà ancora qualche settimana per concretizzare le misure correttive. Il closing è previsto nel quarto trimestre di quest’anno. Siamo pronti a partire da subito, dal 1° giorno dopo il perfezionamento dell’accordo così da iniziare l’integrazione che dovrebbe durare un paio d’anni” ha spiegato il numero uno di Lufthansa Spohr, in un’intervista odierna al Corriere della Sera.

Lufhtansa, pur se azionista di minoranza, assumerà «immediatamente» il controllo operativo congiunto e nominerà l’amministratore delegato di Ita nonché un altro membro del cda.

“Ai nostri azionisti ho sempre detto che serviranno due anni da quando prendiamo le redini dell’azienda” ha precisato il numero uno del gruppo tedesco riguardo le aspettative di profitto di Ita.

LE PROSPETTIVE DI ITA IN ITALIA SECONDO IL NUMERO UNO DI LUFTHANSA

Quindi entro la fine dell’anno il nostro paese assisterà ai primi effetti del passaggio della compagnia nazionale sotto le redini tedesche.

«In Italia Ita è la quarta compagnia perché ci sono tre low cost. Combinata con Lufthansa abbiamo la possibilità di competere» ha sottolineato l’ad del gruppo tedesco al Sole 24 Ore. Secondo la ricostruzione del quotidiano confindutriale, “Su 197,13 milioni di passeggeri totali nel 2023, il mercato italiano è stato dominato da Ryanair con 51,59 milioni. Il peso reale di Ryanair supera i 55 milioni se si include Malta Air, che è legata al vettore irlandese.Al secondo posto c’è easyJet, con 16,37 milioni di passeggeri. Quindi c’è Ita, con 15,17 milioni, un filo davanti a Wizz Air con 14,92 milioni. Il gruppo Lufthansa è il quinto vettore in Italia, con 10,52 milioni di passeggeri […]. Pertanto Ita più Lufthansa sarebbero sui 25,5 milioni di passeggeri. Il secondo gruppo in Italia, ma ancora meno della metà di Ryanair. Dunque c’è ancora molta strada da fare. ”

E proprio riguardo la concorrenza con le compagnie low cost “Temo sia troppo tardi per copiare la strategia di Lufthansa in tutta Italia” ha ammesso Spohr al Corriere della Sera, evidenziando che “per quanto riguarda i nostri hub di Roma Fiumicino e Milano Linate faremo una battaglia durissima alle low cost”.

FOCUS FIUMICINO

E proprio su Fiumicino si riversano i principali timori con l’ingresso di Lufthansa in Ita spostando il traffico italiano nei propri hub a discapito di quello romano.

«Direi che è il contrario. L’Italia merita una compagnia più grande che offra maggiori voli intercontinentali, per questo dobbiamo supportare Ita nell’espansione. E poi Francoforte e Monaco stanno arrivando ai limiti, non possono prendere altro traffico, mentre Fiumicino ha spazio» ha rassicurato il ceo di Lufthansa al Corriere.

E al Sole 24 Ore, Spohr ha sottolineato che «Una delle ragioni per cui abbiamo investito in Ita è Fiumicino. È uno degli aeroporti in Europa che ha più possibilità di crescita, sia per i terminal sia per le piste», ha spiegato l’a.d. di Lufthansa. «Fiumicino è ideale per sviluppare i collegamenti verso l’America Latina, l’Africa e il Medio Oriente».

IL PASSAGGIO DA SKY TEAM A STAR ALLIANCE

Inoltre, con il passaggio di Ita a Lufthansa avverrà un altro cambiamento per i viaggiatori: si passa infatti dall’alleanza Sky Team per la Star Alliance.

“Abbiamo già negoziato sia la tempistica che le condizioni economiche per l’uscita da Sky Team e questo si realizzerà con l’aumento di capitale di Lufthansa” ha illustrato Turicchi al Sole 24 Ore: “A quel punto potremo sottoscrivere accordi di codesharing con i vettori del gruppo Lufthansa ed entreremo in Star Alliance, passaggio che richiederà circa 12 mesi per un’efficace implementazione. Poi ci vorranno 18/24 mesi circa per avere il via libera delle Autorità ed entrare nella JV transatlantica, per la quale non c’è nessuna preclusione nei remedies condivisi con la Commissione europea.”

LE CONSEGUENZE DEI RIMEDI SECONDO IL PRESIDENTE DI ITA

E proprio sulle conseguenze degli impegni presi con Bruxelles come condizione al via libera all’operazione, sempre il presidente di Ita Airways ha rassicurato che “La decina di rotte intraeuropee in sovrapposizione con Lufthansa su cui si è soffermata la Commissione europea non rappresentano neanche l’1% del nostro fatturato. Sul lungo raggio nel confronto con Bruxelles non è mai stata messa in discussione la capacità di crescita dell’azienda. È un aspetto rilevante, considerando che metà del fatturato di Ita è sul lungo raggio dove si fanno i profitti. A Linate, dove c’è una nostra rilevante presenza, verranno sacrificate 15 copie di slot, per complessivi 30 voli in partenza e arrivo.”

CHE NE SARÀ DI ALITALIA

Infine, che ne sarà del marchio Alitalia?

La compagnia aerea di bandiera italiana fondata nel 1946 ha cessato le operazioni nell’ottobre 2021 cedendo il posto a Ita Airways, che ne ha acquistato il marchio per 90 milioni di euro.

«Una volta che abbiamo raggiunto la profittabilità possiamo discutere su come combinare il meglio del passato con il meglio del futuro. Ma per adesso dobbiamo assicurarci che Ita diventi famosa per essere vettore moderno e che fa soldi» ha chiarito al Corriere il ceo di Lufthansa.

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