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Spazio, ecco la rotta dell’Esa per il 2026

L’Agenzia spaziale europea (Esa) si avvia verso un anno di attività senza precedenti, con un obiettivo di 65 lanci nel 2026 e un budget di 8,26 miliardi di euro. Cosa è emerso dalla conferenza stampa di inizio anno tenuta dal direttore generale dell'Esa Josef Aschbacher che ha illustrato l’intensificazione del programma spaziale europeo in risposta alla competizione internazionale

Si prospetta un nuovo anno stellare per l’Agenzia spaziale europea (Esa).

L’Esa si prepara infatti a lanciare fino a 65 i satelliti nel 2026: “un record assoluto rispetto agli anni precedenti”, secondo il direttore generale Josef Ascbacher nella conferenza stampa di inizio anno tenutasi l’8 gennaio al quartiere generale dell’agenzia a Parigi.

Se il 2025 si è concluso con il bilancio di 45 lanci e con il risultato “eccezionale” della ministeriale di Brema dello scorso novembre quando i Paesi europei hanno deciso di incrementare del 30% gli investimenti spaziali per il prossimo triennio, portandoli a 22,1 miliardi di euro, con un energico balzo in avanti rispetto ai 16,9 miliardi di euro sottoscritti nel 2022 e ai 14,5 miliardi di euro nel 2019, quest’anno l’agenzia intende premere sull’acceleratore.

Tutti i dettagli.

UN BUDGET DA 8,26 MILIARDI DI EURO

Per sostenere l’aumento delle attività, l’Esa dispone nel 2026 di un budget complessivo di 8,26 miliardi di euro. La fetta più consistente è l’osservazione della Terra, che assorbe circa il 30% delle risorse, pari a 2,4 miliardi di euro. Seguono navigazione con oltre 1,2 miliardi, comunicazioni con 996 milioni ed esplorazione umana e robotica con 818 milioni di euro, trasporto spaziale con 698 milioni di euro.

OSSERVAZIONE DELLA TERRA E COSTELLAZIONI EUROPEE

Ed è proprio nel settore dell’osservazione della Terra che l’Esa prevede il lancio di 48 satelliti nel 2026, rispetto ai 22 del 2025.

Nello specifico, si tratta di 33 satelliti per la costellazione italiana Iride, 11 per una nuova costellazione New Space greca, oltre ai satelliti meteorologici di nuova generazione e alla prosecuzione del programma Sentinel con il lancio di Sentinel 3C.

LANCIATORI E ACCESSO INDIPENDENTE ALLO SPAZIO

Per quanto riguarda i lanciatori, l’Esa mostra rinnovata fiducia dopo diversi anni di transizione, rileva il quotidiano francese La Tribune. “Siamo sulla buona strada per accelerare ulteriormente i nostri lanci di Ariane 6 e Vega-C” e “raggiungere la cadenza prevista nei prossimi anni”, ha dichiarato Josef Aschbacher. Un evento molto atteso è il sesto lancio del razzo Ariane 6 nella sua configurazione di massima potenza (Ariane 64), per mettere in orbita i satelliti della costellazione Kuiper di Amazon. Il lancio è previsto per metà febbraio, segnala Les Echos.

ESPLORAZIONE UMANA E SCIENTIFICA IN VISTA DEL VOLO DELL’ASTRONAUTA FRANCESE VERSO LA ISS

Nel campo dell’esplorazione, l’Esa gestisce 15 missioni operative e 12 in fase di preparazione. Tra i momenti centrali dell’anno vi è l’imminente volo dell’astronauta francese Sophie Adenot verso la Stazione Spaziale Internazionale (Iss), che fa parte dell’equipaggio della missione Crew-12 della Nasa con finestra di lancio dal 15 febbraio. “L’obiettivo primario dei nostri astronauti a bordo della stazione spaziale è davvero quello di far progredire la scienza e la tecnologia”, ha affermato Aschbacher.

LA PARTECIPAZIONE AL PROGRAMMA ARTEMIS PER IL RITORNO SULLA LUNA

Dopodiché, l’Esa è pienamente coinvolta in Artemis, il programma della Nasa che punta a riportare astronauti sulla Luna. L’agenzia fornirà il modulo di servizio ESM della capsula Orion per la missione Artemis II, che dovrebbe portare tre astronauti della Nasa e un astronauta canadese attorno al nostro satellite. “La data del volo è ovviamente sotto il controllo della Nasa, ma ciò che è stato reso pubblico è che avrà luogo tra il primo e il secondo trimestre di quest’anno”, ha dichiarato il numero uno dell’Esa.

MISSIONI SCIENTIFICHE E DIFESA PLANETARIA

Tra le missioni scientifiche previste figurano il lancio di SMILE, sviluppata con la Cina per studiare le interazioni tra magnetosfera terrestre e vento solare, atteso tra l’8 aprile e il 7 maggio. A maggio sarà inaugurato in Sicilia il telescopio FlyEye per il rilevamento sistematico di asteroidi vicini alla Terra. A novembre, la missione Hera incontrerà gli asteroidi Dimorphos e Didymos. Lanciata il 7 ottobre 2024, Hera fa seguito infatti alla missione Dart (Double Asteroid Redirection Test) della Nasa che nel settembre del 2022 aveva impattato, deviandone l’orbita, contro Dimorphos, la piccola luna orbitante di un sistema di asteroidi binari noto come Didymos. Hera verificherà la deviazione causata dall’impatto della sonda Dart, immortalato dal satellite italiano Liciacube, realizzato da Argotec. La missione dell’Esa cercherà quindi la prova definitiva del sistema di difesa planetario da attuare qualora la Terra dovesse essere in pericolo di collisione con un asteroide.

Sempre a novembre 2026 la missione BepiColombo raggiungerà Mercurio ed entrerà in orbita attorno al pianeta. Infine, ad ottobre è previsto il rilascio dei dati delle missioni scientifiche Euclid mentre a dicembre saranno disponibili quelli di Gaia.

 

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