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Slitta il programma Artemis: la Nasa punta il dito anche sui ritardi di Starship di SpaceX

L'ispettore generale della Nasa ha pubblicato un rapporto che esamina la gestione dei contratti di sviluppo del sistema di atterraggio umano firmati con SpaceX e Blue Origin. Il documento solleva preoccupazioni su elementi critici che potrebbero compromettere la sicurezza dell'equipaggio: tra questi, la mancata garanzia che la Starship di SpaceX soddisfi i requisiti di controllo manuale.

Il programma Artemis della Nasa, che mira a riportare gli astronauti sulla Luna, sta affrontando ritardi legati anche allo sviluppo della Starship di SpaceX, il veicolo scelto come lander lunare.

Martedì l’ispettore generale dell’agenzia spaziale statunitense ha pubblicato un nuovo rapporto che esamina la gestione da parte della Nasa dei contratti di sviluppo del sistema di atterraggio umano (Human Landing System-Hls) firmati sia con SpaceX di Elon Musk nel 2021 sia con Blue Origin di Jeff Bezos nel 2023. I landar lunari consentiranno al futuro equipaggio di scendere sulla superficie lunare, vivere e lavorare temporaneamente lì e risalire in orbita lunare.

Secondo l’ispettore generale della Nasa, il progetto di SpaceX ha accumulato almeno due anni di ritardi, rispetto ai piani iniziali. Inoltre deve ancora superare importanti ostacoli tecnici prima di poter effettuare un allunaggio con equipaggio. Nonostante le difficoltà, la Nasa mantiene il 2028 come obiettivo per la missione che porterà gli astronauti sulla superficie lunare tramite il lander Starship.

I rilievi arrivano dopo a fine febbraio la Nasa ha rinviato il ritorno degli astronauti sulla Luna: la missione Artemis III non effettuerà più l’allunaggio nel 2027, ma sarà una missione dimostrativa in orbita terrestre bassa. Il primo sbarco lunare è ora previsto con Artemis IV nel 2028. La decisione, annunciata dall’amministratore Jared Isaacman, segue i problemi tecnici emersi durante le prove della missione Artemis II e prevede anche una maggiore frequenza di lanci e una configurazione più standardizzata del razzo SLS per ridurre i rischi.

Come sottolinea Reuters, il programma lunare americano è sotto pressione anche per motivi geopolitici: Washington punta infatti a completare le missioni prima che Pechino riesca a inviare un equipaggio cinese sulla Luna, obiettivo previsto intorno al 2030.

Tutti i dettagli.

IL RAPPORTO DELL’ISPETTORE GENERALE DELLA NASA

Il nuovo rapporto dell’Office of Inspector General riconosce alla Nasa il merito del suo approccio contrattuale, ma solleva preoccupazioni su elementi critici che potrebbero compromettere la sicurezza dell’equipaggio. Tra questi, il mancato rispetto dei principi “test like you fly” – ovvero testare i sistemi il più vicino possibile alla configurazione effettiva in cui voleranno – per i voli dimostrativi senza equipaggio e la mancata garanzia che la Starship di SpaceX soddisfi i requisiti di controllo manuale.

Se il rapporto analizza entrambi i progetti Hls, si concentra maggiormente sulla Starship Hls. Al momento della stesura del rapporto, era il veicolo previsto per i primi due allunaggi, mentre il Blue Moon MK2 di Blue Origin era previsto per il terzo. Tra le principali preoccupazioni emerse c’è il rischio che l’impatto con l’atterraggio della Starship HLS, con un’altezza di 53 metri – l’equivalente di un edificio di 14 piani – sul terreno accidentato del Polo Sud lunare possa causarne il ribaltamento. Blue Moon MK2 è alto solo 16 metri, in confronto, o 7 metri per i lander lunari Apollo, segnala Spacepolicyonline.

L’ASCENSORE PER SCENDERE DAL LANDER

Inoltre, nel lander di SpaceX la cabina dell’equipaggio si trova in cima e gli astronauti devono prendere un ascensore per scendere di 35 metri fino alla superficie. “Attualmente non esiste altro metodo per consentire all’equipaggio di entrare nel veicolo dalla superficie lunare in caso di guasto di un ascensore”. SpaceX si sta concentrando sulla costruzione di un sistema robusto, ma il programma Hls della Nasa lo sta monitorando come “rischio massimo”.

LA QUESTIONE DEL CONTROLLO MANUALE

Inoltre, la Nasa richiede che i veicoli con equipaggio includano l’opzione del controllo manuale, non solo del controllo autonomo, durante tutte le fasi del volo. Ma l’agenzia e l’azienda di Musk non sono d’accordo sul fatto che SpaceX stia soddisfacendo tale requisito e “il monitoraggio da parte della Nasa del rischio del controllo manuale di SpaceX indica una tendenza al peggioramento”.

Il rapporto rileva che l’agenzia ha concesso a SpaceX una deroga al controllo manuale per i veicoli Crew Dragon che trasportano gli equipaggi alla Stazione Spaziale Internazionale. Tuttavia, la Nasa aveva anni di esperienza con la versione cargo di Dragon prima dell’inizio dei voli con equipaggio. Questo non sarà il caso di Starship Hls. Per quanto riguarda Blue Origin, ancora non risultano prese “decisioni chiave” sul controllo manuale.

L’OBIETTIVO DI ALLUNAGGIO POSTICIPATO

Secondo quanto dichiarato martedì dall’ispettore generale della Nasa, sarà probabilmente necessario più tempo per superare gli ostacoli tecnici ancora presenti prima che Starship possa atterrare sulla Luna.

I ritardi nello sviluppo della Starship hanno progressivamente spostato in avanti la data prevista per il primo allunaggio con equipaggio. In origine il programma indicava il 2024 come possibile obiettivo, ma già allora i funzionari dell’agenzia statunitense consideravano quella scadenza con scetticismo.

Nel 2021 la Nasa ha selezionato il mega razzo di SpaceX come primo lander del programma Artemis incaricato di trasportare gli astronauti sulla superficie lunare. Tuttavia, il percorso per ottenere la certificazione necessaria al trasporto di equipaggi umani prevede ancora diverse fasi tecniche complesse. Dal 2023 SpaceX ha lanciato il sistema Starship undici volte nell’ambito di una serie di voli di prova attentamente monitorati dalla Nasa, ricorda Reuters. I test fanno parte del processo di sviluppo del veicolo destinato a svolgere il ruolo di lander nel programma Artemis.

IL RIFORNIMENTO DI CARBURANTE NELLO SPAZIO

Tra queste, una delle più impegnative riguarda la necessità di rifornire il veicolo di carburante nello spazio prima di proseguire il viaggio verso la Luna.

Secondo il rapporto dell’ispettore generale, il rifornimento orbitale rappresenta una delle difficoltà principali sia per SpaceX che per Blue Origin. Per consentire a una Starship di trasportare astronauti sulla Luna, SpaceX dovrà lanciare in orbita terrestre più di undici altre Starship che fungeranno da cisterne di rifornimento. Una di queste sarà utilizzata come deposito di propellente e dovrà essere riempita grazie al contributo di oltre dieci veicoli.

La Starship destinata all’allunaggio riceverà quindi il carburante necessario da questo deposito orbitale prima di intraprendere il viaggio verso la Luna.

LE PREOCCUPAZIONI DELLA NASA

Nel documento si legge che i funzionari della Nasa che supervisionano lo sviluppo della Starship di SpaceX “considerano la dimostrazione del trasferimento criogenico di propellente una delle sfide tecniche più significative che SpaceX deve affrontare”.

Il rapporto aggiunge che “La Nasa sta monitorando un rischio elevato: alcune delle tecnologie e delle capacità criogeniche che SpaceX sta sviluppando non saranno sufficientemente mature” in vista dell’allunaggio previsto per il 2028.

Infine, l’Ispettore generale rileva che, nel programma Artemis, la probabilità di perdita dell’equipaggio è stimata tra una su 30 e una su 40. Per confronto, nel programma Apollo il rischio era di circa una su 10, mentre nelle missioni condotte con lo Space Shuttle era significativamente più basso, pari a circa una su 70.

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