“Rischio elevatissimo” per gli astronauti del volo di debutto della navetta Starliner sviluppata dal produttore statunitense Boeing.
Lo ha decretato il rapporto indipendente commissionato dalla Nasa che ha classificato il volo con equipaggio del 5 giugno 2024 della navetta Starliner con il massimo livello di gravità, definendolo un “incidente di tipo A” e indicando un rischio elevatissimo per gli astronauti coinvolti.
Gli astronauti della Nasa Suni Williams e Butch Wilmore rimasero sulla Stazione spaziale internazionale (Iss) per nove mesi (anziché qualche giorno) a causa dei gravi problemi tecnici riscontrati da Starliner-1 durante il suo primo volo con equipaggio. I due astronauti sono tornati sulla Terra a marzo 2025 a bordo di una capsula Crew Dragon della rivale di Boeing, SpaceX.
L’indagine, avviata nel febbraio 2025 e conclusa nel novembre successivo, condotta da dipendenti dell’agenzia ed esperti esterni, è stata resa pubblica ora. Gli investigatori hanno formulato 61 raccomandazioni formali su cosa la Nasa e Boeing possono fare per prevenire errori simili in futuro.
Tutti i dettagli.
LE CRITICHE ALLA NASA…
Come rileva Bloomberg, il rapporto di oltre 300 pagine critica duramente sia la burocrazia della Nasa che la Boeing, attribuendo la colpa a un pioniere delle missioni spaziali statunitensi. Ingegneria difettosa, supervisione inadeguata e sfiducia generale tra le parti hanno contribuito a trasformare una missione di una settimana in un calvario fisico e mentale per Wilmore e Williams, durato molto più a lungo, sottolinea l’agenzia internazionale.
In particolare, il rapporto critica l’agenzia spaziale americana per aver esposto a un “rischio elevatissimo” gli astronauti della missione Starliner, a causa della gestione delle anomalie emerse durante il primo e unico volo con equipaggio della navetta sviluppata da Boeing.
…E LE COLPE
Inoltre, secondo il rapporto, dietro le anomalie della missione c’è il desiderio della Nasa di mantenere Boeing come seconda azienda in grado di effettuare lanci verso la Iss (al momento c’è solo SpaceX con la sua Crew Dragon) ha influenzato il processo decisionale e ha reso l’agenzia più propensa ad assumersi rischi.
“INCIDENTE DI TIPO A”
Dal documento emerge che la missione risulta classificata con il livello più alto nella scala di gravità adottata dalla Nasa, ossia come “incidente di tipo A”, categoria che indica un rischio estremamente elevato per gli astronauti e costi superiori ai 2 milioni di dollari.
Per avere un’idea del livello di gravità con cui è bollata la missione Starliner, basti pensare che le esplosioni degli space shuttle Challenger nel 1986 e Columbia nel 2003, entrambe concluse con la morte di entrambi gli equipaggi, rientrano nella stessa classificazione.
LA POSIZIONE DEL NUMERO UNO DELLA NASA ISAACMAN
“L’advocacy ha superato ogni ragionevole limite e ha messo a rischio la missione, l’equipaggio e il programma spaziale americano”, ha dichiarato l’amministratore della Nasa Jared Isaacman in una lettera ai dipendenti visionata da Bloomberg. “Il disaccordo sulle opzioni di rientro dell’equipaggio si è trasformato in una condotta non professionale mentre l’equipaggio rimaneva in orbita”.
“Dobbiamo assumerci la responsabilità dei nostri errori e fare in modo che non si ripetano mai più”, ha concluso Isaacman in merito al rapporto.







