Sbarazzarsi di Anthropic non è così semplice per Palantir.
Per colpire ben 1.000 obiettivi nelle prime 24 ore dell’attacco all’Iran, l’esercito statunitense ha sfruttato l’intelligenza artificiale più avanzata mai utilizzata in guerra, uno strumento che potrebbe essere difficile da abbandonare per il Pentagono, anche se dovesse recidere i legami con l’azienda che l’ha creato, osserva oggi il Washington Post.
Si tratta di Maven Smart Systems di Palantir, una piattaforma software messa a punto dalla società di data mining californiana che fornisce alle forze armate Usa analisi di intelligence e targeting delle armi, che utilizza molteplici prompt e flussi di lavoro sviluppati utilizzando proprio il codice Claude di Anthropic, secondo due fonti citate da Reuters.
Ma ora la recente decisione del governo statunitense di interrompere i rapporti con la società di intelligenza artificiale Anthropic sta producendo effetti immediati nel settore della difesa tecnologica.
Palantir è chiamata infatti a sostituire il modello di intelligenza artificiale Claude utilizzato nei propri sistemi, tra cui Maven, dopo l’ordine emanato dall’amministrazione Trump.
Se Reuters chiarisce che non può attestare l’utilizzo della piattaforma software durante il raid di gennaio in Venezuela, o durante i recenti attacchi contro l’Iran, è innegabile che il software di Palantir sia diventato profondamente radicato nell’impegno del Pentagono per integrare l’intelligenza artificiale nelle operazioni militari.
Pertanto, la vicenda sta sollevando interrogativi sulle conseguenze operative e tecniche per una delle piattaforme di analisi militare più rilevanti del Dipartimento della Difesa americano.
Tutti i dettagli
LA ROTTURA TRA IL PENTAGONO E ANTHROPIC
La scorsa settimana il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ordinato al governo di interrompere la collaborazione con Anthropic.
La rottura tra il Pentagono e la società di intelligenza artificiale guidata da Dario Amodei è giunta dopo che quest’ultima ha rifiutato di concedere al Dipartimento della Difesa l’uso senza restrizioni dell’Ia Claude sviluppata da Anthropic, temendo rischi come sorveglianza di massa e uso militare incontrollato.
Nonostante abbia ribadito la sua lealtà agli Stati Uniti, Amodei ha ritenuto l’Ia ancora troppo immatura per tali applicazioni. In risposta alla riluttanza di Anthropic ad abbandonare queste linee rosse, il Segretario alla Difesa Pete Hegseth ha minacciato, tra le altre cose, di invocare il Defense Production Act per costringere l’azienda a costruire un modello per gli scopi desiderati dall’esercito.
Da qui l’alienazione dell’azienda americana, leader nel settore dell’intelligenza artificiale.
FUORI CLAUDE, DENTRO OPENAI
In seguito alla decisione presidenziale, sempre Hegseth ha dichiarato l’intenzione di designare Anthropic come un rischio per la sicurezza nazionale nella catena di approvvigionamento, affermando: “Con effetto immediato, nessun appaltatore, fornitore o partner che intrattiene rapporti commerciali con l’esercito degli Stati Uniti potrà condurre alcuna attività commerciale” con l’azienda.
Dopodiché il Pentagono ha interrotto i rapporti con Anthropic e si è rivolto alla concorrente OpenAI, la società di intelligenza artificiale dietro a ChatGpt, che si è mostrata disponibile a collaborare con il governo.
L’IMPATTO SUL PROGRAMMA MAVEN
Ma come ha sottolineato il rapporto ordierno di Reuters, la decisione riguarda direttamente Maven Smart Systems di Palantir. Secondo due fonti a conoscenza della questione, il sistema utilizza molteplici prompt e flussi di lavoro sviluppati utilizzando il codice Claude di Anthropic.
Palantir, che detiene contratti relativi a Maven con il Dipartimento della Difesa e altre agenzie per la sicurezza nazionale statunitensi per un valore potenziale superiore a un miliardo di dollari, dovrà quindi sostituire Claude con un altro modello di intelligenza artificiale e ricostruire parti del proprio software. Una delle fonti citate da Reuters ha spiegato che l’azienda dovrà intervenire su diverse componenti del sistema, ma l’agenzia stampa non è riuscita a determinare quanto tempo richiederà questo processo.
LA POSIZIONE DI ALEX KARP
Nel frattempo, l’amministratore delegato di Palantir, Alex Karp, è intervenuto sulla controversia senza citare direttamente Anthropic durante una conferenza sulla tecnologia della difesa a Washington.
Durante la sua invettiva sul perché le aziende tecnologiche dovrebbero accettare ciò che l’amministrazione Trump chiede loro, Karp ha spiegato: “Il pericolo per la nostra industria è che si verifichi il famoso effetto a ferro di cavallo, in cui c’è una sola cosa su cui le persone sono d’accordo, ed è che questo non paga le bollette e la nostra industria dovrebbe essere nazionalizzata”.
NON SOLO PALANTIR ALLE PRESE CON IL BANDO DI ANTHROPIC
Ma la rottura del governo federale con Anthropic sta sollevando interrogativi più ampi anche per altre aziende coinvolte nei programmi militari statunitensi, non solo Palantir.
Gli appaltatori della difesa, come Lockheed Martin, dovrebbero seguire l’ordine del Pentagono di eliminare gli strumenti di intelligenza artificiale della società dalle loro catene di fornitura.
LE RIPERCUSSIONI PER LOCKHEED MARTIN
“Seguiremo le indicazioni del Presidente e del Dipartimento della Guerra”, ha dichiarato il colosso della difesa americano in una nota, in merito all’utilizzo di Anthropic in seguito alle mosse dell’amministrazione Trump. “Ci aspettiamo impatti minimi”, ha precisato Lockheed Martin, aggiungendo di non dipendere da nessun singolo fornitore di intelligenza artificiale “per nessuna parte del nostro lavoro”.
La mossa ha sollevato immediate questioni legali. Nessuna delle autorità che l’amministrazione Trump potrebbe utilizzare per vietare Anthropic le consente di vietarne anche l’uso generale da parte degli appaltatori della difesa, secondo avvocati specializzati in tecnologia e diritto contrattuale citati da Reuters.
Quel che è certo al momento è che il software di Anthropic evidenzia la complessità della separazione tecnologica da un fornitore di intelligenza artificiale profondamente integrato nei sistemi pubblici, anche militari.







