Costi in crescita per lo scudo spaziale missilistico Usa.
Il generale Michael Guetlein, l’ufficiale della Space Force americana responsabile del vasto progetto di difesa missilistica Golden Dome ha stimato in 185 miliardi di dollari il costo della prima fase, un aumento di 10 miliardi di dollari. “Ci è stato chiesto di acquisire ulteriori capacità spaziali, quindi siamo arrivati a 185 miliardi di dollari per l’architettura obiettivo”, ha dichiarato il funzionario militare durante una conferenza a Washington martedì. Il responsabile del programma ha aggiunto che Lockheed Martin, Rtx e Northrop Grumman si sono unite al progetto come contraenti principali.
Gli obiettivi del progetto sono “scoraggiare e difendere i cittadini e le infrastrutture critiche da qualsiasi attacco aereo straniero sul territorio nazionale”.
Il programma è ancora nelle fasi iniziali, con finanziamenti e direttive politiche già definiti, ma con dettagli pubblici limitati sul progetto definitivo. Il Pentagono si è rifiutato infatti di divulgare dettagli sui test iniziali di potenziali concetti o prototipi di armi terrestri, navali o spaziali.
Il progetto di scudo missilistico annunciato un anno fa dal presidente degli Stati Uniti è considerato una priorità dell’amministrazione Trump. Tuttavia, secondo i parlamentari americani, il Pentagono non ha fornito dettagli di bilancio e giustificazioni per i 23 miliardi di dollari stanziati per il programma nell’ambito del disegno di legge di riconciliazione dello scorso anno, riportava a inizio anno Breaking Defense.
L’aumento di costo evidenzia le ambizioni enormi, e imprecise, del Golden Dome, osserva Bloomberg. Inoltre, gli esperti affermano che il costo reale sarà probabilmente molto, molto più alto, commenta Defense One.
Tutti i dettagli.
COS’È IL GOLDEN DOME
Nel primo giorno di Pete Hegseth come segretario alla Difesa e pochi giorni dopo il suo ritorno alla Casa Bianca a gennaio, il 27 gennaio 2025 il presidente Trump ha firmato un ordine esecutivo per introdurre un nuovo sistema antimissile, denominato inizialmente American Iron Dome. Ispirato al sistema di difesa aerea Iron Dome di Israele, Trump aveva scritto nell’ordine esecutivo che il nuovo sistema di difesa missilistica americano deve essere in grado di affrontare “La minaccia di attacchi con missili balistici, ipersonici e da crociera, e altri attacchi aerei avanzati”, perché “rimane la minaccia più catastrofica che gli Stati Uniti si trovano ad affrontare”.
Il progetto “Golden Dome” riecheggia il fallito programma “Star Wars” del presidente Ronald Reagan, criticato per essere eccessivamente ambizioso e per aver distolto fondi da altre priorità nazionali.
Dunque Golden Dome è un’architettura di difesa missilistica proposta per proteggere il territorio nazionale dalle minacce di missili balistici, ipersonici e da crociera, integrando sensori, intercettori e sistemi di comando e controllo terrestri, aerei e spaziali in una rete unificata. Il concetto prevede un ampio strato di satelliti spaziali per il tracciamento e l’individuazione dei bersagli, insieme a nuove tecnologie di intercettazione. Si aggiungono quindi elementi spaziali progettati per rilevare, tracciare e potenzialmente contrastare le minacce provenienti dall’orbita. Questi includerebbero reti satellitari avanzate e armamenti in orbita, ancora oggetto di dibattito, segnala Reuters.
LE STIME “STELLARI” DI COSTO
Il presidente Donald Trump aveva inizialmente stimato il costo del progetto a 175 miliardi di dollari, sebbene analisti indipendenti suggeriscano che la cifra totale potrebbe essere di gran lunga superiore.
Alla McAleese Defense Programs Conference di Arlington, in Virginia, il generale Guetlein ha identificato tre programmi che beneficerebbero dei finanziamenti aggiuntivi stimati in 10 miliardi: l’Advanced Missile Tracking Initiative, una rete di dati spaziali, e l’Hypersonic and Ballistic Tracking Space Sensor, noto come HBTSS. L’HBTSS è un sistema di sensori spaziali progettato per rilevare e tracciare le minacce missilistiche ipersoniche e balistiche. La sua inclusione nel pacchetto di finanziamenti accelerati segnala l’urgenza del Pentagono di dotarsi di una capacità di tracciamento aereo persistente, mentre gli avversari espandono i loro arsenali ipersonici.
Allo stesso tempo, Guetlein ha respinto le stime esterne che collocano il costo potenziale del programma oltre 1.000 miliardi di dollari, sostenendo che tali cifre si basano sull’applicazione di costosi sistemi di combattimento autonomi, progettati per operazioni all’estero, a una missione di difesa nazionale che richiede un approccio fondamentalmente diverso e più economico.
LA TABELLA DI MARCIA
Dunque se sui costi il responsabile militare del progetto sembra non avere dubbi, riguardo la tabella di marcia ha mostrato meno certezza.
Il presidente Trump ha chiesto infatti che il Golden Dome sia “pienamente operativo” entro il 2028, una tempistica che Guetlein ha contestato. Ha affermato di voler dimostrare la “capacità operativa” entro quell’anno, ma che sta valutando il 2035 – sei anni dopo la fine del secondo mandato di Trump – per la versione che rientrerà nella struttura di costi di 185 miliardi di dollari.
LOCKHEED MARTIN, RTX E NORTHROPP GRUMMAN A CAPO DEI LAVORI SUL COMANDO E CONTROLLO DEL GOLDEN DOME
Sempre in occasione della conferenza di ieri, il generale della Space Force ha indicato che Lockheed Martin, RTX e Northrop Grumman sono tre dei principali contraenti che collaborano con altre sei aziende per realizzare il livello di comando e controllo (C2) del Golden Dome.
LE SFIDE DEL PROGETTO
Riguardo l’andamento del progetto, Guetlein ha spiegato che ci sono stati “numerosi test con esito positivo di cui non posso parlare in questo contesto”. Ha però riconosciuto che il rischio maggiore consiste nel cercare di abbattere i missili nello spazio in modo economicamente vantaggioso.
“Non è la tecnologia il problema, ma la scalabilità e l’accessibilità economica”, ha evidenziato. “La vera sfida sarà riuscire a sviluppare queste soluzioni in modo sufficientemente rapido ed economico da renderle efficaci contro la minaccia”.
IL COMMENTO DEGLI ESPERTI
Intanto per questo imponente progetto alle battute iniziali, il costo è appena aumentato di 10 miliardi di dollari e gli esperti temono che sia solo l’inizio.
A Defense One Todd Harrison, ricercatore senior presso l’American Enterprise Institute che ha studiato i probabili costi del Golden Dome, ha affermato che la cifra di 185 miliardi di dollari indicata da Guetlein probabilmente includerebbe solo una capacità di base per gli intercettori spaziali, che è considerata la parte più costosa e ambiziosa del progetto. Inoltre, ha aggiunto, si tratta solo dell’inizio delle spese.
“A quanto ho capito, si tratta solo del costo a breve termine per acquisire un livello iniziale di capacità. Non è il costo totale di acquisizione e non include i costi di esercizio e rifornimento a lungo termine”, ha sottolineato Harrison. “È anche un buon indicatore del fatto che gli intercettori spaziali rappresenteranno una parte relativamente minore dell’architettura, ammesso che superino la fase dimostrativa”.
Considerata la stima di budget di Guetlein, non è chiaro quanto ruolo avranno gli intercettori spaziali nell’architettura finale, ha osservato sempre a Defense One Victoria Samson, direttrice per la sicurezza e la stabilità spaziale della Secure World Foundation. “In tutta onestà, non sarà economico, ma la voce di spesa più consistente sarà rappresentata dagli intercettori spaziali”, ha dichiarato Samson. “Sarà questo elemento a far lievitare i costi, a seconda di quanto si deciderà di procedere con il progetto”.







