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Fcas, ecco come la francese Dassault torna all’attacco di Airbus

Fcas al capolinea? Il ceo di Dassault Éric Trappier incolpa la divisione tedesca di Airbus per aver bloccato i progressi del programma congiunto di Francia, Germania e Spagna per il sistema di combattimento aereo di nuova generazione.

Defunto o meno, non c’è pace per il progetto Fcas (Future Combat Air System), il programma per sviluppare il caccia di sesta generazione frutto della collaborazione tra Germania, Francia e Spagna.

Lanciato nel 2017, il programma Fcas – dal valore stimato di oltre 100 miliardi di euro – è progettato per sostituire il Rafale francese e gli Eurofighter tedeschi e spagnoli a partire dal 2040. Il Fcas è stato oggetto di una lunga disputa tra le aziende coinvolte: la francese Dassault e la divisione difesa della franco-tedesca Airbus con sede in Germania.

I lavori sono suddivisi in diversi pilastri e la controversia riguarda la leadership della parte principale del progetto, quella dei caccia, tra Airbus e Dassault Aviation.

Il mese scorso, l’amministratore delegato di Airbus, Guillaume Faury, ha negato che i rapporti con Dassault si fossero completamente interrotti, ma è sembrato voltare pagina sul Fcas nella sua forma attuale, sollevando la possibilità di due combattenti distinti in pubblico per la prima volta.

E ad oggi le persistenti divisioni politiche, operative e industriali sembrano aver compromesso definitivamente l’iniziativa. Per il numero uno della francese Dassault il progetto è “morto” se Airbus, che rappresenta gli interessi di Germania e Spagna nel progetto, si rifiuta di collaborare.

Commentando i risultati dell’esercizio 2025 di Dassault, il presidente e ceo Éric Trappier ha dichiarato di aver preso atto di quello che ha descritto come il rifiuto di Airbus di collaborare con l’azienda, accusandola di aver bloccato i progressi e di non aver accettato la leadership dell’azienda francese sul jet, riporta Reuters.

Tutti i dettagli.

LA STOCCATA DI DASSAULT

“Se Airbus mantiene la sua posizione di non voler collaborare con Dassault, la questione è chiusa”, ha affermato Trappier in conferenza stampa. Ha aggiunto che il progetto era in “vera difficoltà”, affermando: “Ciò che appare inconciliabile è che Airbus non voglia collaborare con Dassault”.

Il capo di Dassault ha spiegato di aver proposto modifiche alle regole per la fase di dimostrazione in volo che avrebbero chiarito la leadership di Dassault sul caccia principale, compresi i fornitori, pur concedendo ad Airbus il controllo sulle proprie aree di responsabilità.

Interrogato ripetutamente sul destino del progetto franco-tedesco durante un briefing sui risultati, Trappier ha difeso i precedenti della Francia nella produzione di caccia ad alte prestazioni come il Rafale e ha accusato Airbus di volere una partnership macchinosa come quella dell’Eurofighter, rileva Reuters.

“Ho detto fin dall’inizio che voglio una leadership chiara e non solo sulla carta”, ha affermato Trappier, riferendosi alla componente caccia con equipaggio.

IN RISPOSTA AD AIRBUS

Le considerazioni del produttore francese dei Rafale giungono a poco più di una settimana da quelle della controparte tedesca nel progetto Fcas.

Il programma Fcas si trova “a un bivio difficile”, aveva dichiarato Guillaume Faury alla conferenza stampa di presentazione dei risultati annuali di Airbus tenutasi giovedì a Tolosa, in Francia.

Il ceo di Airbus Faury ha ricordato che l’azienda ha investito “molto tempo ed energie” nel programma Fcas. “Riteniamo che, se si riuscisse a realizzare un sistema con due caccia, potrebbe essere un’opportunità per avere altri partner con noi”, ha aggiunto. “Ma spetta ai nostri clienti decidere con chi unire le forze, se sarà il caso. Ripeto, non siamo ancora a quel punto”.

Al momento, Airbus ha rifiutato di commentare le recenti dichiarazioni di Trappier sul Fcas. Alla domanda del mese scorso se le linee di comunicazione con Dassault fossero interrotte, l’amministratore delegato Guillaume Faury ha dichiarato: “I ponti non sono tagliati e questa non dovrebbe essere trasformata in una questione personale. Non lo è. Quel che è certo è che stiamo lottando per trovare una via d’uscita”, ricorda il Ft.

RIGUARDO LA COLLABORAZIONE CON ALTRI PAESI

Nel frattempo, con l’incertezza che incombe sul progetto Fcas, per entrambe le aziende si profila l’ipotesi di collaborare con altri paesi.

Da parte sua Trappier ha dichiarato che Dassault era aperta a collaborare con altri paesi se il Fcas con la Germania dovesse sgretolarsi, ma che qualsiasi decisione sui partner sarebbe stata presa dal governo francese.

Il presidente francese Emmanuel Macron, in particolare, ha cercato di mantenere a galla il progetto, insistendo nuovamente il mese scorso sulla necessità dell’Europa per il Fcas, concordato con l’ex cancelliere tedesco Angela Merkel.

DOPO LA PRESA DI POSIZIONE DEL CANCELLIERE TEDESCO

Sempre il mese scorso la controversia industriale tra Francia e Germania è esplosa quando il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha dichiarato al podcast Machtwechsel che la collaborazione per costruire un caccia con capacità nucleare con la Francia “non è ciò di cui abbiamo attualmente bisogno nell’esercito tedesco”.

“I francesi hanno bisogno di un aereo con capacità nucleare nella prossima generazione di aerei da combattimento, noi non ne abbiamo bisogno nella Bundeswehr tedesca in questo momento”, ha detto Merz a Machtwechsel. “Ora sorge la domanda: abbiamo la forza e la volontà di costruire due aerei per questi due diversi profili di requisiti oggettivi, o solo uno?”

“La Francia vuole costruire solo un aereo e vuole praticamente allinearlo alle specifiche di cui ha bisogno. Ma non è quello di cui abbiamo bisogno” ha spiegato il cancelliere tedesco ribadendo che “Per questo non si tratta di una disputa politica, ma di un problema reale nel profilo dei requisiti. Se non riusciamo a risolverlo, non potremo mantenere il progetto”.

Come sottolineato dal Financial Times, è giunto il momento per Berino, Parigi e Madrid di decidere se passare alla fase successiva come previsto o ridimensionare il Fcas eliminando l’elemento jet comune.

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